Continua la guerra senza quartiere della “democratica” UE contro la libertà di espressione e di informazione.
È stato arrestato in Francia il proprietario di Telegram, Pavel Durov, con l’accusa di: terrorismo, complicità, frode, riciclaggio di denaro, insabbiamento, contenuto pedofilo, evasione delle sanzioni, favorire traffico di criptovalute e di stupefacenti attraverso questa piattaforma.
Oramai è chiaro che non hanno più alcun ritegno nell’infrangere tutti i principi che sostenevano di difendere, dagli arresti contro la libertà di opinione ed espressione in Gran Bretagna, con la scusa di reprimere l’incitamento all’odio nei confronti degli stranieri alla censura imposta sui social dal Digital Services Act europeo, alle minacce a Elon Musk da Thierry Breton.

Da tanto tempo stavano cercando di silenziare Telegram, fondamentale canale social indipendente, utilizzato da milioni di utenti per documentarsi, scrivere o semplicemente chattare con altri utilizzatori senza avere la “sensazione” di essere osservati. C’è da dire anche che la maggior parte delle notizie dai vari fronti di guerra viaggiano su questa piattaforma senza le censure o limitazioni che gli organi d’informazione mainstream o le piattaforme asservite (vedasi Facebook, WhatsApp, YouTube etc..) cercano di veicolarci attraverso i loro filtri se non addirittura con le indicazioni che i loro editorialisti impongono. Noi di Radio28 avevamo già affrontato, in tempi non sospetti, la questione CENSURA che sarebbe stata applicata dopo le elezioni avvenute in giugno del nuovo parlamento europeo e di esempi ne abbiamo tanti: dalla chiusura dei canali YouTube, all’oscuramento di profili Facebook senza che l’utente ne capisca mai bene il motivo e, soprattutto, senza mai sapere a chi rivolgersi per contestare un diritto violato, quello della libertà di pensiero e parola garantito dalla nostra calpestata Costituzione all’articolo 21.

Non so da chi dobbiamo difenderci in Occidente, se dagli importatori di nuove culture e religioni o dagli stessi che dovrebbero tutelarci, applicando di una serena e civile democrazia.
Mentre nella così lontana, così “barbara” Russia aprono le porte e accolgono chi non ne può più di questa irrefrenabile perdita di valori, di questa deriva occidentale nel baratro della perversione più accecante che porta l’uomo a non sapere più chi è e da dove viene, nei paesi esportatori di democrazia (a suon di bombe!) i margini di libertà si stringono sempre più, intorno ad un sistema finanziario ed economico che sta franando per salvare la pelle delle famiglie oligarchiche che hanno inquinato con la loro corruzione tutti i governi filo-atlantisti.
Questo è il punto della questione: l’occidente viene saccheggiato di tutte le sue ricchezze economiche e culturali per salvare un progetto globalista già fallito, elaborato da un ristretto gruppo di lobbysti che vi hanno investito, alterando governi e piazzando loro donne e uomini ai posti di comando.
Di seguito gli articoli che avevano anticipato quello che sta accadendo oggi:
