Cerca
Close this search box.

Influencer sotto l’occhio dell’UE: regolamentazione o censura?

Il Digital Service Act (DSA) è la nuova carta legislativa dell’Unione Europea che mira a dare una rinfrescata alle regole dei servizi digitali. Con una lingua dal sapore orwelliano, l’UE ci spiega che il DSA è qui per creare un ambiente digitale più pulito e cristallino, difendendo i diritti fondamentali degli utenti e mettendo in piedi regole ferree per tenere a bada i contenuti.

Ora, l’attenzione dell’UE si sta rivolgendo agli influencer online come pezzi cruciali del puzzle dell’informazione. L’intento è quello di “educare” gli influencer sui loro doveri legali ed etici tramite la legge, soprattutto quando i loro post potrebbero avere un impatto “potenzialmente” negativo sul loro pubblico. Questo fa parte di un piano più grande per combattere la disinformazione e promuovere una narrazione online che sia responsabile.

Tuttavia, questa mossa sembra più complicata di quanto appaia a prima vista. Non si tratta tanto di prevenire atti illeciti – perché di fatto non ce ne sono stati – quanto di indirizzare il flusso delle narrazioni online verso una direzione ben precisa. È un po’ come se il comando provenisse da Bruxelles, anche se non è dichiarato apertamente.

Parlando di “contenuti nocivi con potenziale impatto”, ci si riferisce a una vasta gamma di problematiche, dall’incitamento all’odio alla disinformazione, tutte definite in modo abbastanza nebuloso e soggetto a controversie.

La proposta della presidenza belga dell’UE è quella di investire fondi principalmente nell'”educazione degli influencer” e nel miglioramento delle loro “capacità etiche e cognitive” (auguri a loro). L’idea è far capire loro cosa l’UE intende per disinformazione e così via.

Da un lato, si potrebbe considerare un tentativo di risparmiare denaro reclutando influencer per promuovere le politiche dell’UE a titolo gratuito. Dall’altro, potrebbe tradursi in pressioni e censura su chi non si allinea.

Nonostante le controversie, non è del tutto privo di senso che l’UE stia puntando i riflettori della regolamentazione sugli influencer, considerando l’esplosione di questo settore.

Infatti, l’UE sembra avere le idee chiare nel definire gli influencer come individui che possono “plasmare la società, l’opinione pubblica o le convinzioni personali del loro pubblico”, e sarebbe lieta se questi individui si mettessero al passo con i suoi messaggi.

A differenza di una legge francese del 2023 che definisce chiaramente gli influencer come coloro che, “in cambio di un compenso, utilizzano la propria reputazione per comunicare con il proprio pubblico”, l’UE vuole estendere questa definizione agli influencer che mantengono rapporti “autentici” con i loro seguaci.

Questo, in pratica, permetterebbe all’UE di mettere sotto la sua lente quasi ogni creatore di contenuti di successo, non solo quelli che rientrano nella definizione comunemente accettata di “influencer”.

Mi trovi qui: https://t.me/carmen_tortora1

Condividi:

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Iscriviti alla nostra newsletter

Articoli Correlati

Sostieni l'Informazione Libera

Radio28TV è un marchio di Lismon srls.
Sostienici con una piccola donazione tramite Paypal e aiuta l’informazione libera e senza censure.
GRAZIE PER IL TUO SOSTEGNO

Avviso sui cookie di WordPress da parte di Real Cookie Banner