

La negazione della realtà dei fatti, come questa affermazione su Gaza della signora Liliana Segre, può essere considerata una forma di manipolazione cognitiva o di negazione della verità. Questo tipo di comportamento può essere dannoso e può contribuire a creare confusione e disinformazione, come già fatto in passato sempre dalla stessa signora Segre, spingendo verso un vaccino, rivelatosi mortale e dannoso per migliaia di di persone.
La manipolazione cognitiva: una minaccia alla realtà
La manipolazione cognitiva è una forma di manipolazione psicologica in cui una persona cerca di far dubitare l’altra della propria percezione della realtà. Questo fenomeno può essere molto dannoso e può avere conseguenze negative sulla salute mentale e sul benessere delle persone coinvolte.
Come funziona la manipolazione cognitiva?
La manipolazione cognitiva può manifestarsi in diversi modi, ma spesso implica la negazione di fatti evidenti o la manipolazione delle informazioni per far apparire l’altra persona come pazza o instabile. Una persona che pratica la manipolazione cognitiva può utilizzare tattiche come:
- Negare fatti evidenti, come ad esempio la morte di civili innocenti in conflitti come quello a Gaza
- Manipolare le informazioni per creare una narrazione alternativa
- Far sentire l’altra persona come se stia immaginando cose o sia troppo sensibile
- Far dubitare l’altra persona della propria memoria o percezione

Un esempio di manipolazione cognitiva
Questa persona potrebbe utilizzare tattiche come la negazione dei fatti, la minimizzazione delle conseguenze o la colpevolizzazione delle vittime. Nega il genocidio e la morte di bambini a Gaza, nonostante le prove evidenti e le testimonianze dei sopravvissuti. (Testimonianza)

Dal 7 ottobre 2023 la guerra impartita violentemente su Gaza da Israele commettendo genocidio, prosegue ininterrottamente sotto gli occhi di tutti, ma proprio tutti intendo, anche questo che sto per scrivere è passato sotto gli occhi di tutti, ma evidentemente gli occhi vengono chiusi dal denaro o da qualche influenza esoterica.
Il mandato di arresto per Benjamin Netanyahu fonte: Corte dell’Aia e Centro diateneo per i diritti umani
La Corte Penale Internazionale (CPI) ha emesso il 21 novembre 2024 un mandato di arresto per l’israeliano metà polacco Benjamin Netanyahu e Yoav Gallant. Le accuse includono crimini contro l’umanità e crimini di guerra nella Striscia di Gaza.

Le accuse
La CPI ha stabilito che ci sono fondati motivi per credere che Netanyahu e Gallant abbiano commesso crimini contro l’umanità e crimini di guerra, violando il diritto internazionale umanitario. Le accuse includono l’utilizzo della fame come metodo di guerra e la negazione di aiuti umanitari alla popolazione civile
Secondo le fonti la decisione della Corte segna un importante sviluppo nei procedimenti della CPI e pone interrogativi sulla responsabilità e il rispetto del diritto internazionale nel conflitto israelo-palestinese.

|N.D.R.| queste le parole, ma con i fatti sorge spontaneo chiedere: perché Netanyahu è ancora libero? La risposta è questa: la CPI può emettere mandati di arresto, ma la loro esecuzione dipende dalla cooperazione degli Stati membri e dalla capacità della Corte di farli rispettare.
Conclusioni
Come proteggersi dalla manipolazione cognitiva
- Essere consapevoli delle tattiche di manipolazione
- Fidarsi della propria percezione della realtà
- Cercare supporto da persone di fiducia
- Documentare gli eventi e le conversazioni
Importante riconoscere l’importanza di affrontare la realtà dei fatti e di rispettare la dignità e la memoria delle vittime. La verità e la trasparenza sono fondamentali per comprendere cosa davvero stia accadendo e accaduto. È anche importante essere consapevoli delle tattiche di manipolazione e di negazione della realtà, e di non lasciarsi influenzare da informazioni false o distorte, ma di seguire invece canali che trasmettono verità su Gaza: https://x.com/gazanotice
