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Una trappola chiamata…supermercato

di Manuela Fratianni • 18 Gennaio 2026 • Commento di 1 utenti
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Sono tanti i modi e le occasioni usate dal Sistema per testare e piegare la volontà delle persone e creare così la trappola perfetta per ogni occasione.

Conoscere tali modi e tali occasioni, ci dà gli strumenti per renderci i ribelli perfetti: mai piegati, mai addomesticati e sempre imprevedibili.

Le varie Agende hanno, nel tempo, codificato i comportamenti delle persone e, tramite la statistica e la psicologia, il marketing è in grado di spingere gli acquisti di beni e servizi: i supermercati sono dei laboratori di studio e sperimentazione.

Nulla è lasciato al caso, dalla musica al profumo, fino alla piastrella del pavimento.

Ecco come i supermercati sono progettati per “spingere” i clienti verso il cibo spazzatura ultra-processato:

Il “Gruen Transfer”: perdere il senso del tempo

Hai mai notato che nei supermercati non ci sono finestre e raramente vedi orologi? Si chiama Gruen Transfer.

L’obiettivo è far entrare in uno stato di confusione mentale leggera il cliente, quel tanto che basta per perdere la cognizione del tempo. Più tempo si resta dentro, più è probabile che si facciano acquisti d’impulso, che sono quasi sempre cibi spazzatura.

Il percorso “a ostacoli” per i beni primari

Perché il latte, le uova e l’acqua sono quasi sempre in fondo al negozio?

Per raggiungere i beni di prima necessità, sei costretto a percorrere tutto il perimetro, passando davanti a file di biscotti, snack e bibite colorate.

La psicologia-trappola degli scaffali: l’altezza degli occhi

Esiste una gerarchia precisa:

  • Altezza occhi (Eye Level): è il “posto d’oro” che le marche di cibo ultra-processato pagano carissimo. Qui trovi i prodotti con i margini di guadagno più alti e più zuccherati.
  • Altezza bambini: qui vengono messi i cereali colorati e gli snack con i personaggi dei cartoni. È il marketing “pester power” ovvero il potere dell’insistenza dei bambini, piccole pesti adorabili.
  • In basso o in alto: qui si trovano i prodotti base, come farine, legumi secchi, o quelli più economici.

Bisogna piegare la schiena per mangiare sano!

Il Marketing Olfattivo e Visivo

Il profumo di pane appena sfornato: spesso è posizionato vicino all’ingresso. Il profumo di carboidrati e grassi caldi stimola la fame chimica, spingendoti a riempire il carrello più del dovuto.

I carrelli giganti: più il carrello è grande, più il cervello percepisce un senso di “vuoto” che cerca di colmare. Studi dimostrano che raddoppiare la dimensione del carrello fa aumentare gli acquisti del 40%.

trappola

La “Zona Trappola” finale: la cassa

È il momento in cui la tua forza di volontà è al minimo dopo aver preso mille decisioni.

Sei fermo in coda e circondato da piccoli snack, barrette e gomme. Sono i prodotti “senza pensieri“: costano poco, sono piccoli, ma sono concentrati puri di zuccheri e grassi. È l’ultimo tentativo dell’industria di farti scattare il Bliss Point.

Come resistere alla trappola

Entrare con una lista e non comprare nulla che non sia scritto lì. Se non è sulla carta, non esiste.

Mai andare al supermercato prima di pranzo o cena. Quando la glicemia è bassa, il cervello rettiliano prende il comando e cerca solo grassi e zuccheri.

E le trappole non finiscono qui…

Sapevi che anche la musica lenta serve a farti camminare più piano e farti guardare più prodotti?

trappola carta fedelta

Se il supermercato è il “laboratorio“, la Carta Fedeltà è lo strumento di misurazione. Non serve a farti risparmiare, ma a trasformare il tuo comportamento in dati.

Ecco in sintesi come funziona questo meccanismo di analisi e come lo usano contro la tua forza di volontà:

Ogni volta che passi la carta, il sistema registra non solo cosa compri, ma come lo compri:

  • Sei un acquirente impulsivo o metodico?
  • Compri solo quando ci sono sconti?
  • In quali giorni e orari sei più vulnerabile?

Queste informazioni creano un profilo psicologico. Se il sistema vede che ogni martedì sera compri una vaschetta di gelato, ha individuato un tuo “punto debole“.

Hai mai ricevuto coupon o sconti sull’app proprio per i prodotti che compri di solito o per quelli che avevi smesso di comprare?

Eh già: se stai cercando di metterti a dieta, il supermercato lo capisce perché non compri più snack. Per “riportarti sulla cattiva strada“, dove i margini di guadagno per loro sono più alti, potrebbero inviarti uno sconto speciale proprio sulla tua marca di patatine o snack preferiti.

Lo sconto spesso ha una scadenza brevissima : “solo per oggi”. Questo spinge il cervello a scavalcare la logica e agire per non “perdere l’affare“.

I “Cluster” costruiscono la trappola: dimmi cosa compri e ti dirò chi sei

Gli algoritmi dividono i clienti in gruppi (cluster).

Ad esempio:

  • se compri panni per neonati, inizieranno a proporti cibi pronti e snack veloci, sapendo che come neo-genitore hai poco tempo e sei stanco, dunque più incline a scegliere cibo spazzatura.
  • se compri prodotti “light”, ti invieranno offerte su prodotti ultra-processati spacciati per sani come le barrette proteiche piene di dolcificanti.

I dati delle carte fedeltà dicono ai gestori quali prodotti vengono spesso comprati insieme, per esempio birra e patatine.

Sapete cosa fanno i supermercati, dopo l’analisi statistica dei prodotti acquistati insieme? Invece di metterli vicini, spesso li mettono lontani.

  • Perché? Perché sanno che farai di tutto per averli entrambi, e nel tragitto tra la corsia delle birre e quella degli snack, le probabilità che tu veda e compri altri prodotti inutili sono altissime.

Come “difendersi” dalle trappole dei dati?

Il consiglio più pratico è di non essere prevedibili:

  1. Cambiare supermercato ogni tanto perché confonde gli algoritmi.
  2. Ignorare i coupon di prodotti ultra-processati: se è in sconto ma è cibo spazzatura, resta un pessimo affare per la salute.
  3. Usare la carta solo per gli sconti veri su prodotti base tipo olio evo, legumi, pasta integrale, ignorando le “offerte lampo” sugli snack.

È incredibile quanto sforzo ingegneristico ci sia dietro un semplice pacchetto di biscotti, vero?

Ti sentiresti pronto ora a fare una “visita” al supermercato dribblando le trappole?

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1 comment

  • Avatar di Cinzia

    Sì grazie Manuela.
    Ho notato tra l’altro che ultimamente intanto che paghi suona spesso alle casse un allarme .
    Poi nessuno controlla.
    Per me serve sicuramente per disturbare.

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