
Roma, che è stata per secoli la culla della cultura, dell’arte e potenza militare, tale da guadagnarsi il titolo di caput mundi, ovvero capitale del mondo, ai giorni nostri è diventata una vergogna per noi tutti, suo malgrado. Decenni di politiche del territorio sbagliate l’hanno resa irriconoscibile.
Ormai è una caput immundi, termine che prendo in prestito dal mio buon amico Gianluigi Bocchetta.
Traffico impazzito, grazie alle numerose deviazioni, alle fantasiose ed inutili strozzature delle tante, troppe, ZTL, che hanno fatto scomparire tante botteghe artigianali.
Strade sporche e turisti che, invece di fotografare i monumenti, spesso irraggiungibili e irriconoscibili, immortalano topi, cinghiali e gabbiani che hanno colonizzato quella che, una volta, era una città amata e bella.
Ogni giorno, nonostante siano sani, alberi belli e maestosi, alcuni anche secolari, vengono abbattuti, sia nei parchi che nelle strade, sacrificati in nome del 5G. I comitati dei cittadini denunciano da tempo questo scempio, cercano di fermare la follia che distrugge uno dei patrimoni arborei più importanti d’Europa.
E poi ci dicono, i vari giornalastri, che a Roma fa caldo, che l’umidità è aumentata…
Roma e il caldo
Da qualche anno ogni evento diventa un titolo strillato per provocare ansia in chi legge o ascolta i giornalastri.
Normalmente i tre mesi definiti estivi, giugno, luglio e agosto, sono caldi nel nostro emisfero, ma, per gli strilloni delle notizie, diventano i mesi delle emergenze collassi e malori…anche se quest’ultima definizione ci riporta ad altro. (Malori improvvisi ovvero la normalizzazione dell’assurdo).
In questo strillare ed evocare lo spettro dell’emergenza climatica, i giornalastri sono aiutati dal taglio indiscriminato degli alberi.
Dove ci sono gli alberi, quelli veri intendo, non quei fuscelli usati per far credere che non si sta distruggendo il patrimonio arboreo in nome del 5G, la temperatura è più fresca e l’umidità è minore.
In alcune città italiane si è compreso questo e l’impegno preso con la cittadinanza è di piantare sempre più alberi.
A Napoli, per esempio, sono in arrivo quattromilacinquecento alberi per la:
“mitigazione degli effetti della crisi climatica in atto, a cominciare dalle ondate di calore che attraverseranno, immancabilmente, l’estate appena iniziata. Per vincerla è sempre più indispensabile incrementare i progetti di forestazione in ambito urbano, periurbano ed extraurbano. Alberature, parchi e orti urbani, canali e fossi di drenaggio: risposte necessarie per migliorare la qualità dell’aria, ma anche per rafforzare la cosiddetta resilienza ai fenomeni estremi: il verde aiuta a sopportare estati sempre più torride.” (La Repubblica)
D’altra parte, come ci ricorda questo giornale, c’è una legge nazionale, la n. 10/2013, che prevede di piantare un albero per ogni bimbo nato o adottato.
I convegni, l’adattamento e il C40 a Roma
Ma torniamo a Roma e alla sua ineffabile giunta di governo, che ha tenuto un convegno dal titolo:
“Ridurre l’impatto del caldo nei quartieri di Roma. Dalla strategia di adattamento di Roma ai progetti per il clima” – ‘un importante momento di riflessione sulla sfida climatica e un passo in avanti rispetto agli impegni presi con la prima strategia di adattamento di Roma Capitale approvata dall’Assemblea capitolina il 14 gennaio 2025. “

“Affrontare le ondate di calore e aiutare i cittadini è una delle nostre priorità – ha detto il Sindaco Roberto Gualtieri -, ci lavoriamo dal primo giorno per dare risposte concrete a un fenomeno sempre più evidente come quello dell’aumento delle temperature. Stiamo piantando un milione di alberi in città e sono molte le iniziative portate avanti: depavimentazioni stradali, maggiori spazi pedonali, tanti parchi, a partire da quelli sul fiume, condizionamento climatico in asili e centri anziani, realizzazione di rifugi climatici, possibilità per anziani e fragili di andare gratuitamente nelle piscine o al mare, informazioni sui punti idrici disponibili e i servizi sanitari a supporto. L’altro aspetto determinante è quello della prevenzione e quindi la strategia di riduzione delle emissioni per concorrere a bloccare il cambiamento climatico“.
Letto tra le righe: ridurre le strade percorribili con auto…
Il convegno ha sì parlato di procedere a piantare nuovi alberi e piante, ma nessuno di loro ha spiegato perché si stanno abbattendo tanti esemplari in salute o potando nei periodi sbagliati, né perché il convegno si tiene ora, estate 2025, con l’obiettivo forse, di ridurre l’impatto del caldo nel 2026.
Nessuno di loro spiega perché si piantano piccoli alberelli di pero, poco resistenti, con poche foglie, che muoiono subito per mancanza di acqua e cure.
Tutto diventa di sicuro più chiaro se si rammenta che Gualtieri, attuale sindaco di Roma, fa parte del gruppo C40, che porta avanti la falsa emergenza climatica creata dalla CO2.
Tale gruppo, come da linee guida del Club di Roma, vuole arrivare alla città prigione di 15 minuti, a vietare il consumo di carne e latticini e alla sparizione di qualsiasi tipo di proprietà privata. (C40, Clima, Agricoltura e dintorni)
Roma e la fabbrica delle emergenze
Una volta Roma era davvero bella, una volta, tanti sindaci fa…
Ora è strangolata dal traffico e dai tanti lavori, che si sono centuplicati per colpa della corsa al PNRR.
Roma Capitale ha ottenuto un volume significativo di finanziamenti dal PNRR, circa 9,4 miliardi di euro, di cui 7,75 miliardi direttamente dal PNRR, e ulteriori fondi per il Giubileo 2025, circa 2,2 miliardi. Molti di questi progetti hanno come scadenza il primo trimestre 2026.
I settori che beneficiano maggiormente dei fondi PNRR a Roma includono:
- Digitalizzazione, innovazione, competitività, cultura e turismo (M1C3 Turismo e Cultura 4.0): fondi che possono riguardare anche la valorizzazione di siti culturali o naturali.
- Inclusione e Coesione (M5): alcuni progetti mirano al rafforzamento dei servizi sociali, all’inclusione abitativa e all’assistenza per persone in situazioni di vulnerabilità.
- Istruzione e Ricerca (M4): investimenti in infrastrutture scolastiche e per lo sport nelle scuole.
- Rivoluzione Verde e Transizione Ecologica (M2): qui rientrano gli interventi di tutela e valorizzazione del verde urbano ed extraurbano.
Ogni quartiere di Roma soffre per il traffico, le strade rovinate, la mancanza di organizzazione, per gli esercizi commerciali che chiudono, gli artigiani che spariscono, …
Prendiamo come esempio quello che, una volta, era un bel quartiere e ora è un colabrodo di buche, un vespaio di lavori e fonte di esaurimento per chi ci abita e che ogni sera spera di riuscire a trovare una strada aperta per tornare a casa: Monte Mario.
L’area di Monte Mario Roma è piuttosto estesa e complessa, e include diverse zone e quartieri minori.
Monte Mario è il rilievo più alto di Roma, con un’altezza di 139 metri, raggiungendo quasi i 150 metri in via Achille Mauri.
La Riserva Naturale di Monte Mario è un’area protetta che ne ricopre una parte significativa, ha un’estensione di circa 238-240 ettari (circa 2,38-2,4 km²).
Monte Mario si estende su più Municipi, principalmente il XIV, parte del I e del XV e ingloba diverse zone urbanizzate.
Tuttavia, il solo Municipio Roma XIV nel suo complesso, a novembre 2022 contava circa 192.331 abitanti con una densità di 1.464 abitanti/Kmq.
È una zona, dunque, densamente abitata, molto amata anche da professionisti e persone dello spettacolo, ricca di verde.
Ebbene, ora ci sono i lavori di riqualificazione idrica, per migliorare, dicono, la portata dell’acqua nelle case dei romani.
Chi abita a Roma riesce a tornare a casa?
Da quando sono iniziati i lavori, la zona, che ricopre il quadrante nord-ovest di Roma, è precipitata in un girone infernale che neanche Dante avrebbe mai immaginato: strade chiuse, deviazioni improbabili, colonne di macchine in fila e…danni.
In maggio vi fu la rottura, durante i lavori di scavo, di un tubo dell’acqua, con conseguente allagamento delle strade e interruzione del servizio idrico nelle case.
Pochi giorni fa, è stato danneggiato un cavo del gas: potete ben immaginare la paura, la preoccupazione delle persone.

Alcuni abitanti hanno dovuto lasciare casa, pur non sapendo bene dove andare, chi rientrava da lavoro ha trovato tutte le strade sbarrate e non ha potuto accedere alle zone limitrofe e, nel frattempo, il gas fuoriusciva con un rumore fortissimo tale da essere sentito a molti chilometri di distanza.
I gruppi social hanno organizzato un tam tam di notizie, fornito informazioni sulle strade alternative percorribili e le forze dell’ordine si sono prodigate per aiutare.
Chi ha organizzato i lavori e le squadre ha controllato le planimetrie e le varie mappe per indicare agli operai dove fare gli scavi in sicurezza? La corsa al treno del PNRR prevede che si faccia una pianificazione seria oppure si butta la croce sugli operai che eseguono ordini mal impartiti?
La zona continua a subire continui distacchi di corrente e acqua, nel periodo caldo che l’amministrazione capitolina vuole combattere.
Senza contare gli incendi e le voragini …
Omnia Romae cum pretio – A Roma tutto ha un prezzo
(Decimo Giunio Giovenale)

1 comment
Cinzia
Anche a Parma volevano tagliare 96 platani secolari per fare una ciclabile
Adesso è stata sospesa per valutazione….
Diranno che sono pericolosi…
Siamo veramente un popolo di addormentati….
Grazie Manuela sei FANTASTICA