“Tempo fa una ricerca ha rivelato un legame tra l’atteggiamento verso l’esoterismo e la disponibilità a vaccinarsi.”
E già questa frase dovrebbe far drizzare le antenne. Secondo uno studio dell’Università di Friburgo pubblicato su Npj Vaccines, chi ha una visione positiva della medicina alternativa, omeopatia o educazione Waldorf, sarebbe meno propenso a vaccinarsi. In Germania, su 7.000 persone, chi crede nell’omeopatia avrebbe fatto 0,4 dosi in meno.
Presentato così sembra scienza. In realtà è sociologia travestita da verdetto morale. Ed è pericolosissima.
1. Il vecchio trucco: correlazione non è causalità
Lo studio non dimostra ciò che viene scritto, ma dimostra bensì solo che due gruppi di persone, in un determinato contesto storico di fortissima pressione mediatica e sociale, hanno fatto scelte diverse. È come dire: chi mangia biologico guida meno il SUV. Vero, forse. Ma che c’entra con la sicurezza del SUV? Mettere insieme la filosofia Steineriana, omeopatia e vaccini in un unico calderone chiamato “esoterismo” è un’operazione ideologica, non scientifica. Si prende tutto ciò che è alternativo al mainstream e lo si etichetta come irrazionale.
2. La domanda che non fanno mai
I ricercatori ipotizzano che chi abbraccia l’esoterismo “ha una visione diversa della scienza”.
Falso ribaltamento.
La domanda vera è: perché una parte così grande di popolazione ha perso fiducia nella comunicazione istituzionale durante la pandemenza del 2020? Forse perché chi sceglie l’omeopatia o la scuola Waldorf è abituato a un approccio diverso: meno delega cieca, più centralità della persona, più domande sul consenso informato, più attenzione agli effetti a lungo termine e alla prevenzione. Non è anti-scienza. È un’altra idea di salute, dove il corpo non è un meccanismo da correggere a suon di protocolli uguali per tutti. Chiamarla “esoterismo” è comodo. Evita di chiedersi se la comunicazione sui vaccini sia stata davvero trasparente, coerente e rispettosa dei dubbi legittimi.
3. 0,4 dosi in meno: la scienza delle briciole
Il dato simbolo: 0,4 dosi in meno. Su cosa? Su un ciclo vaccinale imposto a colpi di green pass, obblighi e paura mediatica.In un contesto di obbligo di fatto, chi fa una scelta diversa non lo fa per ignoranza. Lo fa spesso nonostante un costo sociale, lavorativo e personale altissimo. Liquidare tutto questo con “credono nell’esoterismo” è una semplificazione offensiva.
4. L’obiettivo finale: schedare per comunicare meglio?
La conclusione dello studio è la più inquietante: “comprendere questa connessione per migliorare le strategie di comunicazione e sensibilizzazione”.
Tradotto: se sappiamo che sei Waldorf o omeopata, sappiamo come convincerti meglio la prossima volta. Non è scienza. È marketing comportamentale. È profilazione del dissenso.
La fiducia nella scienza non si costruisce schedando chi non si fida. Si costruisce ammettendo errori, pubblicando tutti i dati, aprendo un dibattito vero anche con chi la pensa diversamente, senza etichettarlo come esoterico, complottista o come al solito no-vax. Chi sceglie una scuola Waldorf per i propri figli o cura un raffreddore con l’omeopatia non è un pericolo pubblico. È una persona che esercita una libertà. E in una democrazia sana, quella libertà andrebbe rispettata, non patologizzata su una rivista.
La vera pandemia di cui dovremmo parlare è quella del pensiero unico che chiama “scienzaH” solo ciò che conferma se stesso.
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