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Libero arbitrio o libertà a punti?

di Manuela Fratianni • 18 Dicembre 2024 • Commenti di 2 utenti
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Siamo stati abituati, con costanza, nel tempo e nel miglior stile “Chomsky”, a cedere sempre di più le nostre libertà e responsabilità verso noi stessi e il nostro mondo, e a perdere il libero arbitrio.

Lo Stato, ora, non si occupa più della res pubblica, ma è sempre più invadente ed invasivo nelle nostre vite. 

La società, così come era stata “costruita” da qualche tempo, prevedeva che i cittadini delegassero dei rappresentanti per portare avanti la gestione pubblica delle cose comuni. 

La nostra delega, ora, è diventata una cambiale in bianco ad uno strozzino: lo “Stato – sistema”. 

Il sistema non ha alcun interesse ad adempiere al suo unico ruolo di gestione pubblica su delega, non più. Ora gestisce sé stesso in nome e per conto di poteri sovranazionali che vogliono infiltrarsi nelle nostre vite private ed esautorarci di ogni libertà: di scelta, di parola, di movimento, di pensiero,… 

È diventato un padre padrone che, in assenza di una robusta resistenza critica, ci vuole chiudere in un recinto controllato, e concederci delle libertà a punti, revocabili in ogni istante.

Con questa consapevolezza guardiamo agli ultimi quattro anni, che avrebbero dovuto piegare le ultime resistenze, piano non completamente riuscito, e, tramite la dittatura sanitaria, arrivare al Governo Unico Mondiale: progetto elaborato da più di tre secoli dagli Illuminati.

Questo è stato possibile perché, con infida lentezza e costanza, ci hanno esautorato dalla cura verso il nostro corpo, portandoci alla dipendenza da medici dispensatori di farmaci.

liberta a punti AI

Libertà a punti: controllo digitale

Le leve che stanno muovendo in questo periodo sono quelle relative al controllo digitale.

L’Italia, che da tempo è stata svenduta dai suoi rappresentanti, è un laboratorio di sperimentazione sanitaria e sociale ed è in questa ottica che si deve leggere l’avvio precoce della digitalizzazione con l’IT wallet e l’app IO.

Un esempio pratico: le Ferrovie dello Stato, ad esempio, ora impongono che le prenotazioni siano solo tramite app, quindi, chi non ha o non vuole uno smartphone, o non vuole dipendere da una app, non può prenotare.

Il Fato, o chi per esso, ci mette del suo: il sito di FS è andato in crash e, con esso, non si è potuto procedere a prenotare o verificare gli orari.

Scuole e pubbliche amministrazioni pretendono la procedura digitale, in modo miope e masochista: tempo due anni e gli impiegati pubblici non serviranno più.

Abituare le persone alla moneta digitale, inesistente, controllabile e controllata, è un altro passo per portare avanti l’Agenda 2030 e il controllo assoluto sulle vite di noi tutti.

Come sempre hanno proceduto per piccoli passi, convincendo la massa che, pagare tramite carta o bancomat, fosse più sicuro e, durante la pandemenza, addirittura più igienico.

In tal modo, la massa crede che pagare un caffè al bar con carta sia meglio, dimenticando che tali pagamenti comportano oneri che vanno ad “ingrassare” ulteriormente le banche, diminuendo la capacità di acquisto individuale. In tal modo, la transizione verso la moneta digitale, puramente virtuale, è molto semplice.

moneta digitale

I frequenti disservizi nei pagamenti digitali, con file incredibili nei supermercati, farmacie e diversi esercizi commerciali, sono la prova di quanto sia necessario non cedere a questa presunta comodità.

In Svezia, ad esempio, proprio il governo ha suggerito ai cittadini di fare scorta di contante e tenerla sempre da parte in vista di sempre più frequenti interruzioni.

E in Italia?

Per il nostro paese valga l’esempio recente di Firenze, dove i cittadini hanno rivendicato il diritto di accedere pagando in contanti, con l’iniziativa “Entriamo tanti contanti”, tenuta davanti al Comune in segno di protesta per l’obbligo istituito dal comune per accedere alla cupola del Duomo di pagamento solo in moneta digitale.

Ebbene, la Guardia di Finanza invece di salvaguardare il diritto del cittadino di pagare in contanti, sancito dalla legge, e il dovere di accettarli da parte di chi eroga servizi o vende beni, ha denunciato i cittadini per interruzione di pubblico servizio.

Questo fatto, molto grave, evidenzia, ancora una volta, la rottura del patto di fiducia tra popolo e forze dell’ordine, iniziato con gli anni della pandemenza.

Inutile parlare oggi degli anni di piombo, abilmente innescati da forze sovranazionali tramite la solita CIA, servizi segreti nostrani e manovalanza locale, durante i quali le forze dell’ordine non caddero nel tranello e, per la maggior parte, rispettarono il loro giuramento di difendere il popolo.

Qui siamo ad un livello superiore e peggiore.

Sono pochissimi gli appartenenti alle forze dell’ordine a rispettare i cittadini, ad ascoltarne le istanze e a rispettare il giuramento.

liberta a punti

Abbiamo visto tutti gli inseguimenti fatti contro inermi cittadini che camminavano per strada non indossando un dispositivo medico non necessario e lesivo della salute, oltre ad essere contro legge: è vietato andare in giro con il volto coperto e non riconoscibile.

Abbiamo visto trascinare via persone che erano sedute in terra, spesso con un Rosario in mano, pattuglie e droni utilizzati, spendendo denaro pubblico, il nostro denaro, per inseguire tranquilli cittadini che non stavano rapinando o spacciando…

Soltanto il sindacato di polizia OSA ha chiesto scusa per certi atteggiamenti ma…non è sufficiente se, ancora, vi sono persone in divisa che non fanno rispettare la vera legge e, in questo caso: la legge afferma che è un dovere accettare i contanti.

I comuni, certi comuni, fanno delle proprie leggi locali in contrasto con quelle nazionali e sapete perché? È un esperimento, ancora una volta: se nessuno protesta e, se nonostante le proteste, si continua ancora a prenotare e ad andare in quei luoghi, allora sarà esteso a livello nazionale l’obbligo di prenotazione tramite app, il pagamento con denaro digitale-fuffa e le scansioni con Qrcode.

stato sistema3

Non serve protestare in massa, ma, in massa, disertare le città come Venezia, Firenze,…, che impongono regole assurde.

È importante rivendicare il diritto di scelta tra cartaceo e digitale, per non rimanere imprigionati in questo ed evitare di essere privati della cittadinanza “digitale”.

E che dire della riforma del Codice della Strada?

Tra le tante amenità:

“particolare attenzione è stata data ai test antidroga, che ora includono controlli mirati per sostanze come la cannabis. L’assunzione di farmaci a base di cannabis terapeutica o di altre sostanze legali può portare a falsi positivi durante i controlli.

[…] sono spuntati elenchi con antistaminici, antidolorifici, antinfluenzali e decongestionanti, tutti potenzialmente a rischio stando alle nuove regole.” (Il Messaggero)

Dove ci conduce la riforma voluta fortemente da Salvini? Alle città di 15 minuti, sponsorizzate dal C40, naturale promanazione del Club di Roma: nessuna vettura di proprietà, libertà di movimento a punti e contingentata con permessi annuali in base ai propri comportamenti o a pagamento.

Libero arbitrio

Proteste e scioperi non servono. Serve una presa di coscienza di ciò che sta avvenendo, serve informare le persone, per creare menti pensanti e critiche, serve boicottare ogni atteggiamento stupido e lesivo delle nostre libertà che, è bene ricordare, sono tali per diritto innato, serve usare sempre il nostro libero arbitrio.

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2 comments

  • Avatar di Enrico Alfonso ricciardi
    Enrico Alfonso ricciardi

    Eccellente, sebbene amarissimo articolo.
    Vogliono togliere il contante per creare un popolo indebitato e schiavo delle banche .

  • Avatar di Cinzia

    Purtroppo cara Manuela Hai ragione ormai siamo alla frutta .
    Cmq Vi auguro tanti tantissimi auguri di buon natale e felice anno nuovo.

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