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L’Argentina e Milei: successi, costo sociale e truffe

di Manuela Fratianni • 20 Aprile 2026 • Commenti di 0 utenti
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E’ passata quasi inosservata la vicenda che vede coinvolto il presidente argentino Xavier Milei, il presidente dei miracoli, secondo taluni.

Prima di parlare dello scandalo finanziario, vediamo brevemente il percorso del presidente in Argentina.

Milei: successi macroeconomici e costi sociali

La questione se le politiche di Javier Milei abbiano davvero “capovolto le sorti” dell’Argentina o se si tratti di una “montatura mediatica” non ha una risposta semplice, poiché la realtà è un mix complesso di successi macroeconomici oggettivi e pesanti costi sociali.

Ad aprile 2026, l’analisi dei dati economici argentini mostra che non si tratta di una “invenzione” dei media, ma di un drastico cambio di rotta che ha prodotto risultati misurabili, pur all’interno di un quadro ancora fragile e socialmente oneroso.

Il governo Milei ha attuato un “programma shock” che, nel breve-medio periodo, ha stabilizzato alcuni parametri critici che erano fuori controllo:

  • Riduzione dell’inflazione: questo è il dato più evidente. Il tasso di inflazione, che prima dell’insediamento di Milei (fine 2023) galoppava verso l’iperinflazione (oltre il 200% annuo), ha subito una frenata drastica. Nel 2026, l’inflazione si è stabilizzata su livelli molto più bassi, trasformando radicalmente le aspettative di imprese e consumatori.
  • Pareggio di bilancio: per la prima volta dopo molti anni, l’Argentina ha raggiunto e mantenuto il pareggio di bilancio (il cosiddetto “deficit zero”). Il governo ha ridotto drasticamente la spesa pubblica, eliminando ministeri e sussidi, un’operazione che ha eliminato il ricorso all’emissione monetaria (stampa di moneta) per finanziare lo Stato.
  • Fiducia dei mercati e investimenti: i mercati internazionali hanno reagito positivamente. Il Paese ha visto un afflusso di investimenti, particolarmente nel settore energetico, e il rischio Paese è sceso rispetto ai livelli di crisi profonda degli anni passati.

Il costo sociale dei successi di Milei

La cura da cavallo ha causato una contrazione dell’attività economica, che è entrata in recessione. Molte famiglie hanno visto il proprio potere d’acquisto erodersi a causa del taglio dei sussidi (elettricità, trasporti, servizi), che ha fatto impennare le spese fisse prima che l’inflazione si stabilizzasse.

Nonostante il miglioramento di alcuni indicatori, i livelli di povertà in Argentina sono rimasti storicamente elevati negli ultimi anni. Sebbene i dati di inizio 2026 mostrino segnali di miglioramento rispetto al picco della crisi, la “ferita” sociale causata dall’austerità è ancora profonda e visibile.

Le politiche di deregolamentazione e i tagli al settore pubblico hanno generato tensioni sociali, scioperi e una persistente incertezza politica. La sfida per il 2026 è passare da una fase di “stabilizzazione” (che è avvenuta) a una di “crescita reale” che generi occupazione formale, cosa che finora è avvenuta a ritmi più lenti rispetto alle aspettative.

Il paradosso del 2026

Mentre i grandi numeri (PIL, riserve della Banca Centrale, surplus commerciale) indicano una guarigione, la quotidianità degli argentini è segnata da un adattamento forzato a costi della vita molto più alti. Il Paese è diventato “economicamente solido” ma “socialmente fragile”.

La riforma del lavoro, approvata definitivamente nel febbraio 2026, è il cuore del tentativo di Milei di smantellare l’eredità peronista. L’obiettivo dichiarato è rendere l’Argentina un Paese “business-friendly” riducendo i costi per le imprese.

  • Flessibilità oraria: la riforma permette di estendere la giornata lavorativa fino a dodici ore (attraverso “banche ore” che compensano con tempo libero anziché con straordinari pagati), un punto che ha scatenato feroci proteste sindacali.
  • Riduzione del “Costo del Licenziamento”: è stato introdotto un fondo di cessazione, simile al modello brasiliano o austriaco, che sostituisce le pesanti indennità di licenziamento. Questo riduce l’incertezza legale per le aziende ma sposta il rischio sul lavoratore.
  • Incentivi all’emersione: per combattere l’enorme mercato del lavoro nero, sono stati introdotti condoni e incentivi fiscali per chi regolarizza i dipendenti.
  • Indebolimento dei sindacati: la legge limita il diritto di sciopero nei servizi essenziali e riduce il prelievo automatico delle quote sindacali, colpendo direttamente il potere economico dei grandi sindacati (CGT).

Se è vero che la povertà è scesa al 28,2% nell’aprile 2026 dal picco del 50% precedente alla “cura”, per l’opposizione, tutto ciò è un ritorno allo sfruttamento dell’Ottocento.

Per quanto riguarda il settore energetico, sono stati sbloccati circa dodici miliardi di dollari in investimenti privati nel gas, litio ed energie rinnovabili, con l’eolico in Patagonia e solare nel nord del paese, per stabilizzare l’economia senza dipendere dai prestiti del Fondo Monetario Internazionale.

Milei e la truffa $LIBRA

Milei cripto



Milei ha promosso, nel febbraio 2025, sul suo profilo X la criptovaluta $LIBRA, presentandola come uno strumento per finanziare le startup e le PMI argentine. Poche ore dopo il post, il valore del token è crollato (un classico schema di rug pull), lasciando a terra oltre 40.000 investitori con perdite stimate intorno ai 100 milioni di dollari.

La procura federale argentina ha avviato indagini per truffa, traffico d’influenze e abuso d’ufficio.

Lui sostiene di aver agito in “buona fede” e di aver solo “divulgato” un progetto tecno–ottimista, ma l’opposizione lo accusa di conflitto d’interessi e truffa. Sono emersi leak di telefonate tra il presidente e gli sviluppatori che suggeriscono accordi promozionali milionari.


Reuters riferisce che le accuse di corruzione in questa storia stanno già influenzando le valutazioni di Milei: lo scandalo ha alienato una parte del suo elettorato giovanile e digitale, che si sente tradito. mentre le indagini in Argentina continuano.

Nuovi documenti giudiziari mostrano che Milei ha telefonato sette volte all’imprenditore Mauricio Novelli la notte del lancio di $LIBRA. Ciò contraddice direttamente la sua linea pubblica di non essere coinvolto nel progetto.

Separatamente, sono emersi anche trasferimenti di denaro. Secondo analisi forensi e pubblicazioni basate su documenti giudiziari, Novelli ha effettuato pagamenti regolari a Milei per anni quando quest’ultimo era deputato, tali pagamenti ammontavano a circa duemila dollari al mese, e, in seguito, i fondi, secondo le stesse fonti, sono confluiti anche nella cerchia del Presidente, inclusa sua sorella Karina Milei.

Milei Karina



Il risultato è estremamente semplice: il Presidente dell’Argentina ha lui stesso alimentato il progetto crypto, dopo di che gli investitori hanno perso centinaia di milioni, e ora l’autorità investigativa sta esaminando telefonate, pagamenti e collegamenti che sono sempre meno coerenti con le sue precedenti giustificazioni. L’opposizione definisce già questo come “operazione pianificata e coordinata“, mentre la Procura e il Congresso continuano a indagare.

Milei: credibilità etica e nodo della sostenibilità

La classe media argentina è stremata. Se l’inflazione è scesa, i costi dei servizi (luce, acqua, trasporti) sono triplicati. Senza una crescita dei salari reali entro la fine del 2026, il consenso potrebbe crollare, rendendo il Paese ingovernabile nonostante i conti in ordine.

Milei governa spesso per decreto o attraverso prove di forza. Se lo scandalo cripto dovesse portare a prove giudiziarie schiaccianti, la sua capacità di far passare le riforme, come quelle del 2026 su fisco e istruzione, diventerebbe nulla.

Il rischio è che l’Argentina diventi un Paese con un bilancio statale da Svizzera ma con una tensione sociale da dopoguerra. Se Milei perde la “superiorità morale” a causa degli scandali finanziari, gli rimarranno solo i numeri macroeconomici per difendersi e i numeri, da soli, raramente vincono le elezioni o fermano le piazze.

Milei peronismo

Storicamente, il Paese è stato un pendolo che oscillava tra populismo (peronismo) e tentativi liberisti spesso terminati in crisi finanziarie. L’idea di una “terza via” è l’auspicio di chi cerca stabilità istituzionale senza gli eccessi di nessuna delle due parti.

La “terza via“, peraltro, richiede spesso tempi lunghi e compromessi, mentre la popolazione vive in un’emergenza costante

Lo scenario è complicato da quello che i media locali chiamano il “Cripto-Gate“, un evento che ha scosso le fondamenta del governo proprio quando i dati macroeconomici sembravano dare ragione a Milei.

Sebbene l’impeachment sia difficile, mancando i numeri in Parlamento, questo scandalo intacca la sua immagine di “uomo puro” contro i corrotti. Per un leader che definisce lo Stato come un'”organizzazione criminale”, essere associato a una potenziale truffa finanziaria è un autogol comunicativo enorme.

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