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La guerra dei vaccini: Bayer mette paura alle BIGPHARMA

di Leonardo Lisanti • 10 Gennaio 2026 • Commenti di 0 utenti
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Progetto senza titolo 34

I vaccini anti-Covid sono stati spesso motivo di discussione, ma questa volta a far litigare non è il loro effetto bensì la proprietà intellettuale della tecnologia di RNA messaggero, nota come mRNA. Bayer, proprietaria di Monsanto, ha infatti avviato una serie di cause legali contro i principali produttori di vaccini, accusandoli di aver utilizzato in modo improprio la tecnologia sviluppata decenni fa dall’a controllata dall’azienda americana. Una mossa che apre un fronte completamente nuovo: non più quello sanitario, ma quello industriale, economico e soprattutto politico.

La vicenda è esplosiva perché mette in luce ciò che per anni è rimasto sullo sfondo: la tecnologia mRNA non è nata nei laboratori delle aziende che oggi dominano il mercato dei vaccini, e non è nemmeno così “nuova” come è stata raccontata. Secondo Bayer, infatti, una parte fondamentale del processo quella che permette di stabilizzare l’mRNA e renderlo utilizzabile sarebbe stata sviluppata dalla Monsanto negli anni Ottanta per tutt’altro scopo: rafforzare le colture agricole e renderle più resistenti ai parassiti.

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Un brevetto agricolo al centro della medicina del futuro

Il brevetto in questione fu depositato nel 1989 e concesso nel 2010. Quando Bayer acquistò Monsanto nel 2018, ereditò anche quella tecnologia. Oggi sostiene che proprio quel metodo nato per eliminare sequenze “problematiche” e migliorare la stabilità dell’mRNA sia stato utilizzato per superare uno dei principali ostacoli nello sviluppo dei vaccini anti-Covid.

Se così fosse, i colossi del farmaco avrebbero costruito i loro profitti miliardari su un’invenzione altrui.

E i numeri parlano da soli:

  • Pfizer-BioNTech: oltre 3,3 miliardi di dollari di ricavi nel 2024
  • Moderna: circa 3,2 miliardi
  • Johnson & Johnson: vaccino ritirato dal mercato USA nel 2023

Bayer non chiede di fermare i vaccini. Chiede soldi. E tanti.

Un settore che si fa guerra perché la tecnologia non è così solida come sembra

La causa Bayer non è un episodio isolato. Negli ultimi anni il settore è stato attraversato da una serie di contenziosi incrociati che rivelano un dato inquietante: la tecnologia mRNA è tutt’altro che stabile, definita o condivisa.

  • Moderna ha denunciato Pfizer-BioNTech.
  • CureVac ha denunciato Moderna.
  • GSK ha ottenuto un accordo multimilionario da Pfizer-BioNTech.

Una guerra di tutti contro tutti.
E quando un settore si scanna per i brevetti, significa che la base scientifica non è così lineare come viene presentata al pubblico.

Il nodo scientifico: una tecnologia ancora in discussione

La comunicazione istituzionale ha raccontato l’mRNA come una rivoluzione perfetta. Ma la realtà scientifica è più complessa e meno rassicurante.

Esistono studi che:

  • analizzano la persistenza delle nanoparticelle lipidiche nei tessuti;
  • alcuni studi analizzano il fatto che la tecnologia usata nei vaccini a mRNA può provocare una reazione infiammatoria iniziale nel corpo, perché è così che il sistema immunitario risponde a questo tipo di vaccino.;
  • gli studi mostrano che ognuno produce quantità diverse della proteina indotta dal vaccino.;
  • evidenziano la necessità di monitoraggi a lungo termine, perché la tecnologia è giovane e non ha una storia clinica consolidata;
  • sollevano dubbi sulla stabilità dell’mRNA e sulla sua degradazione.

Non significa che i vaccini siano “pericolosi” in senso assoluto.
Significa che la scienza non è unanime, che la ricerca è ancora in corso, e che la narrazione pubblica è stata molto più semplificata della realtà.

E quando la complessità scientifica incontra miliardi di dollari, il risultato è sempre lo stesso: opacità, conflitti di interesse, silenzi e gente che funge da cavia.

Bayer: un gigante in difficoltà che ora punta sull’mRNA

La tempistica non sorprende: Bayer è in difficoltà profonde, schiacciata da debiti, cause e una crisi interna che la costringe a cercare ossigeno ovunque.

  • una ristrutturazione interna,
  • perdite economiche,
  • oltre 67.000 cause legate al glifosato negli Stati Uniti.

Rivendicare la proprietà intellettuale dell’mRNA diventa una strategia per recuperare terreno.
Ma il fatto che un colosso come Bayer che non ha partecipato allo sviluppo dei vaccini Covid rivendichi ora un ruolo centrale nella tecnologia mRNA, apre interrogativi sulla trasparenza dell’intero settore.

La domanda che nessuno vuole affrontare

Se la tecnologia mRNA è così solida, così innovativa, così “nuova”, perché i colossi del farmaco si stanno facendo guerra per un brevetto agricolo degli anni Ottanta?

La risposta non è scientifica.
È industriale.

Perché la vera partita non è sulla salute pubblica, ma sul controllo di una tecnologia che vale miliardi.

E mentre i tribunali decideranno chi ha ragione, una cosa è già evidente:
la storia dell’mRNA è molto più complessa, più opaca e più controversa di quanto ci sia stato raccontato. Prima di farvi iniettare medicinali fatevi delle domande ne va della vostra salute e dei “loro” portafogli.

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