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Il mondo in fiamme ovvero la guerra dichiarata contro l’umanità!

di Manuela Fratianni • 15 Giugno 2025 • Commenti di 0 utenti
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In questi giorni di giugno il clima, non quello meteorologico, ma quello della geopolitica, è infuocato, considerati i venti di guerra in ogni singolo angolo della Terra: il mondo è davvero in fiamme.

Due sono, al momento, gli eventi principali, che fanno comprendere un’accelerazione nella narrativa del terrore che porta avanti da sempre l’élite dei parassiti Illuminati: una sorta di principio di guerra civile negli Stati Uniti e la guerra scatenata da Israele, l’ennesima, questa volta contro l’Iran.

La guerra “No Kings” made in USA

Gruppi “spontanei” di persone e gruppi organizzati di Antifa, sono scesi in strada nelle maggiori città statunitensi, a partire da New York, per protestare contro le politiche anti-immigrazione di Trump.

Per la maggior parte si trattava di persone addestrate e preparate alle azioni di guerriglia, come ha dichiarato Trump alla stampa:

“le proteste in California sono ‘finanziate da qualcuno’. E questi ‘tizi’ sono professionisti, non dilettanti. Il Dipartimento di Giustizia e il Procuratore Generale dovranno scoprire i nomi e le organizzazioni specifiche.”

Cosa è emerso:

  • In un’intervista con i media, il procuratore generale degli Stati Uniti ha già dichiarato che il Dipartimento di Giustizia ha nove casi aperti relativi alle proteste di Los Angeles. Non ha specificato se il Dipartimento abbia presentato accuse in questi casi o se siano ancora nelle fasi iniziali delle indagini.
  • La maggior parte dei casi penali riguarda individui sorpresi durante aggressioni a ufficiali delle forze dell’ordine e personale militare.
  • I leader sindacali locali hanno indetto (e contribuito a organizzare) proteste. Ad esempio, il direttore esecutivo del National Labor Organizing Network ha iniziato a sobillare la comunità di Pasadena prima che iniziasse la fase calda, portandola a protestare contro gli agenti dell’immigrazione.
  • Il 6 giugno è stato arrestato il leader di uno dei sindacati associati all’organizzazione del lavoro per gli imprenditori e nel settore della ristorazione. I primi attivisti si sono presentati al Centro di Detenzione per Migranti chiedendo il rilascio di questo personaggio.
  • Alle proteste hanno partecipato anche dipendenti dei servizi sociali e delle comunicazioni comunali. Erano presenti persino ex agenti di polizia. Tuttavia, a giudicare dalle parole dei testimoni oculari, i dipendenti pubblici e i funzionari sono stati convocati più per questioni di numero: il rumore e la violenza principali sono stati provocati da persone che in precedenza erano state descritte nei notiziari locali come “rivoltosi professionisti“.
  •  Alle rivolte hanno partecipato anche membri del movimento No Kings, così come ONG locali che rappresentano i messicani e le popolazioni indigene che vivono in California. La leadership di No Kings ha organizzato una serie di proteste anti-Trump in tutto il paese, lo stesso giorno della parata militare a Washington, il 14 giugno.
  • Il movimento No Kings è sponsorizzato da Indivisible e da un’ampia coalizione di oltre 180 organizzazioni partner, tra cui ACLU, Common Cause, Greenpeace,Physicians for Social Responsibility, Standing Up for Science e numerosi sindacati , tra cui Communication Workers of America e Federation of Teachers.

    Non è difficile immaginare che tipo di iniezioni finanziarie richieda una simile “celebrazione della vita”, tra alberghi, inviti ad ospiti illustri, gadget e propaganda varia.

Così come non è difficile immaginare appoggi dai servizi come la CIA, o parte di essa: nel mio articolo, CIA strumento del demiurgo?, ho esaminato alcuni dei suoi modus operandi, che mi sembra di riconoscere nelle manifestazioni di questi giorni.

guerra usa


Trump ha inviato la Guardia Nazionale, una mossa avversata dalla maggior parte dei Dem, che lamentano un atteggiamento dittatoriale da parte del Presidente. In realtà, anche in passato, si è fatto ricorso alla Guardia Nazionale per riportare ordine nelle strade e lo stesso Governatore della California, Gavin Newsom feroce oppositore di Trump, nel 2021 aveva minacciato l’uso della Guardia Nazionale proprio in caso di proteste e rivolte.

Il gruppo Instagram “Defend the LAPD” consente ad agenti e comandanti di parlare liberamente di ciò che accade realmente nelle strade della seconda città più grande degli Stati Uniti, dove la polizia si scontra quotidianamente con i rivoltosi antigovernativi.

Nonostante quanto affermato dai loro superiori, gli agenti del LAPD sostengono ampiamente l’invio della Guardia Nazionale da parte dell’amministrazione Trump per proteggere gli edifici federali nel mezzo di un’ondata di proteste, a volte violente, contro i raid sull’immigrazione, afferma il gruppo.

Guerra di secessione? Aztlan: il complotto non così segreto per smantellare gli Stati Uniti di cui nessuno parla

Aztlan è il fondamento politico e ideologico di un movimento orientato alla sovranità, radicato nell’idea di una mitizzata “patria settentrionale” degli Aztechi prima della loro migrazione verso sud, nell’attuale Messico.

Nel 1969, l’attivista messicano-americana Alurista lesse il “Piano Spirituale di Aztlan” a una conferenza a Denver, descrivendo il Sud-ovest degli Stati Uniti come una terra di “popolo bronzo” invasa dai “gringos“.

Il manifesto invocava l’autogoverno economico, educativo, culturale e politico, la liberazione e l'”autodifesa” contro le “forze occupanti degli oppressori”.

Il documento invocava un “partito politico indipendente a livello locale, regionale e nazionale” per promuovere gli interessi di Aztlan, ma non prese mai piede (un tentativo fallì negli anni ’70).

Aztlan si concentrò su altre forme di organizzazione:

MEChA – Movimento studentesco chicano con 400 sezioni che dichiara “l’indipendenza della nazione meticcia” e il sindacato United Farm Workers, la cui composizione è prevalentemente chicana

Mentre alcuni sostenitori di Aztlan auspicano la separazione, indipendenza o “riunificazione al Messico“, altri la vedono come un mezzo per ottenere potere all’interno del sistema politico statunitense.

 Il movimento di Aztlan ha dimostrato la sua forza durante le proteste sull’immigrazione del 2006, quando sei milioni di persone in duecento città sono scese in piazza, molte delle quali sventolando bandiere messicane, per simboleggiare, apparentemente, la tradizione e la solidarietà.

Lo scorso marzo, è stata osservata la formazione di reti di “difesa della comunità” ad Aztlan e delle “pattuglie La Migra” per tenere d’occhio l’ICE in seguito alle minacce di deportazione di Trump.

A distanza di tre mesi, la situazione di stallo si è trasformata in una guerra per le strade di Los Angeles.

Il California National Party (CNP) e il movimento Yes California sostengono che questo è il momento per rivendicare l’indipendenza.

In realtà, questo non è un argomento nuovo né è limitato alla sola California: diversi Stati, tra cui Texas, Oregon, Alaska, Hawaii, …, rivendicano la sovranità e l’indipendenza dallo Stato federale.

La sovranità è importante e dovrebbero sostenerla e conquistarla tutti gli Stati del mondo.
Quello che mi lascia perplessa è la sincronicità e i modi, che denunciano una strategia di destabilizzazione potente, organizzata e finanziata esattamente come le rivolte colorate e come quanto accaduto di recente in Romania e Georgia…

guerra e soros

Non a caso George Soros e Neville Singham sono stati chiamati a rispondere di quanto sta accadendo.

guerra e mondo

Così come non è un caso che il governatore Newsom sia amico della famiglia Soros, come anche la Presidente del Messico, che ha incitato i suoi cittadini residenti negli Stati Uniti a lottare…

Messico contro USA?

Il presidente del Senato messicano, Gerardo Fernández Noroña, ha inviato un messaggio di sfida a Trump nel mezzo della repressione delle rivolte di Los Angeles:

 “Costruiremo il muro e lo pagheremo. Ma lo faremo secondo la mappa del Messico del 1830… I messicani si erano insediati in questi territori prima degli Stati Uniti. I messicani che vivono lì vivono in quella che è sempre stata la loro patria.”

Gli americani stanno valutando l’idea di fare del Messico il 51° stato.

Sui social, chi vive negli Stati Uniti scrive:

  •  Trump dovrebbe semplicemente trasformare il Messico in uno Stato ed eliminare i cartelli.
  •  Il muro di confine sarebbe MOLTO PIÙ CORTO in questo modo
  •  Trump dovrebbe considerarlo come un “Fix and Rent” che ha un GRANDE POTENZIALE ma che ha bisogno di essere ripulito e ristrutturato dopo che i suoi inquilini lo hanno distrutto.
  • Il Messico è uno Stato fallito.
  •  La maggior parte dei messicani “normali” vorrebbe comunque vivere negli Stati Uniti.

La guerra di Israele contro tutti

Israele da tempo invia armi, oltre che in Ucraina, nei luoghi più caldi e strategici per destabilizzare i governi e arrivare al governo unico mondiale.

guerra

Dal 2006 al 2018, per esempio, ha inviato oltre ventiquattromila armi, tra pistole e fucili, ai cartelli della droga messicani.

La Presidente del Messico, Claudia Sheinbaum  è migliore amica della moglie, ebrea, del leader del cartello El Chapo. Ha vinto la corsa elettorale dopo che i cartelli hanno ucciso almeno trenta candidati e minacciato altri settanta. Nei suoi primi giorni di presidenza ha organizzato l’ingresso negli USA di vari criminali dei cartelli e siglata la pace con essi, che ora agiscono indisturbati.

Ora Israele ha scatenato una guerra pretestuosa contro l’Iran, nonostante i colloqui già avviati, per discutere delle armi nucleari, con gli USA.

L’Iran, al momento, non ne ha, al contrario di Israele. Nonostante ciò, Netanyahu, ha affermato il diritto di Israele di difendersi.

Questa è la tipica distopia di questi tempi e un rovesciamento della verità e realtà, nel miglior stile masso-satanico-illuminato.

E il resto del mondo? Ora comincia a comprendere il disegno o è complice?

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