
A Roma, qualche giorno, fa ben duecento persone, la personificazione degli schiavi moderni, si sono accampate fuori da un negozio, meglio, una multinazionale francese di profumerie e prodotti di bellezza. Una catena, mai parola fu più adeguata, globale che vende prodotti di trucco, profumi cura per capelli,…
Mezzo chilometro di fila per partecipare ad un evento a numero chiuso, denominato “late night”, che dava diritto a sconti e servizi dedicati.
La trappola del consumismo: schiavi inconsapevoli

Il consumismo è emerso alla fine dell’Ottocento, ma ha preso davvero piede nel secondo dopoguerra, a partire dagli anni ‘50, ‘60, ‘70.
Quello è stato il periodo del boom economico, la crescita della produzione di massa e un diffuso benessere, soprattutto nei paesi occidentali industrializzati, che hanno trasformato la società e i modelli di consumo.
Il boom economico e la produzione di massa sono stati i fattori chiave che hanno portato ad un cambio di mentalità, con i consumi che sono diventati un elemento centrale del benessere e dello status sociale.
Le pubblicità martellanti hanno contribuito a creare questo fenomeno che, nonostante i lati positivi quali crescita economica e innovazione, ha comportato degli aspetti negativi molto pesanti: inquinamento, spreco di risorse, disuguaglianze sociali.
I lati positivi si sono rivelati effimeri e, a loro volta, sono diventati negativi.
Gli elementi definiti come negativi, cioè inquinamento, spreco di risorse, disuguaglianze sociali, sono le leve mosse ed agitate come spettri dal Sistema per soggiogare le masse inconsapevoli.
Il Sistema sa come manipolare le persone
Incastro smart

Avete notato come si spingano gli acquisti per cose, tutto sommato, effimere, inutili e costose?
Questo è funzionale al sistema: per comprare si deve spendere molto, o cash o con costose formule di finanziamento.
Ciò comporta la necessità di lavorare sempre più, facendo straordinari o altri lavori secondari, considerato che i salari non sono più adeguati al costo della vita.
Lavorare di più, rimanere intrappolati nel traffico, correre nella ruota del criceto, snatura l’essere umano, che non riesce più a coltivare relazioni sane e soddisfacenti e, soprattutto, non riesce più a pensare in modo individuale e critico: entra, così, nella massa informe e non pensante e da essa si fa trascinare.
Spesso uso la parola incastro per raffigurare la situazione in cui ci si dibatte in questi anni.
L’incastro è divenuto rilevante e imponente, ma quanti se ne rendono conto?
Il Sistema è stato bravo a creare la massa: essa è docile, non si accorge di essere schiava e isola chi non si conforma.
Anche chi ritiene di essere scampato alla massa, di essere un libero pensatore, non si rende conto di essere parte dell’incastro.
Di sicuro non è libero chi vuole cambiare spesso i propri device elettronici con la scusa che devono essere performanti, non lo è chi si piega cambiare automobile per non avere noie con le amministrazioni locali che bloccano gli ingressi nelle città ai veicoli più vecchiotti…
Non lo è chi non ha capito che il Sistema ha una falla…
Schiavi o esseri umani liberi?

Ricordate quando Totò chiedeva: siamo uomini o caporali?
Lì è racchiusa tutta l’essenza della filosofia stoica, a mio parere.
Essere uomini, inteso come esseri umani..,.non disturbatevi a rammentarmi i generi perché non mi interessa, così come non interessava ai più grandi pensatori di un’epoca realmente libera, significa non piegarsi ai comandi di una catena gerarchica idiocratica.
Essere uomini significa lavorare con la mente e con le mani, utilizzare pensiero e azione.
Significa sapere che la cooperazione e solidarietà comportano una presa di responsabilità immane, che garantisce, però, la libertà, una libertà consapevole.
Significa non dipendere dalla finanza, ma dall’economia.
L’economia può esistere senza la finanza: gli schiavi tornano liberi
L’economia reale, vale a dire la produzione di beni e servizi, lavoro, commercio, può esistere indipendentemente dalla finanza, mentre la finanza, cioè mercato del denaro, strumenti finanziari, investimenti, non può esistere senza l’economia a cui fornire servizi e capitali.
L’economia è un sistema di scambio di beni e servizi, mentre la finanza è lo strumento che gestisce il denaro per facilitare tali scambi.
L’economia reale si occupa della produzione, distribuzione e consumo di beni e servizi. Questo processo può esistere anche in un sistema molto semplice, basato sul baratto e sullo scambio diretto, senza l’uso di denaro o altri strumenti finanziari.
Il fondamento dell’economia sono beni e servizi tangibili come fabbriche, terreni, materie prime e lavoro, che possono essere scambiati direttamente.
La finanza non può esistere senza l’economia: questa è la falla della Matrix

La finanza è un servizio per l’economia: è nata per gestire il denaro e fornire strumenti come prestiti, investimenti e assicurazioni per rendere più efficiente l’economia reale.
I mercati finanziari, come le azioni e le obbligazioni, non avrebbero valore se non ci fossero aziende economicamente produttive che generano profitti e che necessitano di capitale per crescere. La finanza non può creare dal nulla ricchezza o valore, ma può solo gestire e far circolare quello che viene prodotto dall’economia reale.
È chiaro adesso come è avvenuto l’incastro, o, se preferite, l’imbroglio: si è spostato il focus dall’economia reale alla finanza.
Con l’economia reale c’è la libertà assicurata dalle proprie capacità creative, produttive e di scambio.
Se davvero si vuole essere liberi, si deve lavorare per sganciarsi dai meccanismi che hanno creato la dipendenza da oggetti inutili, che poi ci controllano in modo smart, e tornare all’economia reale e alla cooperazione umana.
Compreso e messo in atto questo, finisce la schiavitù, lo Spid, la moneta virtuale, i chip,…
Non è facile, lo so, per molti è più facile piegarsi e lamentarsi sui social, altro strumento per schiavi, ma è la Via.

3 comments
Enrico Alfonso Ricciardi
Articolo molto illuminante. Mi permetto di segnalare che alla fine degli anni ’90, quando iniziò a diffondersi l’uso del bancomat , la benemerita rivista per i consumatori tedeschi ” Stiftung Warentest” , mise in guardia dal ricorso facile a questo strumento diabolico. Infatti esso era stato inventato per favorire l’uso indiscriminato di questo tipo di pagamento, il cui effetto finale è di fare andare in rosso i titolari. L’uso del contante, invece, costringe ad una più oculata gestione del proprio deposito.
Il Governo Conte, prone ai banchieri, nel 2022 , usando la scusa di volere evitare l’evasione fiscale, voleva ridurre il prelievo del contante a 1.000 € mensili !!!!
Enrico Alfonso Ricciardi
Neu-Ulm (D)
Manuela Fratianni
Grazie Enric: non sapevo di questa rivista tedesca che aveva messo in guardia i consumatori tedeschi.Gli zerbini della finanza stanno ancora tentando di limitare l’uso del contante e demonizzare chi ha proprietà: una casa, un picccolo risparmio…
Cinzia
Stiamo andando verso un periodo impegnativo….ma cambieremo le cose….
Grazie Manuela.