
La bolla papale “Unam Sanctam” emessa da Papa Bonifacio VIII nel 1302 é considerata uno dei documenti più incisivi della storia della Chiesa Cattolica. Questa bolla papale afferma la supremazia del Papa sulla Chiesa e sullo Stato (Noi tutti) e stabilisce che la sottomissione al Papa era necessaria per la salvezza.
La bolla “Unam Sanctam” afferma che la Chiesa Cattolica era una sola e unica, e che il Papa é il capo supremo di questa Chiesa. La bolla stabilisce inoltre che la sottomissione al Papa era necessaria per la salvezza, e che chiunque si opponesse al Papa sarebbe stato considerato un eretico. Afferma che Dio aveva affidato tutti i titoli e le proprietà della Terra al Vaticano. Afferma che l’Unam Sanctam la Prima e Unica Santa Chiesa è l’Arca di Noè, perché mentre tutto il mondo era sommerso dalle acque, l’unica cosa che si elevava al di sopra era l’Arca.
Quindi tutti gli esseri umani, a partire da quel giorno, certificato dalla Bibbia come Codice di Diritto Nautico, sono dispersi in mare.
Per questa motivazione il papa reclama tutta l’autorità, tutta la proprietà, sia spirituale che temporale, fino a quando i “dispersi” torneranno a reclamare i loro diritti.

Le Conseguenze della Bolla – La Schiavitù dell’Umanità
La bolla “Unam Sanctam” ha avuto e ha tutt’ora, conseguenze significative sulla storia della Chiesa e realtá ingannevoli e frodevoli per tutta l’umanità. Ha contribuito a creare un clima di schiavitù spirituale e temporale, in cui l’autorità papale è considerata superiore a quella dei sovrani e dei popoli. Questa sottomissione ha tutt’ora ripercussioni sulla libertà e sulla dignità umana e, ha contribuito a creare un sistema di potere autoritario. Nel contesto della bolla “Unam Sanctam” di Papa Bonifacio VIII e nelle successive si evidenzia la sottomissione al Papa che implica il “deminutio capitis”, in cui l’individuo perde la sua autonomia e la sua libertà.
Nel contesto della bolla “Unam Sanctam” di Papa Bonifacio VIII, si evince che la sottomissione al Papa implica la “deminutio capitis”, in cui l’individuo perde la sua autonomia e la sua libertà.
La “deminutio capitis” era una nozione giuridica romana che si riferiva alla perdita della capacità giuridica di una persona, ma non tutti sanno che é ancora attiva. In altre parole, é una riduzione o una limitazione della capacità di una persona di agire giuridicamente, di possedere beni, di contrarre matrimonio o di esercitare diritti civili. É suddivisa in tre tipi:
1. Deminutio capitis maxima: la perdita totale della capacità giuridica, che poteva avvenire a causa di condanne penali o di schiavitù. N.D.R.: Il tuo Nome e Cognome scritto in stampatello maiuscolo ed è scritto cosi sui nostri conti correnti, documenti di identità, posta, atti legali.
2. Deminutio capitis media: la perdita della cittadinanza romana, che poteva avvenire a causa di condanne penali o di esilio.
3. Deminutio capitis minima: la perdita della capacità giuridica all’interno della famiglia, che poteva avvenire a causa di emancipazione o di adozione.

Modi per annullare una bolla papale:
1. Revoca esplicita: un papa successivo poteva revocare esplicitamente una bolla papale precedente attraverso un nuovo documento papale.
2. Contraddizione: se una bolla papale successiva contraddiceva una precedente, si poteva considerare che la precedente fosse stata implicitamente revocata.
3. Non promulgazione: se una bolla papale non veniva promulgata o non veniva resa pubblica, poteva essere considerata invalida.
4. Condizioni non soddisfatte: se una bolla papale era condizionata a determinate circostanze o condizioni che non si verificavano, poteva essere considerata invalida.
Esempi storici:
1. La bolla “Unam Sanctam” di Papa Bonifacio VIII NON è stata revocata.
Ecco, i documenti successivi che hanno solo intensificato l’autorità della bolla “Unam Sanctam” di Papa Bonifacio VIII::
1. La bolla di Papa Niccolò V “ROMANUS PONTIFEX” creata sempre in Vaticano, risale al 1455, cioè circa 150 dopo la Bolla di Bonifacio VIII (quindi ancora mai contestata dopo 150 anni).
Questa seconda Bolla è di natura testamentaria, cioè il Papa dispone, al momento della sua morte e della morte dei futuri Papi, come deve funzionare il diritto d’uso di tutti i privilegi e di tutte le proprietà derivanti dalla Bolla precedente di Bonifacio VIII.
Testamento di cui l’esecutore è la Curia Romana, l’amministratore è il Collegio dei Cardinali e il Beneficiario, questa volta è il Re, sulla terra di proprietà del Papa.
Quindi Dio ha dato tutto il mondo al Papa e il Papa concede parti di questo mondo ai Re.
Per cui da quel momento i Re del mondo hanno un mandato divino.
2.La bolla di Papa Sisto IV “AETERNI REGIS“, si diversifica dalla Bolla precedente di poco, in quanto il “bene” concesso ai Re non è più la terra, ma sono gli esseri umani che abitano quella terra, che da quel momento vengono considerati incompetenti, incapaci e dunque soggetti ad amministrazione coatta.
In realtà questa Bolla realizza la visione illuminata di Bonifacio VIII per cui gli esseri umani sono dispersi in mare e quindi nulla ci appartiene, siamo in bancarotta, perché non siamo mai tornati a reclamare i nostri averi e diritti e quindi è lo Stato che si deve prendere cura di noi per il nostro bene.
3. Il Concilio di Costanza (1414-1418): il concilio ecumenico che discusse la questione dell’autorità papale e stabilì che il concilio ecumenico era superiore al Papa in determinate materie. (Nessuna revoca)
4. La dottrina della “potestas indirecta“: sviluppata da teologi e giuristi cattolici, questa dottrina sostiene che il Papa ha autorità indiretta sulle questioni temporali, ma non diretta. (Nessuna revoca)
Queste bolle papali non sono mai state contestate ed è per questo che attraverso il tacito assenso sono ancora in essere e l’uomo disperso in mare (morto, secondo queste Bolle in vigore tutt’oggi), deve pagare per mantenere chi si riconosce come beneficiario di beni, di terre, di acque, a cui appartengono come proprietà.
L’annullamento di una bolla papale richiede un atto formale e autoritativo della Chiesa Cattolica poiché le bolle papali sono considerate documenti ufficiali e autoritativi della Chiesa ed esistono casi in cui le bolle papali sono state revocate o annullate, ma questi “documenti successivi” e dottrine a quanto pare hanno contribuito a mantenere in vita la bolla “Unam Sanctam”. Sorge spontaneo chiedere: quindi siamo comunque ancora tutti schiavi?!
Il Diritto Canonico
L’articolo 284 del Codice di Diritto Canonico del 1917 (canone 3128 nel Codice del 1983) stabilisce che i fedeli hanno il dovere di sottomettersi all’autorità del Papa e dei vescovi.
Conclusione
La bolla “Unam Sanctam” di Papa Bonifacio VIII è un documento storico che ha avuto conseguenze significative sulla storia della Chiesa e gravi sull’umanità che tutt’ora continua ad avere. Alcuni critici sostengono che questo documento ha contribuito a creare sottomissione all’autorità papale, che ha ancora oggi ripercussioni sulla libertà e sulla dignità umana. La “deminutio capitis” e il diritto canonico sono concetti giuridici che possono aiutare a comprendere meglio il contesto e le conseguenze di questa bolla papale storica sulla nostra umanità, per poter incidedere la parola FINE su questa schiavitù.

