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Blackout e truffa green

di Manuela Fratianni • 30 Aprile 2025 • Commenti di 0 utenti
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Il pesante blackout che si è verificato nella penisola iberica e altri paesi europei il 28 aprile è una lezione per i gretini convinti: l’energia elettrica da fotovoltaico e rinnovabili non regge ed espone al rischio di blackout importanti, con ripristino dell’energia lento.

La Spagna ha dovuto acquistare energia da altri paesi, che, a loro volta, hanno subito un crash energetico ed informatico.

La lezione è importante e non è un caso, a mio avviso che anche Tajani, convinto sostenitore di queste politiche energetiche stia facendo ora dei passi indietro.

Cronaca di un blackout anomalo


Gravi interruzioni di corrente hanno colpito dapprima la Spagna e il Portogallo e, a cascata, Finlandia, Regno Unito, Grecia e parti della Francia meridionale.

Le interruzioni di corrente, che alcuni media imputano a cyber attacchi, altri a sovraccarichi delle reti, hanno provocato chiusure delle metropolitane, trasporti bloccati e semafori fuori servizio, e paralizzato città, paesi, attività commerciali, scuole ed ospedali.

A seguito del blackout generalizzato, le centrali nucleari spagnole, cinque siti con sette reattori operativi, hanno smesso di produrre elettricità. Nel gergo del settore questo fenomeno viene chiamato trigger. Per motivi di sicurezza hanno interrotto l’immissione di corrente nella rete elettrica. Tuttavia, i sistemi interni di ogni impianto continuano a funzionare, alimentati dai generatori diesel disponibili in loco. Questa informazione è stata confermata da fonti del Consiglio spagnolo per la sicurezza nucleare (CSN).


I team dell’operatore francese della rete elettrica ad alta tensione, RTE, si sono messi al lavoro per fornire assistenza all’operatore della rete spagnola, ripristinando, al contempo, in poche ore 700 MW di consumi in tutta la Francia. 

RTE ha dichiarato in un comunicato stampa di essere:

“in grado di aumentare i suoi aiuti alla Spagna fino a 950 MW non appena la rete iberica avrà la capacità tecnica per riceverli”.

Questo comunicato darebbe la conferma che il collasso della rete spagnola è da imputare ad un sovraccarico.


La Spagna, in seguito al prolungarsi del blackout, ha dichiarato lo stato di emergenza, e il sindaco di Madrid ha chiesto l’invio di truppe per aiutare a gestire le conseguenze della grave interruzione di corrente.

I servizi di telefonia mobile e internet hanno smesso di funzionare, soprattutto nella capitale.


Gli aggiornamenti dalla Spagna arrivati nella tarda serata del 28 aprile hanno segnalato:

– completa mancanza di acqua nei rubinetti e di benzina

– negozi svuotati completamente, con gli scaffali vuoti e le riserve d’acqua esaurite

– i servizi bancari bloccati

– la connessione internet mobile interrotta

– la rete fognaria non funziona

– i servizi igienici non funzionanti, perché anche le pompe necessitano di elettricità;

– alcune persone sono rimaste bloccate negli ascensori,

– i treni elettrici si sono fermati



Blackout: le possibili ragioni

Al di là delle tante, e, in taluni casi, ricostruzioni fantasiose, una volta scartata l’ipotesi di un attacco hacker, resta in piedi la tesi del sovraccarico da rinnovabili.

Tutti i dati indicano un forte aumento del consumo di energia solare sulla rete. La società energetica Red Eléctrica aveva già messo in guardia dai rischi associati alle energie rinnovabili a febbraio.

blackout spagna

Il 16 aprile, infatti, la Spagna aveva annunciato di avere alimentato la rete elettrica al 100% con fonti rinnovabili, principalmente solare ed eolico. Per riuscirci, ha dovuto abbandonare il supporto di base per la generazione di energia dalle turbine a gas. Il 28 aprile, quando si sono formate inaspettatamente delle nubi temporalesche durante il picco di domanda, la generazione di base delle turbine a gas era praticamente nulla per raggiungere il magico pensiero delle rinnovabili, quindi, quando la generazione solare ha subito un calo di frequenza di 0,15 Hz, questo è stato sufficiente a mandare in tilt l’intero Paese e i suoi vicini.

Prima che si verificasse l’interruzione, la Spagna gestiva la propria rete con pochissima generazione di energia elettrica distribuibile e, di conseguenza, con poca inerzia:

Solare fotovoltaico/termico + eolico: ~78%

Nucleare: 11,5%

Cogenerazione: 5%

A gas: ~3% (meno di 1 GW)

Era del tutto evitabile ed è stata una conseguenza diretta della politica a scapito della praticità.

Il fuffa green

Le rinnovabili non sono affidabili e non sono del tutto cosi’ green come vorrebbero farci credere.

La lezione del blackout è importante e ci sono dei passi indietro significativi anche da parte dei più accesi sostenitori.

Il cosiddetto green deal ha creato enormi problemi alle piccole e medie imprese, ai produttori e all’occupazione. I protocolli di produzione, l’imposizione di utilizzare energie alternative, che sono costose e non stabili, il pagamento di tasse occulte per i cosiddetti crediti carbonio…, hanno messo in ginocchio molte realtà produttive in tutta Europa.

La Germania, da locomotiva dell’Europa a malato d’Europa, è l’esempio di dove portano queste politiche scellerate.

Pertanto le dichiarazioni di Tajani fatte a Valencia il giorno dopo il blackout sono un segnale importante:

“Siamo convinti che si debbano cambiare alcune importanti scelte fatte in passato sul Green Deal “

[…] “La visione di Timmermans e di Greta Thunberg aveva creato una sorta di dea natura, una forma di panteismo che non teneva conto della presenza dell’uomo. Si rischiavano di perdere decine se non centinaia di migliaia di posti di lavoro, quindi bisogna cambiare con un atteggiamento meno ideologico e più pragmatico”.  (Ansa)

blackout consigli

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