Quello che per anni è stato liquidato come “disinformazione” oggi è nero su bianco su una delle riviste scientifiche più autorevoli al mondo. Non è un blog, non è un giornale complottista. È il BMJ – British Medical Journal.
L’inchiesta titola: “US officials sidelined warnings about flawed COVID vaccine safety algorithm, investigation finds” ovvero: “I funzionari USA hanno messo da parte gli avvertimenti su un algoritmo di sicurezza difettoso”.
1. IL SISTEMA CHE DOVEVA PROTEGGERCI
Quando un farmaco o un vaccino viene messo in commercio, c’è un sistema di sorveglianza chiamato VAERS negli USA. È un enorme database dove medici e cittadini segnalano effetti avversi. Un algoritmo deve analizzare queste segnalazioni e far scattare un “allarme” quando un effetto è statisticamente anomalo. Per il presunto Covid è stato usato un metodo Bayesiano, ritenuto più moderno. Ma era sbagliato.
2. LA DONNA CHE AVEVA CAPITO TUTTO
Si chiama Dott.ssa Ana Szarfman. È una funzionaria della FDA, esperta di farmacovigilanza da decenni, co-autrice proprio degli algoritmi di rilevamento. Szarfman si accorge subito che l’algoritmo non sta rilevando nulla, nemmeno gli effetti più evidenti. Avvisa i suoi superiori. Propone correzioni immediate.

La risposta? Non un ringraziamento. Le viene ordinato di “cessare e desistere” , di smettere di indagare. Mentre lei veniva silenziata, gli stessi funzionari andavano in TV e in conferenza stampa dicendo: “Il sistema non ha dato allarmi, quindi i vaccini sono sicuri”. Un circolo vizioso perfetto: usi un rilevatore rotto e poi dici che non rileva nulla.
Come ha dichiarato lei stessa al BMJ: “Pochissime persone capiscono la statistica. Questo è il problema.”
3. COSA NASCONDEVA IL SISTEMA ROTTO
La prova arriva solo nel 2022, quando il CDC è costretto a usare il vecchio metodo, il PRR, più sensibile. La direttrice del CDC di allora, Rochelle Walensky, rassicura ancora il pubblico: “Nessun segnale di sicurezza inaspettato”.
Peccato che il BMJ abbia potuto esaminare quelle analisi. E cosa hanno trovato? Centinaia di eventi avversi che soddisfavano i criteri di allarme dell’agenzia stessa, che non erano mai stati comunicati al pubblico e ai medici.
L’elenco include:
• Miocarditi e Pericarditi •
Paralisi di Bell •
Tinnito (acufeni persistenti).
Tutti effetti che il metodo Bayesiano difettoso non aveva mai fatto scattare
4. LA CONFESSIONE TARDIVA
Il punto più grave. In una email interna dell’ottobre 2023, il capo della farmacovigilanza della FDA ammette candidamente ai colleghi: sapevamo del difetto del sistema già da quando i vaccini sono stati distribuiti, più di due anni prima. Lo sapevano.
Hanno taciuto. Persino William DuMouchel, lo statistico che aveva inventato il metodo originale, intervistato dal BMJ, non riesce a spiegarsi la resistenza dei funzionari a passare al metodo corretto e conclude: “Penso che si siano sbagliati”. Poi aggiunge, con rammarico: “Se avessero dato ascolto ad Ana, avrebbero fatto meglio”.
PERCHÉ QUESTO ARTICOLO CAMBIA TUTTO IN ITALIA
Per sei anni ci hanno detto che mettere in dubbio la sicurezza era “disinformazione”. Ora è il BMJ a certificare che il sistema di controllo era difettoso e che il dissenso interno veniva censurato.
Se è successo negli USA, con i sistemi di controllo più avanzati al mondo, cosa è successo in Italia con AIFA e il nostro sistema di sorveglianza passiva?
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