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Anatomia di un genocidio

  • di Manuela Fratianni
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La Pfizer ha dovuto riconoscere che il “vaccino” per il Covid19 ha provocato la malattia di Creutzfeldt-Jacob, ossia il morbo della mucca pazza, a una donna francese di 72 anni. La malattia fu contratta quindici giorni dopo la seconda dose. Il medico ritenne questo fatto anomalo e fece una segnalazione sul sito del Ministero della Salute come caso sospetto.

Il 3 gennaio 2024, dopo che il tribunale giudiziario di Parigi aveva ordinato una perizia medica sulla morte della donna, è arrivata l’ammissione della Pfizer.

La signora Mauricette, questo il suo nome, fu costretta a fare il “vaccino”, ma sarebbe più corretto definirlo siero sperimentale, per non perdere il lavoro ed è morta tra atroci sofferenze il 10 novembre 2021. La verità è arrivata solo grazie al coraggio del marito, alla sua forza di animo: ha dovuto combattere contro il muro di gomma eretto dal sistema sanitario-governativo.

Questa vicenda ha colpito l’opinione pubblica francese perché il crudele comportamento del governo francese, al pari di ogni altro governo della sfera atlantista e globalista, ha deliberatamente provocato danni e morte a tutti i cittadiniIl diario del dolore, puntualmente aggiornato dal marito e dal figlio, è servito a far comprendere quanto sia marcio e insensibile tutto l’apparato socio-medico-governativo.

Farmaco o veleno?

Tutte le iniezioni di questo farmaco sperimentale hanno prodotto danni alla salute e hanno provocato molti morti in tutto il mondo. Il numero dei danneggiati e dei morti è enorme e fa pensare che questa sia la vera terza guerra mondiale, una guerra ai danni di tutti gli esseri umani e i cecchini sono gli Stati di appartenenza.

Alcune ricerche, svolte da scienziati indipendenti in tutto il mondo, evidenziano correlazioni importanti con varie cardiomiopatie, una di queste è nota come Takotsubo: nell’agosto 2023, in Francia, una donna di 53 anni, dopo una dose di siero ha avuto una dispnea per sei ore e dolori al petto per due giorni.

Tra i tanti effetti avversi di tale farmaco sperimentale, vi è anche una maggiore insorgenza di tumoriche i mass-media di Stato definiscono “turbo”, e una sorta di riattivazione di neoplasie maligne in persone che erano guarite. È stato fatto uno studio, con relativo censimento da parte dell’Associazione Italiana di Oncologia Medica (AIOM), la Fondazione AIOM, l’Osservatorio Nazionale Screening (ONS), Progressi delle Aziende Sanitarie per la Salute in Italia (PASSI) e la Società Italiana in Anatomia Patologica e di Citologia Diagnostica (SIAPe-IAP). Lo studio è riportato nel volume “I numeri del cancro in Italia 2023”, che è stato presentato a Roma, presso l’Istituto Superiore di Sanità. L’incremento dei tumori è molto alto: 395.000 nuove diagnosi, con un trend esponenziale in crescita previsto per i prossimi anni di circa il 30%.

Tutti affermano di essere ottimisti, peraltro, sia i vari ricercatori che hanno partecipato allo studio che il ministro Schillaci, che richiama l’attenzione sulla prevenzione.

C’è, però, un grosso MA: nessuno osa indicare cause e colpe di questo subitaneo aumento dei casi.

Paura di parlare o connivenza?

Perché non si indaga sul motivo di questo aumento già nel periodo della pandemia, dal momento dell’inizio della sperimentazione di massa di un farmaco potenzialmente tossico? Perché si calcola di un aumento esponenziale per i prossimi anni? Durante il periodo di “carcerazione”, il cosiddetto “lockdown”, non sono state consentite né le visite preventive né le cure, dunque il motivo dell’aumento di malati e morti è riconducibile anche a questo. Nel 2022 vi è stato un miglioramento della copertura preventiva e degli screening periodici.

Il grande MA, tuttavia rimane: sembra che vi sia il timore di indagare sull’attuale stato di salute della popolazione riferito all’aumentata insorgenza di malattie tumorali che progrediscono molto velocemente e, nella maggioranza dei casi, portano alla morte delle persone prima ancora di riuscire a iniziare un percorso di cure.

E, soltanto ora, si scopre che Pfizer aveva fermato la somministrazione sperimentale del farmaco sugli animali, dato l’alto tasso di mortalità. L’ammissione è avvenuta durante l’audizione davanti alla Commissione di indagine del Senato degli Stati Uniti.

Bret Weinstein, biologo di fama mondiale, in tempi non sospetti aveva lanciato un allarme sul crescente potere della OMS e ONU:

esse stanno lavorando nell’ombra per erodere sempre più la sovranità dei singoli stati aderenti e imporre un governo unico tramite la proclamazione di emergenze sanitarie e climatiche”.

Chi, come il professor Weinstein e altri, aveva tentato di avvisare di queste trame nell’ombra, è stato tacciato di essere “cospirazionista” o “visionario”.

I numeri dell’ecatombe danno, purtroppo, ragione a chi aveva compreso che si stava preparando un genocidio su scala mondiale.

In una intervista rilasciata a Tucker Carlson, il professor Weinstein ha citato prove scientifiche che dimostrano che diciassette milioni di persone sono già morte a causa dei sieri.

Fatti indiscutibili

Il Prof. Stefan Hamburg, ricercatore tedesco, elenca cinque fatti ufficiali:

  1. Tasso ricoveri 2020

nel 2020 il tasso di ricovero ospedaliero è stato del 30% inferiore all’anno precedente;

  • Bassa incidenza delle malattie respiratorie

Le malattie respiratorie erano inconsistenti nel 2020 e 2021. I picchi maggiori sono stati registrati nel 2018 e alla fine del 2022;

  • Tasso di mortalità 2020-2021

Nel 2020 il tasso di mortalità era simile ai valori 2018-2019. Esso è cresciuto in modo considerevole con l’inizio delle cosiddette vaccinazioni, nel 2021.

  • Le età dei deceduti

Mediamente, i morti a causa della infezione da corona virus, con un processo infiammatorio in atto, avevano una età media di circa 83 anni.

  • Il caso Svezia

Il tasso di mortalità è stato inferiore in Svezia, dove non ci sono stati gli “arresti domiciliari”, definiti in modo meno impattante per l’italiano medio, “lockdown” né l’imposizione delle mascherine.

Militari e obblighi

Più di duecento veterani statunitensi in servizio attivo hanno firmato una lettera aperta, pubblicata il 1° gennaio 2024 e indirizzata al popolo americano. In questa lettera si fanno nomi e cognomi di vertici militari che hanno consentito di tradire la Costituzione e di agire al di fuori del perimetro legislativo.

I firmatari della lettera richiedono che quei vertici, ora convenientemente in congedo anticipato o dimessi per entrare in politica, siano richiamati in servizio e sottoposti alla Corte marziale per crimini gravi e alto tradimento. Chi ha scritto e firmato la lettera rischia molto a esporsi in questo modo, ma hanno ritenuto necessario agire, seppure in ritardo, per difendere i diritti inalienabili che sono stati loro tolti e negati e per far sapere a tutti a quante e quali vessazioni siano stati sottoposti.

Il Comandante di Marina Robert. A. Green Jr., tra i firmatari della lettera e promotori dell’iniziativa, ha scritto il libro “Difendere la Costituzione dietro le linee del nemico”.

Il Tenente Colonnello Bradley Miller afferma che nella lettera si è fatto esplicito riferimento alla Dichiarazione di Indipendenza “perché abbiamo sofferto un lungo periodo di abusi che ci hanno portato agli illegali obblighi vaccinali Covid19”.

Miller afferma che “consideriamo nostro dovere resistere legalmente agli sforzi concertati dalla attuale leadership militare per portare la distruzione delle nostre istituzioni”.

le nostre forze armate sono diventate parte attiva nella distruzione del nostro tessuto culturale che ci ha tenuto insieme per due secoli e mezzo.” […]

Come può il popolo credere ancora in una istituzione che viola impunemente e prepotentemente la legge?

Nella lettera i firmatari chiedono che siano ritenuti penalmente responsabili tutti coloro che hanno perpetrato un disastro sociale che ha colpito i militari, le loro famiglie e l’intera nazione.

Noi denunciamo la violenza fisica e morale inflitte ai membri in servizio e alle loro famiglie, attraverso gli illegali obblighi di somministrazione di queste pericolose iniezioni”. […] Perseguiremo instancabilmente la restaurazione della giustizia.”

La lettera, oltre a voler difendere la legge e la Costituzione, come afferma il Tenente Colonnello Rocco, vuole essere un “modo per informare i vertici militari che l’elefante nella stanza -gli effetti negativi dei vaccini covid19-, non sparirà fin quando non sarà ripristinata la legalità”.

Qualcuno vuole nascondere la polvere sotto il tappeto, come se negli ultimi anni non fosse accaduto nulla”.

L’umanità è stata sottoposta a un esperimento criminale: hanno instillato sadicamente paura, terrore, per inoculare puro veleno e, per chi non si è piegato, hanno emanato leggi illegali, per costringere, obbligare a sottoporsi a una sperimentazione. Tutto questo è stato possibile anche con la complicità servile dei mass-media, che hanno condotto una campagna mediatica indegna, che molto ha ricordato le teorie del nazista Goebbels.

Grazie a questa campagna mediatica in stile nazista, la massa si è compattata contro chi voleva difendere il diritto, esponeva il sano dubbio e reclamava la libertà di scelta.

Le campagne “vaccinali” sembravano delle fiere di paese, con regali e cotillons a chi offriva il proprio corpo alla (non)scienza.

Il genocidio è davvero degno di quelli perpetrati nei campi di concentramento nazisti. La “scienza”, durante il nazismo, ha usato le persone per le proprie perversioni, chiamate esperimenti. Tanti medici e biologi, allora come ora, hanno sparso la morte.

E che dire dei paesi africani, dove dagli anni Ottanta, si fanno sperimentazioni che portano morte, malattie e sterilità, in nome di Malthus?

Forum di Davos

Il nazismo è ancora presente e lo possiamo vedere ogni volta che si impongono farmaci letali, quando si censura il pensiero critico, quando si vogliono confinare le persone nei “recinti digitali”, quando si vuole impedire la coltivazione della terra e il libero accesso al cibo vero per barattarlo con vermi e ragni.

In questi giorni a Davos si tiene il consueto Forum in cui, varie personalità non elette delineano le politiche da perseguire a livello mondiale. Ebbene, in programma vi è la discussione di una malattia che viene definita: “malattia ‘X’ sconosciuta che potrebbe causare 20 volte di più morti della pandemia di coronavirus: quali nuovi sforzi sono necessari per preparare i sistemi sanitari alle numerose sfide del futuro?”

La discussione è prevista per il 17 gennaio, relatori: il direttore generale della Organizzazione Mondiale della Sanità, il ministro per la sanità brasiliano, il presidente del consiglio di amministrazione della società farmaceutica Astrazeneca e altri “esperti”.

Biolaboratori per creare malattie?

In Italia e in tutto il modo vi sono biolaboratori dove creano virus, incrociano batteri, “risvegliano” agenti patogeni di malattie ormai estinte.

Perché le risorse ingenti impiegate per tali attività pericolose non vengono utilizzate per il benessere di tutti?

Nel vortice di notizie e scoperte delle ultime settimane, scopriamo che il virologo di punta del biolaboratorio di proprietà di Hunter Biden, figlio del presidente deli Stati Uniti, è Nathan Wolfe, che era, altresì assiduo frequentatore della famigerata isola di Epstein. Si ritiene che Epstein, come agente del Mossad, fosse in grado di ricattare le persone che avevano usufruito dei “servizi” da lui messi a disposizione: prostituzione, pedofilia e droga. Nathan Wolfe è stato, inoltre, consulente nel 2011 per il film predittivo “Contagion”.

Ricattare per conto di chi? La multinazionale del farmaco, denominata BigPharma, di cui fanno parte Johnson&Johnson, Astrazeneca e Pfizer, è finanziata dai gruppi Vanguard e BlackRock, controllati da Soros, Rockfeller, Rotschild …

Vi sono troppi elementi che fanno propendere per una deliberata decisione da parte di personaggi non più del tutto sconosciuti, di scatenare una malattia la cui cura preventiva avrebbe provocato un numero impressionante di morti e invalidi. Considerato il “successo”, perché non replicare?

Facciamo nostre queste parole del Tenente Colonnello Rocco, che vorremmo scolpire nella pietra:

la fiducia è stata distrutta, e il danno morale, emozionale e fisico è stato fatto. […]. In nome di tanti morti e danneggiati promettiamo che non smetteremo MAI di combattere per la verità, giustizia e, soprattutto, la responsabilità”.

Credits: Immagine di Freepik

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