Il 25 aprile viene festeggiato come una festa di Liberazione, con canti e tanta retorica, dietro la quale si nasconde una scomoda verità: la resa incondizionata, con la firma dei trattati di Cassibile ha posto l’Italia sotto il piede chiodato anglo-franco-sionista aschenazita.
Ormai tale verità non può essere più negata: buona parte dei Trattati sono stati desecretati e già quella parte ne è la dimostrazione.
La Sardegna, in particolare, è stata quella che per prima e più pesantemente è stata sottomessa ai voleri transnazionali, guidati dagli incappucciati della finanza.
Sappiamo e denunciamo da tempo lo scempio compiuto contro l’amata sacra terra sarda, le umiliazioni che si vorrebbero imporre ad un popolo fiero e antico e da anni ricordiamo al popolo italico che tutto ciò che viene inflitto ai sardi è un esperimento sociale che si sta già estendendo a tutta l’Italia.
Inondazioni, incuria del territorio, taglio dei finanziamenti alle comunità montane, espropri per far posto agli ecomostri,…
E, dunque, cosa c’è da festeggiare il 25 aprile?
25 aprile: pubblica denuncia della colonizzazione dell’isola sarda e la violazione dei diritti del suo Popolo
il 25 aprile, a partire dalle 10 del mattino e fino a notte, in Sardegna si svolgerà il 6° Atobiu della Rassegna Culturale Itinerante “Stop Colonizzazione Sardegna”, nel Comune di Santa Giusta, in piazza Othoca.

La portavoce della Rassegna e del Gruppo Giuridico Sardo, Silvia Spanu, intervistata in esclusiva da Radio28tv:
“La liberazione per noi sardi e per molti altri popoli deve ancora arrivare… Il messaggio che vogliamo dare è che stiamo subendo differenti forme di colonizzazione istituzionalizzata, occupazione, sfruttamento e oppressione, discriminazione e marginalizzazione, sistematiche violazioni di diritti umani e della dignità del popolo Sardo, dei principi Jus Cogens di autodeterminatzione, partecipazione, precauzione, del diritto alla salute, alla sicurezza, alla pace e alla non belligeranza”.
La Rassegna, che vede la partecipazione attiva di diversi comitati, associazioni, artisti indipendentisti e attivisti del Presidio di Selargius “Sa Battalla de Is Olias” e del Presidio Permanente del Popolo Sardo, è nata nel 2024, in maggio, quando iniziò l’invasione eolica al Porto di Oristano: ecomostri spacciati per green, che mangiano la terra e impoveriscono il Popolo…una vera e propria colonizzazione energetica.
“Sento spesso ripetere ‘non siamo contro la transizione, siamo contro la speculazione’, ma questo mantra è frutto di una visione riduttiva e parziale, che non considera due dati di fatto: anzitutto la speculazione è solo una delle conseguenze di un crimine gravissimo, ovvero la colonizzazione, con tanto di sfruttamento, repressione del dissenso, oppressione economica, violazioni dei diritti umani nelle transnazionali, sottrazione di terre e di risorse primarie, il tutto in nome di una retorica ‘pubblica utilità’.”
“In secondo luogo: stiamo tutti assistendo alle conseguenze devastanti di scellerate politiche europee di tipo globalista e di Agende stabilite da oligarchi senza scrupoli riconducibili al WEF. Questo modello di transizione energetica è insostenibile, fraudolento e incoerente, un falso “green” che con l’ecologia, la sostenibilità, l’equità e la proporzionalità, con il clima e con la difesa dell’ambiente non hanno nulla a che fare”.
“Non possiamo più fidarci delle istituzioni viceregie, storiche e odierne: basti prendere atto che nessuna giunta sarda, dal ‘48 ad oggi, ha emanato i decreti attuativi necessari per una effettiva applicazione dello statuto sardo.
Da troppo tempo stiamo assistendo a teatrini politico-istituzionali che illudono ogni volta i sardi e mantengono lo status quo: la dipendenza da uno stato-colonia eterodiretto, che ci impone una forma di colonialismo interno per assecondare interessi finanziari sovranazionali, che non dovrebbero in alcun caso prevalere sulla diritto alla salute, alla sicurezza e sulla dignità di un popolo.
È un dovere oltre che un onore difendere i nostri diritti e la nostra terra dallo scempio ambientale e dallo sfruttamento scellerato, per le generazioni attuali e future e anche per rispetto dei nostri avi che sono morti per difendere l’ideale della libertà, millantato e poi tradito dalle solite élite per sporchi interessi.
Il popolo sardo ha tutte le caratteristiche di una nazione e può ottenere non solo l’autonomia, ma una piena Indipendenza; non mancano le qualità per intraprendere in futuro rapporti di amicizia, scambio e cooperazione internazionale on Paesi non belligeranti e contrari al riarmo. È urgente anzitutto prendere le distanze da istituzioni complici di crimini e da politiche.”
La militarizzazione del territorio
“Siamo pieni di basi e servitù militari, fabbriche di bombe, esercitazioni. Non vogliamo essere complici di crimini di guerra, genocidi e non vogliamo contribuire al riarmo europeo e riteniamo gravissimo il sostegno politico, militare ed economico dello stato italiano a paesi belligeranti così come la complicità della Regione Sardegna con l’ampliamento della tedesca RWM che a Domusnovas produce armamenti ad alta precisione da oltre 15 anni”, spiega Silvia Spanu.
Lo stoccaggio delle scorie nucleari
“Forse a Roma non ancora hanno capito o fingono di non capire che i Sardi hanno già deciso con referendum del 2011: il 97,13% dei votanti si è espresso contro l’installazione di centrali nucleari e di siti per lo stoccaggio di scorie. La Sardegna non deve essere deposito per il nucleare, a maggior ragione considerando la presenza di siti militari, estrattivi e industriali inquinati e mai bonificati“.
25 aprile: il programma della giornata

L’evento inizierà dalla mattina con lo scambio di semi e piantine, in collaborazione con la Casa dei Semi della Sardegna e Genuino Clandestino, e con la mostra d’arte resistente e artigianato sardo, in collaborazione con l’Associazione Gigantes.
In mattinata ci sarà un importante momento di scambio e aggiornamento con alcuni attivisti indagati del Presidio di Selargius, che inizierà con la proiezione di un video del videomaker Nuragic.
Sempre in mattinata si terrà un incontro del “Tavolo Educazione” della Rete Eco Sardegna e durante la giornata per i bambini sono previsti diversi momenti di animazione: spettacolo di bolle di sapone con il Mago Biss, Fulvio Riu, e laboratorio di Giocoleria con Paola Cannoni in collaborazione con l’Associazione Tricirco Ads e lo spettacolo di teatrino a manovella con Caterina Civai, Civolerie.
Sia per pranzo che per cena gli organizzatori propongono uno spuntino popolare autogestito alla sarda: tutti sono invitati a partecipare, ognuno portando qualcosa da mangiare da condividere insieme (non sarà possibile accendere fuochi, quindi si consigliano piatti e prodotti pronti da consumare e di evitare la plastica usa e getta).
Nel primo pomeriggio, verso le 14.30, inizierà l’assemblea popolare con gli interventi sulle diverse forme di colonizzazione.
Interverrà Davide Fadda, in rappresentanza del Presidio Permanente del Popolo Sardo, sulla questione della colonizzazione energetica, mentre la questione degli espropri coatti sarà approfondita dal portavoce del gruppo Bardianía de Sa Nurra Pro Sa Sardinia e dell’ex Presidio degli Ulivi.
Sulla questione delle scorie l’intervento sarà a cura di Bustianu Compostu, portavoce del Comitato NoNucle No Scorie, che da decenni si batte per allontanare questa minaccia dalla Sardegna.
Si farà un focus anche sul colonialismo agricolo e alimentare e sull’attacco sistematico al patrimonio zootecnico sardo. L’intervento di Maurizio Fadda (agronomo) entrerà invece nel merito dell’autoproduzione, dell’esercizio del diritto alla sovranità alimentare e della filiera dei prodotti locali.
Graditi ospiti saranno anche il Prof. Bartolomeo Porcheddu, che introdurrà il tema della colonizzazione culturale e linguistica e l’autore Alberto Secchi, che parlerà della cattura dell’informazione, presentando il libro “Medium Evoca Golem: come i Mass Media trasformano l’identità nazionale nel mostro di stato”.
La presenza di molti artisti e musicisti che dalle 18 daranno vita al concerto anticolonialista solidale “Pro Mamai Manna e Sa Libertade” conferma l’intento condiviso di
“proseguire con una rivoluzione anzitutto culturale, unire le forze e alzare la voce per denunciare dal basso la situazione coloniale, per proseguire un legittimo, civile e pacifico percorso di liberazione del popolo sardo e a difesa della della nostra sacra terra”.
Durante l’evento sarà chiesto un contributo libero e consapevole per la copertura delle spese e per alcuni progetti che saranno presentati in assemblea e che saranno coerenti con i fini della Rassegna.
Stop Colonizzazione
I Sardi, così come il Popolo Italico, sono stanchi della repressione e manipolazione del dissenso popolare, della Verità manipolata, del pensiero distopico unico dominante e la portavoce della Rassegna,Silvia Spanu, sulla difficoltà da superare per raggiungere legittimamente una reale libertà e indipendenza afferma:
“Siamo consapevoli che il percorso sia lungo e complesso, sia per le molteplici emergenze neocoloniali inflitte al nostro popolo, che disperdono energie e distolgono l’attenzione dalla questione coloniale di fondo, sia per le divergenze tra le forze indipendentiste, che auspichiamo possano presto convergere in una forte e coesa unione che accresca la coscienza nazionale sarda contro uno stato occupante, oppressore e catturato da lobby multinazionali straniere a danno del popolo sardo e dell’ambiente-isola-territorio.”
Gli organizzatori invitano tutti i comitati sardi anticolonialisti e indipendentisti a partecipare numerosi e ringraziano in modo particolare gli artisti e i musicisti anticolonialisti che suoneranno al concerto musicale, il Comune di Santa Giusta per la concessione della Piazza Othoca, l’Unione di Comuni dei Fenici, le Associazioni e i Comitati che parteciperanno, Caffè Bussu di Ollolai e gli altri sponsor che hanno fatto prezzi solidali tra cui Birra Puddu, Lai Franco per il generatore, Radio28TV e gli altri media Partner tra cui Report Sardegna 24, Ifanews, Sa Defenza, Quotidiano Web, e tutti coloro che hanno dato un aiuto nell’organizzazione di questo Atobiu.
Video promo del concerto:
E, questa, è l’ultima intervista di Radio28TV, in ordine di tempo, a Silvia Spanu, oltre agli ospiti Andrea Caldart e Luciano Murgia:

1 comment
Enrico Alfonso Ricciardi
Mi permetto di aggiungere che l’infausta data del 25.IV.1945, ha segnato anche l’inizio della dittatura culturale comunista. Essa continua ad impazzare ancora oggi, con la sua sulfurea e corrosiva efficacia.
Enrico Alfonso Ricciardi
Montagano CB Abruzzi