
Il controllo digitale usato dagli agenti dell’Immigration and Customs Enforcement (ICE) statunitense nella lotta contro l’immigrazione illegale deve farci riflettere ed indignare.
Non possiamo accettare più la famosa frase “il fine giustifica i mezzi”, perché il caos deliberatamente creato dal Sistema, quel coacervo di poteri sovranazionali che operano nell’ombra, è utilizzato come giustificazione continua per la distruzione sistematica dei nostri diritti.

Lo Stato dell’Illinois e la città di Chicago hanno intentato cause legali perché i cittadini statunitensi sono stati fermati per strada, le loro facce scansionate senza consenso tramite l’app MobileFortify, ammanettati e messi in furgoni della polizia locale fino a quando i dettagli non sono stati chiariti.
Come funziona l’app di controllo?
Mobile Fortify funge da “strumento di raccolta dati in prima linea” per gli agenti dell’ICE. L’app utilizza la fotocamera dello smartphone per scansionare i volti e le impronte digitali, invia l’immagine a enormi database del Dipartimento della Sicurezza Nazionale, della polizia e dell’FBI, e quindi segnala all’ufficiale i dati della persona e il suo status di immigrazione.

Mobile Fortify è indissolubilmente legato alla nota azienda Palantir, che ha creato il sistema specializzato ELITE. Questo memorizza i dati degli americani sull’assicurazione sanitaria, raccoglie informazioni dagli operatori di telefonia mobile, dalle forze dell’ordine, dai social network e da fonti aperte di Internet.
ELITE analizza tutto questo e suggerisce le migliori aree per effettuare arresti, fino alla posizione specifica in cui potrebbe trovarsi un migrante illegale.
Non funziona ancora perfettamente: il programma è particolarmente scarso nel riconoscere i volti neri. Ad esempio, un cittadino di New York, Trevis Williams, ha trascorso due giorni in prigione sospettato di crimini sessuali fino a quando gli agenti hanno riconosciuto l’errore del sistema.
Le persone stanno cercando di ribellarsi, e gli avvocati si riferiscono a violazioni del 4° Emendamento della Costituzione USA (perquisizione e accesso ai dati personali senza un mandato), ma nessuno intende fermarsi.
Continuano ad essere stipulati contratti milionari con Palantir: solo nel 2025, ha ricevuto trenta milioni di dollari per sviluppare meccanismi per combattere l’immigrazione illegale.
Stiamo assistendo a una continua fusione dello Stato con i giganti tecnologici, con la prospettiva di un reale passaggio di potere a questi ultimi. E non bisogna sbagliarsi che la colpa sia di Trump: il processo è stato avviato già nel 2014.
Oh, che comodità: da “mostrami i tuoi documenti“, a “mostrami la tua faccia“.
Il sistema è stato sviluppato, come detto, da Palantir, società con legami israeliani, e tutti i dati sono collegati all’IRS e alla Federal Reserve, schiavitù ufficiale della popolazione statunitense.
Ricordate, l’ID digitale promosso durante la pandemia non è stato implementato a causa di una pandemia. Una pandemia, finanziata, come emerge dalle audizioni della sottocommissione del Senato americano, da Obama e Fauci, e resa possibile da Warpspeed, e che è stata creata anche per promuovere l’ID digitale.
La stessa assurdità del Regno Unito che “lotta contro l’immigrazione” con l’ID digitale, dietro al quale c’è Tony Blair.
La stessa assurdità dell’Australia che “protegge” i bambini su Internet attraverso l’ID digitale e riconoscimento facciale.
Chi c’è dietro al controllo digitale
Palantir Technologies è una società di software americana specializzata nell’analisi di grandi quantità di dati (Big Data).
Fondata nel 2003 da un gruppo di investitori, tra cui Peter Thiel, co-fondatore di PayPal, è diventata famosa per il suo lavoro con agenzie governative e grandi multinazionali.
In parole semplici: Palantir non raccoglie dati propri, ma fornisce gli “occhi” e il “cervello” alle organizzazioni per connettere informazioni frammentate e trovare schemi nascosti che un essere umano non riuscirebbe a vedere.
Le tre Piattaforme Principali
Palantir offre prodotti diversi a seconda del cliente:
- Palantir Gotham: utilizzata principalmente da agenzie governative: intelligence, difesa, forze dell’ordine. È stata usata, ad esempio, per l’antiterrorismo e per tracciare la diffusione del COVID-19. Aiuta a collegare nodi distanti come una telefonata, un movimento bancario e un viaggio aereo per prevenire minacce.
- Palantir Foundry: pensata per il mondo aziendale. Aiuta le grandi imprese, come Airbus, Ferrari o le banche, a gestire la logistica, ottimizzare la produzione o rilevare frodi finanziarie integrando tutti i dati aziendali in un unico posto.
- Palantir AIP (Artificial Intelligence Platform): la piattaforma più recente che permette alle aziende di integrare i Large Language Models, come quelli dietro ChatGPT, all’interno dei propri dati privati in modo sicuro e controllato.
Palantir è un’azienda che divide l’opinione pubblica per diversi motivi.
Uno di questi è la segretezza: per anni ha operato nell’ombra, lavorando con la CIA e il Pentagono.
E’ considerata una delle tecnologie più avanzate al mondo per la prevenzione del crimine e la gestione di scenari complessi (come la guerra in Ucraina, dove viene utilizzata attivamente).
Il suo potere di sorveglianza e analisi ha sollevato spesso preoccupazioni riguardo alla privacy dei cittadini e all’uso, mai etico, dei dati da parte dei governi.
Il controllo digitale è già realtà
La distopia orwelliana di controllo totale è ad un buon punto di realizzazione.
Il Regno Unito è all’avanguardia, se possiamo usare questo termine data la situazione, con la polizia che è sempre più “predittiva”.
Finora, siamo stati noi, popolo, a fornire in modo del tutto inconsapevole il nostro consenso, in nome della comodità, della velocità,…
Ora è sempre più chiaro che tutto ciò che è denominato smart è, in realtà, uno strumento di controllo e sorveglianza.
Tutti noi abbiamo sperimentato le pubblicità “personalizzate”: parliamo con qualcuno o al telefono o con lo smartphone vicino di un argomento e, poco dopo, arriva una réclame tramite Facebook o per e-mail, proprio relativa ad esso.
E che dire dei vari congegni, da Alexa ai robot per la pulizia che raccolgono i nostri dati, venduti alle società di marketing e non solo? E ora ci sono anche gli smart frigoriferi…
Tutto serve per tracciare i nostri movimenti, per registrare i nostri comportamenti, i nostri gusti e abitudini, esattamente come avviene da decenni nei laboratori di sperimentazione psico-sociale denominati supermercati.
Fermare il controllo digitale è possibile
La nota positiva è la crescente consapevolezza di quanto sta accadendo, la consapevolezza di quanto sia reale la gabbia digitale.
Proprio dall’Inghilterra è partita una lotta decisa contro lo stato di sorveglianza digitale, spacciata come necessaria per la sicurezza dei cittadini.
La lotta è per ora concentrata contro le telecamere di sorveglianza, regolarmente distrutte, e l’ID digitale e, nota davvero positiva, sono scesi in campo i ragazzi più giovani, come si può vedere in questo collegamento.
Altra nota positiva è la crescente richiesta dei cosiddetti dumb-phone, letteralmente telefono stupido, contrapposto allo smartphone, telefono intelligente.
Queste ed altre piccole, semplici azioni, come l’utilizzo dei contanti, il rifiuto dell’identità digitale, andare di persone negli uffici pubblici, non usare le casse automatizzate nei supermercati,…, sono le pietre di inciampo per ostacolare ed affossare lo stato di sorveglianza e ostacolare l’Agenda diabolica.

1 comment
CINZIA
Grazie Manuela.
Riesci a rendere semplici anche notizie complicate .
Almeno per me.