
Il 26 febbraio, la polizia rumena ha arrestato il favorito alle elezioni, Calin Georgescu, per interrogarlo.
Inoltre, ha fatto irruzione nelle case dei suoi sostenitori, decine di essi, con una serie di accuse inventate che vanno dal razzismo alla xenofobia fino alla collusione con la Russia.
Proprio in quella data Georgescu avrebbe dovuto presentare la sua candidatura per la nuova tornata elettorale per le presidenziali.
“Erano presi di mira. Due giorni prima del mio arrivo, il responsabile della campagna di Calin Georgescu è stato perquisito. La sua casa è stata presa di mira. E qualche giorno prima della mia intervista, la casa in cui ho fatto l’intervista, che è un posto in cui Calin Georgescu si sentiva al sicuro, era la casa del suo amico, è stata quasi perquisita dalla polizia“,
ha detto Mario Nawfal, investitore e conduttore di un grande show su X.
Alex Jones, il noto conduttore indipendente radiofonico statunitense, ha immediatamente fatto uscire la notizia nel suo podcast:
“Ecco le ultime notizie sull’arresto di Călin Georgescu. Il loro team è molto piccolo, sua moglie si trova attualmente presso l’ufficio del procuratore generale, in attesa di sapere a quali accuse andranno incontro.
Sostiene che è essenziale che Trump dica qualcosa ora perché se non riceverà alcun sostegno da Trump, la Romania cadrà e invierà truppe in Ucraina. Secondo lui non è una coincidenza l’arresto di Călin e la richiesta di inviare truppe. Afferma che se Trump non li aiuta, in Europa ci sarà una dittatura aperta tra UE e Soros”.

Perché il deep state considera Georgescu nemico
Come avevo scritto nel precedente articolo, “Romania ovvero un esempio della democrazia neoliberal”:
“Calin Georgescu è stato duramente osteggiato dalla cosiddetta élite politica rumena ed europea globalista, al punto tale da annullare le elezioni presidenziali 2024che lo avevano visto vincitore.
Georgescu ha una visione indipendente della politica, conosce il valore strategico che ha la Romania dal punto di vista geopolitico.
La Romania ospita basi strategiche della NATO ed il sistema di difesa ABM Aegis Ashore, è alleata per gli Stati Uniti chiave per l’Europa Orientale.
Georgescu conosce bene la NATO e ne è fortemente oppositore, conosce bene la UE e la contesta apertamente, conosce bene Soros, poiché è stato un membro del World Economic Forum, e lo ha definito “inquietante e non umano”.
E, ancora:
“come dichiarato da Mike Benz in un’intervista a Tucker Carlson, si profila la longa manus di Soros, attraverso la USAID per favorire la costruzione della più grande base NATO d’Europa proprio in Romania, tra le varie cose”. (ibidem)
Georgescu e il suo popolo
Georgescu è amato dal popolo rumeno, che vede in lui il leader che finalmente ha il coraggio di dire come stanno le cose, ha il coraggio di sfidare apertamente il sistema, dichiarando di volere per la Romania la sovranità piena, di non volere un’altra base NATO, e che, anzi, lo stato rumeno deve uscirne, e di volere indipendenza dalla unione europea e da i suoi regolamenti soffocanti.
I cittadini rumeni hanno sfidato il sistema, scendendo in piazza, dando vita a manifestazioni e raccogliendo firme per il riconoscimento del risultato elettorale annullato dalla corte costituzionale rumena, subito dopo la visita di “cortesia” del rampollo Soros.
Elon Musk, a tal proposito, aveva ripostato sul suo social:

“I cittadini rumeni che viaggiano a sostegno di Călin Georgescu continuano a subire continue intimidazioni da parte della polizia.
Il governo non solo ha annullato i risultati delle elezioni presidenziali che avevano portato Georgescu in vantaggio, ma ora sta anche limitando il diritto dei cittadini a manifestare”.
La stampa e i social internazionali parlano di un Trump furioso per l’arresto di Georgescu e di minacce di tariffe e sanzioni contro la Romania.
Il Presidente americano ha altresì espresso preoccupazione per l’incolumità fisica di Georgescu, e nel suo solito modo diretto, ha intimato di salvaguardare la sua salute e la sua vita, pena terribili rappresaglie da parte degli stati Uniti d’America.
Nella tarda serata, Georgescu è stato poi liberato, con la condizione che non presenti la sua candidatura…
E questo dimostra, ancora una volta, che la sua figura e quanto lui sa del Sistema, fa davvero paura.

Georgescu, appena libero, dopo un’udienza di cinque ore presso la procura rumena di Bucarest, oltre a dire che tutto parte da Bruxelles, ha dichiarato:
“Mi ricandiderò sicuramente alla presidenza della Romania”
“Non mi sorprende più niente. Tutto questo mi ricorda il sistema comunista degli anni ’50. Non c’è differenza. Tuttavia, stiamo andando avanti. È certo che noi, il popolo, siamo la forza, siamo l’energia, siamo la Romania. Non ci inginocchieremo in nessuna circostanza. Mi ricandiderò sicuramente”.
Ha aggiunto che “tutti sanno cosa sta succedendo con questo sistema in Romania” e che la massiccia corruzione in tutto il mondo verrà svelata.
Ci auguriamo che davvero Georgescu possa andare al governo della Romania o, purtroppo, questa potrebbe finire saldamente in mano a Soros, e, con essa, l’Europa.
