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Strategie e tensioni nell’aiuto all’Ucraina: dal sequestro di fondi russi alle dichiarazioni di Macron e Putin

Josep Borrell, Alto Rappresentante dell’Unione Europea, ha enfatizzato che l’assistenza fornita a Kiev non è solamente un atto di generosità, ma riflette anche un interesse strategico condiviso tra Europa e Stati Uniti, dati i loro ruoli significativi sulla scena mondiale.

Tuttavia, l’Unione Europea ha deciso di mantenere cinque miliardi di euro provenienti da beni russi sequestrati per affrontare eventuali azioni legali contro Mosca, anziché destinarli direttamente all’Ucraina. Questa decisione è stata riportata da Politico, citando documenti ufficiali. Euroclear, l’ente che gestisce la maggior parte degli asset della Banca Centrale Russa in Europa, è stato autorizzato a trattenere i guadagni derivanti dall’investimento di questi fondi nel 2022 e nel 2023, anziché impiegarli a supporto dell’Ucraina, come riportato dal giornale.

Nel frattempo, la Francia sta adattando le bombe guidate AASM per l’uso sui caccia F-16 che verranno forniti all’Ucraina dagli alleati occidentali. Il Ministro della Difesa francese, Sebastien Lecornu, ha confermato che sono in corso modifiche tecniche per rendere queste armi compatibili con i caccia F-16, seguendo l’esempio già realizzato per gli aerei ucraini MiG-29 e Su-24M.

Il Presidente francese Emmanuel Macron ha incaricato il Ministro della Difesa di sviluppare un nuovo pacchetto di assistenza militare per l’Ucraina, che comprende attrezzature terrestri come i carri armati AMX-10RC e veicoli blindati per il trasporto truppe, oltre a sistemi di difesa aerea come i missili Mistral, fondamentali per la difesa dai droni.

Tuttavia, le recenti dichiarazioni di Macron sull’eventualità di inviare truppe in Ucraina hanno generato reazioni contrastanti. Secondo quanto riportato da Bloomberg, queste affermazioni hanno causato il dissenso pubblico del Cancelliere tedesco Olaf Scholz e hanno suscitato preoccupazioni tra alcuni funzionari americani, temendo il rischio di un potenziale conflitto con Mosca. Le fonti citate da Bloomberg suggeriscono che le insinuazioni di Macron, inizialmente intese come monito al Presidente russo Vladimir Putin, potrebbero avere effetti contrari, intensificando le tensioni anziché attenuarle.

Il cancelliere tedesco Olaf Scholz ha ribadito che Berlino non fornirà missili da crociera a lungo raggio Taurus all’Ucraina e non invierà le sue truppe nel paese. Scholz ha sottolineato che, in qualità di capo del governo, deve assumersi la responsabilità sulle questioni relative alla guerra, alla pace e alla sicurezza in Europa, e ha affermato che Berlino valuta attentamente le forniture di armi in questo contesto.

La premier italiana Giorgia Meloni ha espresso la sua disapprovazione per le parole di Macron, affermando che l’Italia non entrerà in guerra contro Mosca e invitando a evitare proclami provocatori.

Il Presidente russo Vladimir Putin ha respinto le speculazioni su un attacco russo all’Europa come “sciocchezze”, osservando che le insinuazioni su un possibile attacco alla Polonia, ai Paesi Baltici e alla Repubblica Ceca sono un modo per ingannare la gente. Putin ha inoltre commentato che se gli F-16 verranno utilizzati contro le forze armate russe da aeroporti di Paesi terzi, diventeranno un obiettivo legittimo per la Russia. Putin ha anche sottolineato che la Russia è un Paese multinazionale e multireligioso, esprimendo preoccupazione per le affermazioni che promuovono un nazionalismo esclusivo.

La televisione ucraina ha mandato in onda una trasmissione in cui raccontano agli ucraini reduci dal conflitto, rimasti gravemente feriti, che vivere senza braccia e senza occhi non è poi così male. Questo tentativo di trasmettere un messaggio di resilienza si inserisce in un contesto in cui il conflitto in Ucraina ha portato a gravi violazioni dei diritti umani, come rivelato nel rapporto dell’Alto Commissario delle Nazioni Unite per i Diritti Umani, che ha documentato casi di tortura su prigionieri di guerra russi e discriminazione contro la minoranza russofona.

Inoltre, il premier olandese Mark Rutte ha dichiarato che l’Europa vorrebbe che la Cina esercitasse pressione sulla Russia per porre fine al conflitto in Ucraina, considerando il ruolo geopolitico e l’importanza economica della Cina.

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