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Rubrica: Notizie dall’Africa – 22 marzo 2024

Prima notizia. La crisi idrica in Sud Africa: una debacle annunciata alle porte delle elezioni.

La recente crisi idrica in Sud Africa ha confermato le previsioni di lunga data sulla scarsità di acqua nel paese. Questo si è verificato in un momento sfortunato per il partito al governo, poiché è accaduto due mesi prima delle elezioni. Johannesburg, la città più grande, è rimasta senza acqua per quasi due settimane questo mese, mentre il fornitore regionale ha avvertito che i sistemi idrici delle principali aree metropolitane del paese sono vicini al collasso, coinvolgendo una popolazione di oltre 13 milioni di persone. Questa crisi ha fatto sì che le élite urbane del paese prendessero coscienza che la scarsità idrica è un problema imminente che riguarda non solo le città remote, ma anche quelle urbane.

Le cause della crisi includono mancanza di investimenti, scarsa manutenzione, pianificazione inadeguata, incompetenza e corruzione diffusa, simili alle problematiche che hanno causato altri problemi infrastrutturali come blackout elettrici e blocchi nei trasporti. Johannesburg, ad esempio, perde più del 40% dell’acqua acquistata a causa di perdite e furti.

Il ministro dell’Acqua Senzo Mchunu ha elaborato piani per affrontare la situazione, tra cui riforme e coinvolgimento del settore privato. Tuttavia, molti alti funzionari del partito al governo hanno mostrato inattività fino alla sua nomina nel 2021, il che ha suscitato delusione. Molti residenti vedono questa situazione come un’ulteriore delusione da parte del governo.

Seconda notizia. Elezioni tumultuose in Senegal: Alla ricerca di un nuovo leader.

Domenica, il Senegal si prepara a eleggere un nuovo leader dopo un periodo tumultuoso. Diciannove candidati competono per sostituire il presidente Macky Sall, con due principali contendenti: Amadou Ba, ex primo ministro e candidato della coalizione di governo, e Bassirou Diomaye Faye, il principale rappresentante dell’opposizione dopo l’esclusione del leader Ousmane Sonko. Le elezioni, originariamente previste per febbraio ma ritardate da Sall fino a dicembre, hanno suscitato proteste e controversie politiche. Nonostante l’agitazione, l’evento è un sollievo per molti, segnando la prima volta dal 1960 che nessun candidato in carica partecipa. Tuttavia, la crisi ha scosso la stabilità democratica del Senegal. Domenica, più di sette milioni di elettori registrati voteranno, con l’obiettivo di eleggere un presidente con più del 50% dei voti per evitare un ballottaggio. Bassirou Diomaye Faye emerge come uno dei principali candidati dell’opposizione, prendendo il posto di Sonko, impedito di candidarsi a causa di accuse di diffamazione.

Terza Notizia. Interruzioni di rete in Africa: Taglio dei cavi sottomarini.

I principali fornitori di rete in Africa hanno confermato il taglio di quattro cavi di telecomunicazioni sottomarini, causando gravi interruzioni della connessione in circa 12 paesi dell’Africa occidentale e centrale. Le società di telecomunicazioni stanno affrontando la situazione adottando diverse strategie, tra cui il reindirizzamento del traffico attraverso il Brasile e l’utilizzo di cavi terrestri transfrontalieri. I cavi danneggiati includono il WACS, l’ACE, il SAT3 e il MainOne, fondamentali per la connettività Internet nell’area, e la gravità dei guasti richiede tempi più lunghi per essere risolti completamente. Questo evento rappresenta uno dei più gravi disservizi degli ultimi anni e sottolinea l’importanza di mantenere e proteggere le infrastrutture di comunicazione globali.

Quarta notizia. Ristrutturazione del Debito: Zambia e Ghana in Negoziazione con gli Investitori.

Gli investitori stranieri sono pronti a riavviare i colloqui con i funzionari dello Zambia su un accordo per ristrutturare 3 miliardi di dollari di obbligazioni globali. Questo segna un potenziale punto di svolta negli anni di sforzi della nazione dell’Africa meridionale per uscire dal default. Le parti stanno cercando di raggiungere un accordo prima della riunione del Fondo Monetario Internazionale del mese prossimo a Washington, e un accordo potrebbe arrivare entro pochi giorni. I progressi nei negoziati, a lungo in fase di stallo, arrivano mentre il Ghana ha anche dato il via ai colloqui con gli obbligazionisti mentre cerca di rielaborare circa 13 miliardi di dollari delle sue passività.

Quinta notizia. Zimbabwe: Nuovo Percorso verso una Valuta Stabile.

Lo Zimbabwe sta cercando di stabilizzare la sua valuta attraverso un nuovo percorso, mirando a sostituire il suo quasi senza valore dollaro locale con un tasso di cambio basato sull’oro. Questa è la sesta volta che il paese tenta di ottenere una valuta funzionale dal 2008, quando l’iperinflazione lo ha reso privo di valore. Il ministro delle Finanze, Mthuli Ncube, ha dichiarato che questo movimento mira a garantire una crescita sostenuta, collegando il tasso di cambio a asset durevoli come l’oro. Questo potrebbe aiutare a stabilizzare il valore della valuta e a ridurre l’instabilità finanziaria, anche se non c’è ancora una data precisa per l’introduzione della nuova valuta sostenuta dall’oro. Lo Zimbabwe ha sperimentato varie valute dal 1980, ma molte sono state evitate dai cittadini e dalle imprese. L’attuale valuta, conosciuta come dollaro, bondnotes o ZWL, ha perso rapidamente valore a causa della sovrastampa di banconote e della mancanza di fiducia. L’approccio di collegare la valuta a un asset sottostante come l’oro potrebbe garantire stabilità e fiducia, ma resta essenziale la responsabilità fiscale e il controllo dell’offerta di moneta per il successo di questa iniziativa.

Sesta notizia. Gli Emirati Arabi Uniti emergono come attori chiave nell’espansione economica in Africa.

Gli Emirati Arabi Uniti (EAU) stanno dimostrando un impegno deciso nel guadagnare peso geopolitico e ampliare la propria influenza economica. Nel 2021, hanno annunciato piani aggressivi di espansione verso mercati al di là dei loro confini tradizionali. In particolare, gli EAU si sono concentrati su investimenti nelle economie africane, superando gli impegni di qualsiasi altro paese. Questa mossa li ha portati a competere con attori consolidati come Cina e Francia per l’influenza sul continente africano.

Abu Dhabi, la capitale degli EAU, ha canalizzato flussi di cassa significativi verso l’Africa. Questi investimenti sono mirati a settori chiave come infrastrutture, energia, trasporti, logistica e tecnologia. Nel corso dell’ultimo decennio, gli EAU sono emersi come il quarto investitore globale in Africa, seguendo Cina, Europa e Stati Uniti. Questo impegno è stato accompagnato da una spinta diplomatica concertata, che riflette in parte anche nei vicini degli EAU, come Arabia Saudita e Qatar.

La Cina, in particolare, ha investito miliardi di dollari in Africa, costruendo infrastrutture e ottenendo accesso a risorse. Si stima che la Cina abbia un portafoglio di progetti infrastrutturali del valore di 154 miliardi di dollari nel continente. Tuttavia, gli EAU stanno rapidamente emergendo come uno dei principali attori nel mercato africano, con investimenti significativi in progetti come l’Agtech Park in Egitto.

L’approccio degli EAU, basato su investimenti mirati e diplomazia attiva, potrebbe contribuire a ridefinire l’equilibrio di potere in Africa e a creare nuove opportunità di sviluppo economico per il continente.

Ultima notizia. Sudan: Forza maggiore sulle esportazioni petrolifere e detenzione di al-Bashir.

Il Sudan ha annunciato una forza maggiore sulle esportazioni di petrolio provenienti dal vicino Sud Sudan. Questa decisione è stata presa a causa di una grave rottura in un oleodotto situato in una zona di guerra. La forza maggiore consente al Sudan di saltare gli obblighi contrattuali, impedendo ai tecnici di raggiungere la zona per effettuare le riparazioni necessarie. Questa situazione mette sotto pressione le infrastrutture petrolifere del Sudan, che sono già state colpite dalla guerra civile scoppiata nell’aprile dello scorso anno.

Inoltre, il Sudan Tribune ha segnalato che l’ex leader sudanese Omar al-Bashir, ricercato dalla Corte penale internazionale per genocidio, è attualmente detenuto dai militari in una località non specificata.

Questa situazione rappresenta una sfida significativa per l’economia del Sudan, poiché il paese dipende in gran parte dalle entrate generate dal petrolio trasportato attraverso il vicino Sud Sudan per la vendita internazionale. La guerra civile e le difficoltà logistiche stanno mettendo a rischio la sostenibilità di queste esportazioni. Inoltre, la rottura dell’oleodotto e la detenzione di al-Bashir aggiungono ulteriori complicazioni a questa situazione già complessa.

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