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Maschera di ferro e facce di bronzo

Julian Assange è noto per essere il fondatore di Wikileaks ed è in prigione dal 2019 nel Regno Unito, per volere degli Stati Uniti che lo accusano di avere divulgato segreti militari nel 2010 e 2011.

Chi è Julian Assange?

Assange ha una lunga esperienza nella programmazione informatica volta ad avere accesso a file riservati.

Nel 1995 era stato multato in Australia come hacker e aveva evitato la prigione con la promessa di non farlo più.

Nel 2006 ha fondato WikiLeaks, tramite il quale ha pubblicato più di dieci milioni di documenti relativi a rapporti confidenziali e riservati su guerre, spionaggio e corruzione.

Nel 2010 ha rilasciato un video con delle riprese effettuate da un elicottero militare Apache statunitense che mostrava dei civili uccisi nella capitale dell’Iraq, Baghdad. Il Pentagono rilasciò una dichiarazione che, in sostanza, negava l’esistenza di tale video.

Sempre nel 2010 ha pubblicato migliaia di documenti confidenziali forniti da un’analista dell’Intelligence dell’esercito USA, Chelsea Manning, che, in seguito a ciò, è stata licenziata: si badi bene licenziata non arrestata.

La serie di documenti rilasciata è stata denominata “Omicidio collaterale, 5 aprile 2010.”

Questi documenti, che sono la causa di tutto quanto accaduto a Julian Assange dal 2010, dimostrano l’uccisione da parte di militari statunitensi di centinaia di civili in incidenti per i quali mancano rapporti ufficiali, durante la guerra in Afghanistan.

Il Dipartimento di Giustizia degli USA ha descritto questo rilascio di documenti come “una delle maggiori compromissioni di informazioni classificate nella storia degli Stati Uniti”.

Le autorità statunitensi hanno affermato che la pubblicazione ha messo in pericolo molte persone in Afghanistan, mentre Assange controbatte affermando che i files espongono seri abusi fatti dalle forze militari statunitensi e che il caso è stato montato contro di lui politicamente.

La CIA e Clinton

Nel 2016 rilascia le e-mail del Democratic National Committee (DNC), che rivelano accordi per dirottare le primarie Dem a favore di Hillary Clinton. Contrariamente a quanto fatto credere a tutto il mondo, le e-mail non sono state rilasciate da un hackeraggio russo, ma da un funzionario della DNC indignato da tali “giochi”.

La maggiore rivelazione di Assange riguarda un programma di spionaggio della CIA, nel 2017. Nonostante WikiLeaks abbia trattenuto alcuni documenti per non compromettere la sicurezza nazionale, questo ha provocato grave imbarazzo alla CIA.

Assange aveva chiesto ed ottenuto asilo politico all’Ambasciata dell’Ecuador nel 2012, dopo altre battaglie legali per un caso montato contro di lui per ottenere l’estradizione in Svezia. Le accuse erano di violenza sessuale su una donna mentre lui era in Svezia.

Il suo soggiorno nell’Ambasciata dell’Ecuador è durato sette anni. Durante questo periodo diverse celebrità americane sono andate a trovarlo per manifestare la loro solidarietà.

Purtroppo, nel 2019 il nuovo Presidente ecuadoregno, Lenin Moreno, ordina che Assange lasci l’Ambasciata, con la motivazione di un comportamento “scortese e aggressivo”. La polizia inglese entra all’interno dell’Ambasciata ed arresta Assange. Dopo questo arresto, a novembre 2019 le autorità svedesi rinunciano a portare avanti le accuse contro di lui, perché è “passato troppo tempo” rispetto al presunto reato.

Julian Assange ha lottato a lungo contro la richiesta di estradizione, con una serie di appelli al tribunale, ma nel 2019 è arrivata la sentenza ed è stato arrestato e portato nella prigione di massima sicurezza Belmarsh.

Nel 2021 e nel 2022, nonostante le richieste degli avvocati alla Corte Europea dei Diritti Umani di prendere in carico il caso, respinte dalla Corte stessa, è stata confermata la sentenza di estradizione.

Il 20 e 21 febbraio 2024 è stato accolta la mozione degli avvocati di Assange per evitare l’estradizione verso gli USA. Come è stato scritto su WikiLeaks “è probabilmente l’ultima chance di Julian per evitare l’estradizione negli Stati Uniti”.

I lunghi anni che ha trascorso in prigione da uomo innocente sono una vergogna per il sistema giudiziario in genere.

Con le tante evidenze che sono venute alla luce sin dalla prima udienza del 2019, così come la violazione dei diritti legali e la rivelazione che ufficiali degli USA sono coinvolti in programmi per assassinare mio marito, è impossibile che per Julian vi sia la possibilità di un processo equo e men che meno garanzie per la sua incolumità fisica nel caso fosse estradato. La persecuzione di questo giornalista e editore innocente deve finire.

Queste le parole di Stella Assange, moglie nonché avvocato di Julian.

I pericoli dell’estradizione

Il 6 febbraio 2024, Alice Jill Edwards, funzionario dirigente del dipartimento delle Nazioni Unite “Torture e altri trattamenti disumani crudeli o degradanti”, ha richiesto che il governo britannico blocchi l’imminente estradizione di Assange negli USA, “considerata la realistica preoccupazione che, se estradato, potrebbe dover affrontare trattamenti disumani, consistenti in torture o altre forme di punizione”.

il rischio di essere sottoposto ad un prolungato isolamento carcerario, nonostante le sue precarie condizioni di salute mentale e fisica,  […] fanno sorgere il dubbio che l’estradizione del signor Assange verso gli Stati Uniti sia compatibile con la ‘International Human Rights Obligations’ del Regno Unito, in special modo l’articolo 7, […] così come l’articolo 3 della ‘Convenzione contro la Tortura’ e la ‘Convenzione Europea dei diritti dell’Uomo.’ Ha aggiunto Alice Jill Edwards.

Julian Assange è un giornalista intelligente e brillante, perseguitato per avere divulgato verità scomode. È stato criticato anche da alcuni suoi colleghi.

Tucker Carlson è andato a trovare ed intervistare Julian Assange nella prigione inglese. Al momento non ha ancora rilasciato l’intervista né commentato l’incontro.

Nel 2011 una delle riflessioni più acute ed attuali di Assange:

L’obiettivo è utilizzare l’Afghanistan per riciclare denaro dal gettito delle tasse degli statunitensi e degli europei attraverso l’Afghanistan e restituirlo nelle mani dell’élite della sicurezza transnazionale. L’obiettivo è una guerra infinita, non una guerra di successo.”

Questa frase è di grande attualità se pensiamo a quante guerre ci sono nel mondo e quanti focolai per iniziarne altre.

Libertà di stampa: questa sconosciuta

Julian Assange è stato colpito pesantemente, rinchiuso in quella prigione inglese, che viene paragonata a Guantanamo, perché giornalista reale, capace di trovare notizie, informazioni e con il coraggio di pubblicarle senza cedere alle pressioni dei “poteri costituiti”.

Davvero possiamo parlare di libertà di stampa? Cosa è in effetti? Le notizie rilasciate dai mass-media mondiali sembrano più dei comunicati stampa, messaggi promozionali che reale giornalismo.

Difficile trovare un uomo come lui in questi tempi.

Uno dei pochi che mi viene in mente è Giulietto Chiesa che, nel suo ultimo video-messaggio, ha anticipato con la lucidità e grande intelligenza che lo distingueva, tutto quanto sta accadendo ora. Nel suo ultimo video parla di Julian Assange e dei pericoli che lui e i pochi reali giornalisti corrono. Era il 25 aprile 2020 ed il 26 aprile fu trovato alle 3 del mattino privo di vita: la sua morte è ancora avvolta dal mistero e tanti dubbi.

I poteri sovranazionali, quelli non eletti da nessuno, non accettano persone in grado di ragionare, di mettere insieme le informazioni e di divulgarle senza “sporcarle” con le proprie opinioni, lasciandole libere di circolare in modo integro.

Le cosiddette élite, quelle che si incontrano a Davos, pubblicamente, e in altri luoghi, in segreto, hanno narcotizzato le menti di molti esseri umani. Hanno reso massa gli individui, che hanno iniziato a pensare e ad agire nel modo che è stato loro insegnato ed indotto.

Se riflettiamo sulla sua vicenda, dopo aver percorso brevemente i tratti salienti e più significativi, rimane un grande interrogativo: perché un giornalista che ha fatto solo il suo dovere, di nazionalità australiana, è stato condannato a lunghi anni di dura prigione inglese per conto degli Stati Uniti e per un non reato?

Davvero possiamo parlare di democrazia e libertà in questa parte di mondo di cui facciamo parte? Davvero possiamo dire che esistano delle nazioni indipendenti?

La realtà, come abbiamo cominciato a delinearla in questa serie di articoli, è che i poteri non sono nazionali e governativi, bensì sovranazionali e trasversali.

Julian Assange ha diritto di tornare a vivere la sua vita di uomo, padre, marito e giornalista, alla luce del sole, non rinchiuso in una cella di massima sicurezza solo perché ha fatto il suo lavoro. Non ha ucciso, non ha ferito né messo bombe…

Essere Julian Assange non è facile e non è per tutti.

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