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Le pillole di Vladimir e di Tucker

Giovedì 8 febbraio 2024 è andata in rete l’intervista più attesa dalle persone di tutto il mondo e la più osteggiata dal deep state mondiale.

Tucker Carlson, giornalista licenziato dalla Fox a causa della sua eccessiva indipendenza, sincerità e spirito critico, ha avuto la possibilità di intervistare il Presidente della Russia Vladimir Putin. Aveva già tentato in passato di ottenere una intervista ma a causa del clamore mediatico, fatto esplodere ad arte, aveva dovuto rinunciare.

L’intervista, durata poco più di due ore, è stata vista da centinaia di milioni di persone in tutto il mondo.

Perché cercare di impedire un’intervista? Perché i mass-media statunitensi e i politici Dem hanno invitato gli americani a non guardarla?

La parte iniziale ha visto il Presidente Putin spiegare con estrema calma e chiarezza la storia della Russia, con la sua affermazione introduttiva rivolta a Carlson: “So che lei è laureato in storia […] la mia breve introduzione serve a far capire come siamo arrivati a questo.”

Questa introduzione, che per gli standard occidentali e, soprattutto, americani, non è stata breve e sicuramente inusuale, ha reso evidente l’impazienza di Carlson, anche agli occhi attenti di Putin che lo ha redarguito, come farebbe un professore, con bonaria fermezza.

Proprio tale aspetto ha colpito le persone, soprattutto anglosassoni: hanno compreso che Putin non è il dittatore sanguinario, aggressivo e pazzo come lo hanno dipinto i mass-media e i globalisti mondiali.

In questa intervista ha dimostrato di essere colto, molto intelligente, ironico e garbato. Insomma, un disastro per la macchina del fango occidentale.

I punti principali dell’intervista

L’introduzione fatta da Putin sulla storia della Russia, che dimostra, con documenti originali, che l’Ucraina era russa, l’aver consegnato copia di questi documenti, in lingua originale, a Carlson, sottolineando più volte che provengono dagli antichi archivi storici, è molto importante per gli occidentali, che difettano spesso di scarsa memoria e cultura storica.

L’Ucraina sovietica, la Repubblica Sovietica d’Ucraina, che prima non esisteva, fu voluta da Lenin.

Putin spiega:

Stalin insisteva affinché quelle repubbliche fossero incluse nell’URSS come entità autonome. Per qualche ragione inspiegabile, Lenin, il fondatore dello Stato sovietico, insistette affinché avessero il diritto di ritirarsi dall’URSS. E, sempre per ragioni sconosciute, trasferì alla neonata Repubblica Sovietica d’Ucraina alcune terre insieme alle persone che vi abitavano, anche se quelle terre non erano mai state chiamate Ucraina, eppure facevano parte di quella Repubblica sovietica dell’Ucraina. Queste terre includevano la regione del Mar Nero, che fu ricevuta sotto Caterina la Grande e che non aveva alcun legame storico con l’Ucraina. […] Dopo la Seconda Guerra Mondiale, l’Ucraina ricevette, oltre alle terre che prima appartenevano alla Polonia, parte delle terre che in precedenza appartenevano all’Ungheria e alla Romania. […]. Così alla Romania e all’Ungheria alcune delle terre furono portate via e cedute all’Ucraina e continuano a far parte dell’Ucraina. Quindi, in questo senso, abbiamo tutte le ragioni per affermare che l’Ucraina è uno stato artificiale, formato per volontà di Stalin”.

Il crollo dell’Unione Sovietica nel 1991, “è stato effettivamente avviato dalla leadership russa”.

“[…] penso che l’allora leadership russa credesse che i fondamenti della relazione tra Russia e Ucraina fossero saldi: una lingua comune, con più del 90% della popolazione che parlava russo; legami familiari, una persona su tre aveva qualche tipo di legame familiare o di amicizia; cultura comune; storia comune; fede comune; coesistenza all’interno di un unico stato per secoli ed economie profondamente interconnesse. Tutti questi erano fattori fondamentali. Tutti questi elementi insieme rendono inevitabili le nostre buone relazioni.

Il secondo punto è molto importante. Voglio che anche tu, come cittadino americano, e i tuoi telespettatori lo sappiate. L’ex leadership russa riteneva che l’Unione Sovietica avesse cessato di esistere e quindi non esistessero più linee di divisione ideologiche. La Russia ha addirittura acconsentito, volontariamente e in modo proattivo, al crollo dell’Unione Sovietica e credeva che ciò sarebbe stato interpretato dal cosiddetto e tra virgolette “Occidente civilizzato” come un invito alla cooperazione e all’associazione. Questo è ciò che la Russia si aspettava sia dagli Stati Uniti che dal cosiddetto Occidente collettivo nel suo insieme.

C’erano persone intelligenti, anche in Germania. Egon Bahr, un importante politico del Partito socialdemocratico, che nei suoi colloqui personali con la leadership sovietica sull’orlo del crollo dell’Unione Sovietica, ha insistito sulla necessità di instaurare un nuovo sistema di sicurezza in Europa, che prevedeva l’unificazione della Germania e un nuovo sistema che includesse Stati Uniti, Canada, Russia e altri paesi dell’Europa centrale. Aveva affermato anche che la NATO non avrebbe dovuto espandersi, perché in quel caso tutto sarebbe rapidamente tornato come ai tempi della guerra fredda, solo più vicino ai confini della Russia. È tutto. Era un vecchio saggio, ma nessuno lo ascoltava. Aveva ragione, tutto è successo proprio come aveva detto.

Il tradimento della NATO

Putin sottolinea che non ha interesse di parlare di chi ha paura di chi, dopo una breve ed efficace disamina politico-economica della Cina, che, da tempo, ha superato economicamente gli Stati Uniti.

Ma, forse, uno dei punti che meno avrebbero voluto sentire i globalisti, è la disamina serena, a tratti fatta con una lucidità molto fredda, degli accordi disattesi dalla NATO.

“Ci avete ingannato (non parlo di voi personalmente quando dico “voi”, ovviamente parlo degli Stati Uniti), la promessa era che la NATO non si sarebbe espansa verso est, ma è successo cinque volte, ci sono state cinque ondate di espansione. Tolleravamo tutto questo, cercavamo di persuaderli, dicevamo: ‘Per favore, no, ora siamo borghesi come voi, siamo un’economia di mercato e non esiste il potere del Partito Comunista. Negoziamo’. Inoltre, l’ho già detto pubblicamente in passato (guardiamo ora ai tempi di Eltsin), c’è stato un momento in cui una certa spaccatura ha iniziato a crescere tra noi. Prima di ciò, Eltsin venne negli Stati Uniti, ricordate, parlò al Congresso e disse le belle parole: “Dio benedica l’America”. Tutto quello che ha detto erano segnali: fateci entrare.”

Putin ha ricordato quanto accaduto in Yugoslavia nel 1999:

Sono stati gli Stati Uniti a far uscire il genio dalla lampada. Inoltre, quando la Russia ha protestato ed espresso il suo risentimento, cosa è stato detto? La Carta delle Nazioni Unite e il diritto internazionale sono diventati obsoleti. Adesso tutti invocano il diritto internazionale, ma allora cominciarono a dire che tutto era superato, tutto andava cambiato. Certo, alcune cose vanno cambiate perché sono cambiati gli equilibri di potere, è vero, ma non in questo modo. Eltsin fu subito trascinato nel fango, accusato di alcolismo, di non capire nulla, di non sapere nulla. Aveva capito tutto, te lo assicuro.

La questione più scottante: l’Ucraina.

La leadership americana esercita pressioni e tutti i membri della NATO votano obbedientemente, anche se qualcosa non gli piace. Ora vi dirò cosa è successo a questo proposito con l’Ucraina nel 2008, […], non vi dirò nulla di nuovo. […] ci era stato promesso: niente NATO a est, neanche un centimetro a est, come ci era stato detto. E poi cosa? Hanno detto: “Beh, non è scritto sulla carta, quindi ci espanderemo”. Quindi ci sono state cinque ondate di espansione, gli Stati baltici, l’intera Europa orientale e così via.

E ora vengo alla cosa principale: alla fine sono arrivati ​​in Ucraina. Nel vertice di Bucarest del 2008 dichiararono che le porte per l’adesione di Ucraina e Georgia alla NATO erano aperte.

[…] La Germania, la Francia sembravano contrarie così come alcuni altri paesi europei. Ma poi, come si è scoperto più tardi, il presidente Bush, è un tipo davvero duro, un politico duro, come mi è stato detto più tardi da parte tedesca: ‘ha esercitato pressioni su di noi e abbiamo dovuto essere d’accordo’. È ridicolo, è come all’asilo. Dove sono le garanzie? Che asilo è questo, che tipo di persone sono queste, chi sono? Vedi, sono stati pressati, hanno accettato. E poi dicono: ‘L’Ucraina non entrerà nella NATO, lo sai’.

 Io dico: ‘Non lo so, so che hai accettato nel 2008, perché non sarai d’accordo in futuro?’. ‘Bene, loro ci hanno insistito allora.’ Dico: ‘Perché non insisteranno domani? E sarai d’accordo di nuovo. ‘

Il colpo di stato, il gasdotto e la denazificazione

È stato commesso un colpo di stato, anche se, non entrerò ora nei dettagli perché trovo che ciò sia inappropriato. […] Con l’appoggio della CIA, ovviamente. […] Così, nel 2008, per l’Ucraina si sono aperte le porte della NATO.

Nel 2014 c’è stato un colpo di stato, hanno iniziato a perseguitare coloro che non accettavano il colpo di stato, ed è stato davvero un colpo di stato, hanno creato una minaccia per la Crimea che dovevamo prendere sotto la nostra protezione. Hanno lanciato una guerra nel Donbass nel 2014 con l’uso di aerei e artiglieria contro i civili. Questo è quando è iniziato. C’è un video di aerei che attaccano Donetsk dall’alto. Hanno lanciato un’operazione militare su larga scala, poi un’altra. Quando fallirono, iniziarono a preparare quello successivo. Tutto questo nel contesto dello sviluppo militare di questo territorio e dell’apertura delle porte della NATO. Come non esprimere preoccupazione per quanto stava accadendo? “

Il Presidente Putin ha ricordato gli accordi di Minsk disattesi dai paesi firmatari, ha ricordato la questione del gasdotto fatto saltare in aria e ha puntato il dito, ancora una volta sui servizi segreti occidentali in modo chiaro. Ha chiarito che l’operazione speciale russa punta alla totale denazificazione dell’Ucraina.

Il punto più forte dell’intervista è stato quando Putin ha fatto notare che:

La vostra classe dirigente politica non capisce che il mondo sta cambiando (in circostanze oggettive), e per preservare il vostro livello – anche se qualcuno aspira, scusatemi, al livello di dominio – dovete prendere le giuste decisioni in modo più competente e tempestivo. Tali azioni brutali, anche nei confronti della Russia e, ad esempio, di altri paesi, sono controproducenti.”

L’intervista è stata molto lunga: Putin ha affrontato il tema della spiritualità russa, della capacità di far coesistere differenti religioni pacificamente, ha parlato dell’intelligenza artificiale e di Elon Musk. Ha toccato davvero molti punti importanti ma…

In una intervista rilasciata alla televisione russa, commentando la sua intervista con Carlson, ha espresso delusione per non avere avuto la possibilità di affrontare altri temi, poiché il giornalista non gli ha fatto domande per le quali si era preparato. Forse si riferiva a quanto trovato dai militari russi nei biolab ucraini?

Eppure, Putin ha fatto un accenno molto importante proprio su Tucker Carlson e sulla CIA, affermando che era lieto che, alla fine, non fosse entrato nell’agenzia.

Chi è davvero Tucker Carlson?

Il padre di Tucker, Dick Carlson, era un agente CIA.

Tucker stesso aveva fatto domanda per entrare nella CIA e, a quanto è dato sapere, non è stato accettato e Putin, durante l’intervista, lo ha sottolineato, senza che il giornalista dicesse una sola parola in merito.

Tucker Carlson ha rapporti molto stretti con il Mossad, e ancora più stretti, con la massoneria.

La sua famiglia di origine è ricca, così come la seconda moglie del padre, erede degli Swanson.

Ha frequentato il Trinity College ed è stato membro del Dan White Club, che è, in sostanza un Intelligence Club. Il suo primo lavoro è stato preso la Heritage Foundation, una società di facciata della CIA, passando poi all’Hoover Institute, sempre nell’orbita di questa.

Ha poi lavorato per la CNN, altra società con forte influenza della CIA, per il Wall Street Journal e MSNBC, prima di arrivare alla Fox Inc.

È stato a lungo iscritto nel partito Dem e feroce critico nei confronti di Donald Trump, come ha ammesso lui stesso, salvo poi diventare un suo sostenitore sedici anni dopo.

Ci sono molti altri aspetti di questo giornalista che mostrano dei lati non troppo chiari.

Se, però, entriamo nell’ottica che determinate famiglie hanno un certo peso nella vita culturale e politica della propria nazione, se ipotizziamo che questo brillante giornalista, che ha uno staff eccezionale, non sia stato ‘rifiutato’ dalla CIA, possiamo concludere che il cambiamento in atto negli Stati Uniti è stato concertato a livello molto alto e trasversale, ed investirà tutto il mondo.

L’intervista è servita a comunicare a tutte le fazioni mondiali in campo questo cambiamento.

Credits: foto di Tucker Carlson

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