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La Tirannia Digitale: Come le Nuove Leggi Sanitarie Ci Portano verso la Schiavitù

Il decreto legge 2 marzo 2024, n. 19, contiene ulteriori disposizioni urgenti per l’attuazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR), un documento strategico che l’Italia ha presentato alla Commissione Europea per accedere ai fondi del programma Next Generation EU. Questo programma, un pacchetto da 750 miliardi di euro, è stato concordato dall’Unione Europea in risposta alla crisi pandemica.

Il PNRR prevede investimenti e riforme per riparare i danni economici e sociali causati dal COVID-19 (o meglio da chi tira le fila dei burattini al comando delle istituzioni del mondo) e per rendere l’economia e la società italiana più sostenibili, resilienti e pronte alle sfide e alle opportunità della transizione ecologica e digitale (cioè poveri e schiavi). Il PNRR si articola in sei missioni, tra cui il piano Transizione 5.0, che mira a promuovere la trasformazione digitale e ambientale del Paese, basandosi su quattro pilastri: innovazione, inclusione, sostenibilità e competitività. Il decreto legge è stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale Serie Generale n. 52 del 2 marzo 2024 ed è già in vigore dalla medesima data.

Il capo X del decreto legge riguarda le disposizioni urgenti in materia di investimenti del Ministero della salute e si compone di tre articoli: l’articolo 42, l’articolo 43 e 44. Per completezza tratterò tutti e tre gli articoli, ma ho evidenziato le parti di rilievo.

L’articolo 42 introduce alcune modifiche all’articolo 12 del decreto-legge 18 ottobre 2012, n. 179, convertito, con modificazioni, dalla legge 17 dicembre 2012, n. 221, che disciplina il fascicolo sanitario elettronico, i sistemi di sorveglianza nel settore sanitario e il governo della sanità digitale. Le modifiche riguardano:

  • l’inserimento dell’Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali (AGENAS) tra i soggetti che partecipano alla definizione delle linee guida per il fascicolo sanitario elettronico e per i sistemi di sorveglianza nel settore sanitario;
  • l’ampliamento delle attività di valutazione delle tecnologie sanitarie (Health Technology Assessment – HTA) relative ai dispositivi medici, includendo anche quelle di intelligenza artificiale;
  • l’avvio da parte dell’AGENAS delle attività relative alla raccolta e alla gestione dei dati utili, anche pseudonimizzati, per il monitoraggio dell’erogazione dei servizi di telemedicina e per l’attuazione del progetto pilota di intelligenza artificiale che offrirà un servizio di supporto al medico per condurre l’anamnesi e giungere alla diagnosi. Il sistema fornirà informazioni e suggerimenti non vincolanti per condurre, da remoto, la televisita.

La pseudonimizzazione consiste nel trattare i dati personali in modo tale che i dati non possano più essere attribuiti a un interessato specifico senza l’utilizzo di informazioni aggiuntive, a condizione che tali informazioni aggiuntive siano conservate separatamente e soggette a misure tecniche e organizzative intese a garantire che tali dati personali non siano attribuiti a una persona fisica identificata o identificabile.

L’articolo 43 stabilisce che le certificazioni sanitarie digitali, che attestano lo stato di salute di una persona in relazione a possibili malattie infettive o altre condizioni mediche, devono essere compatibili tra loro e riconosciute in tutti i Paesi che fanno parte della rete globale di certificazione sanitaria digitale dell’Organizzazione mondiale della sanità (OMS). Questo serve soprattutto per facilitare il processo di emissione e controllo di tali certificazioni.

A partire dalla data in cui entra in vigore questo decreto, la Piattaforma nazionale digital green certificate (Piattaforma nazionale – DGC), che è stata istituita dall’articolo 9, comma 1, lettera e), del decreto-legge 22 aprile 2021, n. 52, convertito, con modificazioni, dalla legge 17 giugno 2021, n. 87, ha il compito di emettere, rilasciare e verificare le certificazioni di cui al medesimo articolo 9 del decreto-legge n. 52 del 2021, che riguardano la vaccinazione, la guarigione o il test negativo al COVID-19, e anche le altre certificazioni sanitarie digitali che verranno individuate e regolamentate con uno o più decreti del Ministro della salute, adottati di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze e previo parere del Garante per la protezione dei dati personali.

Le certificazioni di cui al comma 1 sono rilasciate in formato digitale, che deve essere conforme alle specifiche tecniche stabilite dalla decisione di esecuzione (UE) 2021/1073 della Commissione, del 28 giugno 2021. Per garantire che la Piattaforma nazionale – DGC possa essere collegata alla rete globale di certificazione sanitaria digitale dell’OMS, e per garantire anche la gestione e la manutenzione ordinaria della stessa, è autorizzata la spesa di euro 3.850.000 per l’anno 2024, che deve essere gestita nell’ambito della convenzione esistente tra il Ministero dell’economia e delle finanze – Dipartimento della Ragioneria generale dello Stato e la società SOGEI S.p.A. A partire dall’anno 2025, per la gestione e la manutenzione ordinaria della Piattaforma nazionale – DGC è autorizzata la spesa di euro 1.850.000 ogni anno, che deve essere gestita nell’ambito della stessa convenzione di cui al primo periodo. Per questo scopo, le risorse di cui al presente comma sono iscritte su un apposito capitolo dello stato di previsione del Ministero dell’economia e delle finanze e costituiscono un aumento del limite di spesa annuo della predetta convenzione esistente.

Per coprire le spese derivanti dai commi 2 e 3, si provvede mediante una corrispondente riduzione dell’autorizzazione di spesa di cui all’articolo 20, comma 1-bis, del decreto-legge 27 gennaio 2022, n. 4, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 marzo 2022, n. 25.

Infine, l’articolo 44 del Codice in materia di protezione dei dati personali, recante disposizioni per l’adeguamento dell’ordinamento nazionale al regolamento (UE) 2016/679 del Parlamento europeo e del Consiglio, relativo alla protezione delle persone fisiche con riguardo al trattamento dei dati personali, nonché alla libera circolazione di tali dati e che abroga la direttiva 95/46/CE, ha modificato il comma 1-bis per prevedere la pseudonimizzazione come mezzo per garantire la riservatezza dei dati personali.

Inoltre, l’articolo 44 ha previsto che il Ministero della salute disciplini, con uno o più decreti adottati ai sensi del comma 1, l’interconnessione a livello nazionale dei sistemi informativi su base individuale, pseudonimizzati, inclusi il fascicolo sanitario elettronico (FSE), compresi quelli gestiti dai soggetti di cui al comma 1-bis o da altre pubbliche amministrazioni che a tal fine adeguano i propri sistemi informativi. I decreti di cui al primo periodo adottati, previo parere del Garante per la protezione dei dati personali, nel rispetto del Regolamento, del presente codice, del Codice dell’amministrazione digitale di cui al decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82, e delle linee guida emanate dall’Agenzia per l’Italia digitale in materia di interoperabilità, definiscono le caratteristiche e disciplinano un ambiente di trattamento sicuro all’interno del quale vengono messi a disposizione dati anonimi o pseudonimizzati, per le finalità istituzionali di ciascuno, secondo le modalità individuate al comma.

Insomma, la schiavitù sanitaria è servita: L’Inesorabile Marcia verso l’Oppressione Digitale e il Declino della Libertà Individuale.

Mi trovi qui:

https://t.me/carmen_tortora1

https://t.me/Franco_Fracassi

https://www.youtube.com/@radio28tvhttps://cambiamentionline.com/

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