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La Smart Cities prigione a cielo aperto

La città diventa smart ovvero dotata di intelligenza artificiale una peculiarità che permette al luogo in cui si vive di compiere azioni attraverso la tecnologia. 

Ovviamente viene proposta come migliorativa della vita dei cittadini, le caratteristiche basilari che vengono descritte da chi governa per renderle accettabili, sono essenzialmente la possibilità dei cittadini di usufruire dei servizi in maniera rapida. L’idea propagandata è dunque quella di creare una relazione tra le infrastrutture sfruttando le nuove tecnologie nei campi della mobilità, della comunicazione, dell’ambiente, dell’efficienza energetica e della sicurezza. Un insieme di strategie di pianificazione ed all’innovazione dei servizi pubblici.

Come idea generale si tratta di un concetto urbanistico di difficile o impossibile applicazione in contesti di città storiche quali quelle italiane, ad esempio. 

smart city in Europa esempi modelli digitalizzazione sostenibilita ambientale modelli di efficienza

Le città intelligenti sono classificate su sei principi di base che sono:

economia intelligente

 • mobilità intelligente

 • ambiente intelligente

 • persone intelligenti

 • vita intelligente

 • governance intelligente

Queste le sei caratteristiche che secondo gli ideatori porterebbero le città a risolvere i problemi. 

All’atto pratico la Città Smart si prefigge di offrire ai propri abitanti l’obiettivo dichiarato di mettere in relazione le infrastrutture della città con le persone, migliorando la mobilità,  fornendo parcheggi pubblici intelligenti, Wi-Fi libera, gestione di aree verdi sempre maggiori e accoglienti, la comunicazione e la telecomunicazione digitale avanzata, le energie rinnovabili, gli edifici intelligenti, i sistemi informatici per l’efficienza energetica intelligente, la pubblica amministrazione digitalizzata, la salvaguardia dell’ambiente, l’efficienza energetica, la sicurezza con l’implementazione di forme di controllo, profilazione del cittadino.  Soddisfacendo i bisogni della gente, ma anche delle imprese e delle istituzioni in un circolo di qualità della vita armonioso ed utopistico… utopistico appunto! 

Le amministrazioni questo già lo sanno!

Stanno appoggiando una transizione del potere dal governo centrale, verso un governo decentralizzato fatto dal capitalismo digitale di un manipolo di filantropi-capitalisti, spinti solo dal desiderio di un efficentamento economico (loro) che è il vero e unico parametro di competizione a discapito delle libertà dei cittadini.

smart city intelligenti futuro

I cambiamenti a cui assistiamo nelle nostre città, indipendentemente dal colore delle giunte che le guidano, sono un attacco diretto ai nostri beni privati e alle libertà individuali.

Tutto si tramuterà in realtà in massificazione del controllo, aggregazione dei dati, ghettizzazioni, esclusioni discriminazioni. 

Le città diventeranno prigioni lager a cielo aperto a loro volta suddivise in ghetti (con zone più o meno accessibili) basati sulla premialita ovvero sulla volontà del cittadino di di accettare vari gradi di controllo e ingerenza che diventeranno sempre maggiori, pena sarà l’esclusione dalla società. 

La crisi economica, l’ impossibilità di spostamenti, l’indebitamento, il disagio e la mancanza di lavoro probabilmente faranno da padroni.  

Una grave involuzione del SE.

Torniamo per un attimo ai lockdown le quarantene pandemiche con milioni di cittadini prigionieri, con regioni a colori, permessi a tempo e uscite di necessità e solo per motivi improrogabili, il tutto in nome di una crisi emergenziale. 

La crisi diventata un mezzo di governo basato sulla paura che attraverso la propaganda allarmista porta ad accettare limitazioni altrimenti inaccettabili, trasformando abilmente e per sempre il concetto di libertà individuale tramutandolo nella normalità della reclusione di massa, così sono stati legittimati il controllo e la localizzazione dei cittadini, in una moderna concezione di “libera prigionia” in nome della salvaguardia, cui tutti o quasi di sono adeguati, con obbedienza e sottomissione.  

Di crisi in crisi ora siamo giunti alle Smart Cities, che secondo la narrativa imperante serviranno al pianeta e all’uomo per salvarli dall”inquinamento e dalla crisi climatica. 

Così la tecnocrazia concepisce per noi nuove dimensioni di tecno città. 

Nel più totale delirio ambientalista per la paventata necessità della salvaguardia della salute e ancora una volta in nome del benessere comune. Si cela invece la ragione reale di questo repentino cambio di stile di vita e abitudini, ovvero l’attuazione dell’Agenda 2030 del Word Economic Forum finanziata da corporation e numerosi soggetti internazionali tra cui vari Filantropi, la Banca Mondiale, l’ONU, il WEF.

Ci aspettano zone a traffico limitato, le videocamere di sorveglianza, i microfoni ambientali e i sensori di profilazione, l’internet delle cose, l’uso dell’intelligenza artificiale e del pre crimine, l’analisi degli spostamenti, la lettura sul labiale, l’ascolto delle conversazioni anche all’aperto, lo studio delle immagini, le piattaforme di identità digitale fino ai sistemi di credito sociale. 

Il punteggio sociale con classificare le persone in base al comportamento o alle caratteristiche personali. 

l’uso di sistemi di identificazione biometrica remota “in tempo reale” e “a posteriori” in spazi accessibili al pubblico.

 I sistemi di categorizzazione biometrica basati su caratteristiche sensibili, ad esempio genere, razza, etnia, cittadinanza, religione, orientamento politico. 

I sistemi di polizia predittiva, basati su profilazione, ubicazione o comportamenti criminali passati. 

I sistemi di riconoscimento delle emozioni utilizzati dalle forze dell’ordine, nella gestione delle frontiere, nel luogo di lavoro e negli istituti d’istruzione. 

L’estrazione non mirata di dati biometrici da Internet o da filmati di telecamere a circuito chiuso per creare database di riconoscimento facciale in violazione dei diritti umani e del diritto alla privacy. 

Questa è la società del controllo distopica e totalitaria che ha ideato per noi chi viaggia in jet privato in totale contrapposizione a chi non dovrebbe avere neanche l’auto! 

Occorre notare come il progetto avanzi rapidamente e come tutto ciò venga realizzato in modo silenzioso, nella quasi totale ignoranza dei cittadini, i quali, distratti da mille criticità, abituati all’obbedienza e indottrinati a dovere, si ritroveranno, ad accettare, queste gravissime disposizioni liberticide come un qualcosa di ineluttabile, sacrificando sull’altare del green, ancora una volta la propria libertà e i propri diritti fondamentali, anche economici, in nome di un bene comune.

La soluzione non potrà che passare da una chiara presa di coscienza da parte delle persone le quali, se vorranno vivere una vita attiva, assertiva e dignitosa, dovranno necessariamente fare lo sforzo di documentarsi elevando la propria consapevolezza, ritrovando forza e coraggio di opposizione.

Serve la concezione del SE nello spazio e nel tempo. 

Serve un cambio di paradigma. 

Serve il pensiero critico e libero. 

Serve capire la situazione e smettere di credere alle menzogne che vengono propinate per mantenerci spaventati, ignoranti ed obbedienti, sottomessi alla loro volontà, solo cosi cesserà l’illusorio potere accentrato da questi pochi potenti.

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