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I Misteri: bambini, angeli e diavoli

Ogni anno a Campobasso, per il Corpus Domini, sfilano i Misteri.

I Misteri di Campobasso sono una delle manifestazioni più rappresentative non solo del Molise ma di tutta l’Italia: non si può parlare di una semplice processione religiosa, sono molto di più.

Rappresentano secoli di storia e di ingegno, creatività e fede.

Le macchine seicentesche dei Misteri furono rinnovate da Paolo Saverio Di Zinno, giovane campobassano che, dopo un fruttuoso tirocinio in Campania, con estro e genialità apportò modifiche che le resero un capolavoro di ingegneria.

Di Zinno, nato nel 1718 a Campobasso, era una artista esperto di scultura sacra e statuaria in legno. Le sue opere si trovano in Abruzzo, Puglia, Molise e Campania.

I Misteri sono nel cuore dei molisani e dalla viva voce appassionata di un esperto del luogo, Franco De Santis, durante una lectio magistralis tenuta presso i locali del Comune di Montagano, ho appreso i segreti che li rendono unici al mondo.

Ironicamente qualcuno dice: “I matti di Campobasso appendono i bambini sofferenti sui Misteri: poveri bambini e pazzi i genitori”, ovviamente nulla di tutto questo.

I numeri dei Misteri

Settantasei figuranti, di cui cinquantotto bambini, sedici adulti, un agnello, un cagnolino, duecentocinquanta addetti al trasporto, tredici capisquadra, tredici vice caposquadra, ventisei addetti ai cavalletti, cinque addetti alle scale, ventisei addetti alla vestizione, cento bandisti divisi in cinque bande da venti elementi, un falegname, un tappezziere, più il servizio d’ordine e servizio sanitario.

Ogni anno raggiungono Campobasso più di centomila persone per assistere a questa rappresentazione.

Il contesto storico

Nella seconda metà del XVI secolo, le principali corporazioni, per rendere omaggio al feudatario in visita allestirono un corteo con rappresentazioni religiose e allegorie, i cosiddetti Trionfi, animate da canti e balli.

I Trionfi erano manifestazioni di avvenimenti reali quotidiani.

Per il popolino vi erano i Trionfi religiosi, rappresentazioni mute che rappresentavano il Vecchio ed il Nuovo Testamento e la rappresentazione più importante era il Corpus Domini.

Nel 1715 la popolazione italiana era prevalentemente contadina e la vita delle persone ruotava principalmente intorno alla Chiesa, intesa sia come luogo di culto che di aggregazione sociale. Accanto alla chiesa, ogni chiesa, c’era una confraternita. Le confraternite aiutavano le persone, che erano perlopiù analfabete, nelle varie questioni burocratiche, nelle successioni, nei servizi sanitari, in cambio di offerte e lasciti testamentari.

Nel XVII e XVIII secolo Campobasso era crocevia di due importanti tratturi ed il commercio era fiorente, ma le vie erano scoscese, ripide e scomode. Durante la processione dei Trionfi accadeva spesso che qualcuno di questi, allestiti su delle barelle, scivolassero e si capovolgessero, suscitando ilarità. Il re di Napoli, che per competenza aveva autorità su Campobasso, emanò un editto nel 1740, con il quale si proibivano i balli durante la processione e l’utilizzo di trombette, imponendo ai parroci di intervenire e fermare le processioni in caso di comportamenti inappropriati, pena pesanti multe.

Le Confraternite di Campobasso si rivolsero a Di Zinno proprio per superare questi divieti.

Egli presentò, dopo qualche tempo, i progetti per ventiquattro Misteri. Erano basati su strutture metalliche con un asse centrale e una serie di assi laterali, abilmente nascosti sotto gli ornamenti della macchina, basandosi sull’esperienza acquisita a Napoli.

Di questi sei non ressero i collaudi. La decisione fu di far uscire 12 Misteri in processione, gli altri sei sarebbero usciti a rotazione negli anni successivi.

Il 26 luglio 1805 vi fu un terremoto devastante in Molise e furono distrutti i 6 Misteri che uscivano a rotazione.

Nella ritirata dall’Italia alla fine della Seconda guerra mondiale, i tedeschi incendiarono il Municipio di Campobasso e, purtroppo, i disegni di Di Zinno andarono persi: nel Museo vi sono delle riproduzioni.

Nel 1958 i fratelli Tucci, fabbri, costruirono il tredicesimo Mistero, basandosi su un disegno rinvenuto casualmente, probabilmente eseguito da Di Zinno: il Sacro Cuore di Gesù.

I protagonisti

I bambini sono i principali protagonisti dei Misteri. Prima di posizionarli sulle strutture si fanno delle selezioni, con delle simulazioni.

I criteri sono la volontà: dopo la prima prova più di un terzo di questi decide di non partecipare, un altro criterio di selezione è il peso e l’altezza, come dai calcoli lasciati da Di Zinno: ogni Mistero deve essere equilibrato secondo precisi criteri di posizionamento. Nel 2023 vi sono state trecentocinquanta domande di partecipazione da parte dei bambini e le loro famiglie.

Molti bambini rimangono a disposizione come riserve, nel caso in cui qualcuno dei bimbi sulle macchine abbia necessità di scendere.

Per i portatori è il caposquadra che sceglie le persone più idonee e motivate: caldo e peso delle macchine richiedono una buona resistenza e la capacità di sopportare la grande fatica.

Le cinque bande suonano il “Mosè” di Rossini, che dà la giusta cadenza alla processione.

La marcia dei Misteri

Il primo Mistero ad uscire è quello di S. Isidoro, protettore dei contadini.

Nel carro vi è un cero (Face) che ha un significato simbolico forte: il fuoco, che ricorre spesso nelle tradizioni molisane, rappresenta la speranza di un buon raccolto ed il ringraziamento alla Terra. Vi è anche un pane (la cosiddetta pizza pane), a forma di ciambella, che è un simbolo importante nelle tradizioni dei paesi mediterranei, rappresentando l’abbondanza e la prosperità donata dal grano. Altro simbolo presente è quello del bastone, che ricorda l’episodio in cui il Santo, che era contadino, fece scaturire l’acqua dal terreno per dissetare il suo padrone, il cavaliere de Vergas.  

Questa macchina è alta 5,10 metri e pesa 490 chili.

Il secondo Mistero è S. Crispino, protettore degli artigiani. Egli era un console romano ma, per sfuggire alle persecuzioni andò in esilio in Francia dove, per vivere, divenne calzolaio.

I bambini hanno ciascuno di loro un simbolo legato alla vita del Santo: la spada è il segno della decapitazione, la palma  simbolo del martirio, la corona è per i meriti del Santo. 

La macchina è alta 4,70 metri e pesa 433 chili.

Il Mistero di S. Gennaro.

I simboli che hanno in mano i bambini sono le ampolle, che rievocano il sangue del Santo, una tabella di legno con la scritta in latino “Est nobis in sanguine vita” cioè “Per noi la vita è nel sangue” ed il simbolo per eccellenza di Napoli: il Vesuvio. Il fiume Sebeto è rappresentato tramite un vecchio seminudo e disteso con in mano una vanga e sotto l’altra una brocca dalla quale fuoriesce dell’acqua.

Questa macchina è alta 5,20 metri e pesa 401 chili.

Il Mistero di Abramo.

I simboli della macchina rappresentano il sacrificio che Abramo era pronto a compiere per obbedienza e fede: il coltello, con cui era pronto a sacrificare il figlio, l’angelo, che lo ferma prima che accada, Isacco, l’altare del sacrificio e l’agnello.

Questa macchina è alta 4,10 metri e pesa 420 chili.

Il Mistero di Maria Maddalena.

In questa macchina sono rappresentati: Maria Maddalena, che era approdata in Provenza, dopo la resurrezione di Gesù, ed il vescovo Massimino, che, recatosi al suo capezzale poco prima che morisse, vide il corpo di Maria sospeso a mezz’aria e la sua anima salire in cielo. In questa macchina una bambina ha in mano l’ampolla contenente l’olio usato da Maria Maddalena per ungere il corpo di Gesù morto in croce, prima di essere deposto nel Sepolcro, come previsto dall’usanza giudaica, e, un’altra bambina ha in mano la Croce.

Questa macchina è alta 5,40 metri e pesa 530 chili.

Il Mistero di S. Antonio Abate, che visse nel deserto e sempre tentato dal demonio.

In questa macchina i simboli rappresentati sono il campanellino che il Santo portava con sé per allontanare la tentazione ed invitare alla preghiera, il bastone degli eremiti, il libro delle preghiere e i diavoli. Uno di questi diavoli è la donzella, una giovane donna, vestita da sposa, che tenta di sedurre il Santo. Nessuno voleva impersonare la donzella, nei secoli scorsi, perché la ragazza veniva identificata come “una donna di facili costumi”, che nessuno voleva sposare. Per ovviare al problema, si ingaggiava “‘o femminiello”, come si diceva a Napoli, che riceveva un lauto compenso. Ora, invece, c’è grande richiesta da parte delle ragazze per impersonare la donzella.

Un particolare curioso e divertente di questo carro sono i caciocavalli che si vedono tra il diavolo a sinistra e la donzella. I Misteri uscivano, nel ‘700, il giovedì del Corpus Domini, e le botteghe erano aperte. Il timore dei commercianti era quello di ricevere una maledizione dai diavoli tale da danneggiare gli affari e, dunque, quando passava questo carro, essi offrivano i prodotti della loro bottega. Ancora adesso, quando la processione passa al mercato coperto, il caseificio Gianfagni, per mantenere la tradizione, apre il negozio e regala ad ogni diavolo un caciocavallo. Dunque, ai diavoli si regalano i caciocavalli e alla donzella la coda alla vaccinara.

Questa macchina è alta 5,80 metri e pesa 493 chili.

Il Mistero dell’Immacolata Concezione.

I simboli di questa macchina sono: la corona di dodici stelle sul capo della Madonna che ha ai suoi piedi la Luna.

Questa macchina è alta 5,80 metri e pesa 436 chili.

Il Mistero di S. Leonardo.

Questo Santo, nato e vissuto in Francia, ottenne dal re il privilegio di liberare tutti i prigionieri che avesse incontrato: per tale motivo è il patrono dei carcerati.

Nel carro vi sono, ai piedi del Santo, due carcerati sorvegliati da un alabardiere.

Questa macchina è alta 5,40 metri e pesa 402 chili.

Il Mistero di S. Rocco

Il santo esule che curava gli appestati che, ammalatosi e restato solo, riuscì a sopravvivere grazie ad un cagnolino che gli portava il cibo.

La macchina rappresenta il Santo con una ferita sulla gamba a causa della peste, il cane, un appestato a terra ed un angelo con un cartello con la scritta: Rochum invoca et sanus eris” che significa “Invoca S. Rocco e sarai guarito”.

Questa macchina è alta 4,80 metri e pesa 378 chili.

Il Mistero dell’Assunta

Rappresenta il momento in cui la Madonna sale in Cielo in anima e corpo: a destra un angelo e a sinistra c’è Gesù che accoglie la Madonna in Cielo.

Questa macchina è alta 6 metri e pesa 495 chili.

Il Mistero di S. Michele

San Michele libera il Trono che Lucifero che voleva occupare per sostituirsi a Dio.

La scena del carro è un trono rovesciato dalla spada di S. Michele, la bocca di un serpente, simbolo dell’inferno che inghiotte i diavoli.

Questa macchina è alta 5,10 metri e pesa 520 chili.

Il Mistero di S. Nicola di Bari

Il carro rappresenta una scena con un bambino di Bari che, rapito dai Saraceni, e venduto ai Babilonesi chiedeva sempre di poter tornare a Bari con un’insistenza tale che, il Santo apparve mentre il bambino stava servendo da bere al re, lo prese per i capelli e lo riportò a Bari. Nel carro vi è un libro con sopra tre sfere d’oro, portato dall’angelo: il libro rappresenta il Vangelo che secondo la tradizione fu donato al Santo dall’Imperatore Costantino, mentre le tre sfere d’oro rappresentano le doti che il Santo diede a tre fanciulle per permettere loro di sposarsi.

Questa macchina è alta 5,30 metri e pesa 605 chili ed è la più pesante.

Il Mistero del Sacro Cuore di Gesù

Questo è il Mistero aggiunto dai fratelli Tucci. È rappresentata la natività: Maria e Giuseppe sono alla base del Mistero, il Santo Nome di Gesù è in cima alla struttura, identificato da un cuore che riporta all’interno le lettere JHS. San Giuseppe ha in mano un bastone fiorito, che, secondo i vangeli apocrifi, fiorì miracolosamente e lo designò come sposo di Maria.

Questa macchina è alta 5,60 metri e pesa 566 chili.


Quando sfilano i Misteri

Quest’anno i Misteri sfileranno il 2 giugno: saranno preceduti dalla Messa nel piazzale del Museo, subito dopo inizierà la vestizione, e, alle 10, usciranno dal Museo per le vie di Campobasso.

Consiglio a chi può di recarsi a Campobasso per vedere una processione unica al mondo.

Questo è il video che ritengo più rappresentativo dei Misteri sfilati l’anno scorso: https://youtu.be/Jd__cpvvziQ?feature=shared

Tradizioni, storia, ricerca e passione sono le chiavi che caratterizzano i Misteri.

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Una risposta

  1. Lo sai da sola che sei una 🖊 d’oro …

    Dotata di grandi capacità anche se penso che faccia sempre piacere sentirselo dire….
    ecco lo dico adesso ……

    Bravissima Manuela. 🙏❤️😊

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