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Balle ecologiche

Ancora una volta le terre fertili e generose dell’Emilia-Romagna sono in pericolo.

L’anno scorso l’incuria di Regione, Provincie e Comuni, ha fatto sì che delle piogge primaverili provocassero dei veri e propri disastri, allagamenti, esondazioni di corsi di acqua, gente sfollata da casa … Aiuto da parte della Pubblica Amministrazione e della Protezione Civile inesistente, tranne che per l’offerta di una ridicola quanto inutile vaccinazione antitetanica.

Ora circa 33 ettari di buona terra sono in pericolo perché è stato deciso, con il consenso del proprietario, di installare un impianto fotovoltaico al suolo gigantesco, con migliaia di pannelli solari semoventi.

L’area individuata per tale impianto è tra Montechiarugolo e Traversetolo, in provincia di Parma.

La preoccupazione degli abitanti del luogo è comprensibile e giustificata.

La società che ha depositato il progetto è la Green Frogs Parma SRL, fondata nel 2023, ancora inattiva e controllata dalla Green Frogs Brescia (Holding), costituita nel 2018 e con un fatturato nel 2022 di circa 185.000 euro.

Il 12 marzo 2024 vi è stata una interrogazione comunale a Montechiarugolo per avere chiarimenti in merito al progetto, durante la quale è stato chiesto quale sia l’impatto ambientale, quanti chilometri saranno scavati, quale è la posizione del Comune in merito a tale progetto e se intenda prendere iniziative per impedire che 330mila metri quadrati di terra vocata all’agricoltura (art. 42 Piano Urbanistico Generale, approvato con D.G.C. n. 26 del 29/03/2022) diventi terreno sterile.

Tale interrogazione è stata presentata ufficialmente dal gruppo consiliare all’opposizione: Vittorio Uccelli, Ermes Bettati, Paolo Caramaschi, Noemi Manzani e Ilaria Negri; il Comune dovrà dare risposta su ogni punto presentato nella successiva seduta comunale.

L’area individuata ricade nella “rete ecologica”, vale a dire un’area “di valore naturale ed ambientale” (art. 42 Pug). In tali aree l’azione comunale tende alla compressione della presenza antropica, ad incentivare l’eliminazione dei pesticidi e a potenziare l’attività ecologica, con la ricostruzione di boschetti e filari.

Ora c’è un progetto mostruoso, mastodontico. […] come si vede dalla foto area”, fa notare la dottoressa Negri.

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Dunque, durante l’escussione della interrogazione, la dottoressa Ilaria Negri ha chiesto specificatamente:

  • quanti chilometri saranno scavati per connetterli alla rete di distribuzione?
  • i pannelli sono semoventi e girano in direzione del sole: sono 25.728 e non è pensabile che siano silenziosi, che non emettano un sibilo.
  • Oltre ai pannelli, vi saranno una serie di infrastrutture, strutture di calcestruzzo, magazzini, uffici…: quanto durerà il cantiere, c’è un cronoprogramma? Che impatto avrà sulla viabilità, poiché vi sarà un notevole incremento della circolazione di grossi camion.
  • Che impatto avrà sull’ambiente, sul paesaggio, la salute pubblica? Poiché è noto l’uso di amianto per tali cantieri.
  • Si è considerato l’inquinamento acustico, quello luminoso e la manutenzione?
  • I pannelli, come prassi di manutenzione programmata, si devono lavare: quanta acqua sarà utilizzata e dove andrà a finire quella utilizzata, piena di sostanze inquinanti?
  • Nelle zone dove sorgerà l’impianto, ci sono delle specie animali protette: cosa accadrà?

La risposta dell’assessore comunale all’ambiente, Maurizio Olivieri, è stata incentrata sui quattro punti della interrogazione esposta dalla dottoressa Ilaria Negri messa a verbale.

Le affermazioni dell’assessore si possono così sintetizzare:

  • il progetto, con tutto ciò che ne consegue, è della Regione;
  • i dettagli di tale progetto sono nel sito della Regione, insieme agli elaborati e cartonati;
  • lo screening sull’impatto e l’iter relativo sono gestiti da ARPAE, che verificherà se è fattibile l’impianto;
  • l’impianto sarà completamente a terra, di potenza nominale di 16,21 megawatt, in un’area agricola di 33 ettari, di cui circa 18 recintati. La parte di terreno interessata del comune di Traversetolo è di circa il 35%, quella di Montechiarugolo circa il 65%. […] L’impianto sarà connesso alla cabina di media tensione, con opere accessorie. […].
  • “L’amministrazione ha inoltre sempre inteso favorire la solarizzazione dei tetti (cominciando dai propri) o comunque l’utilizzo minore possibile di suolo agricolo, nonostante gli impianti fotovoltaici siano potenzialmente ‘reversibili’ dal punto di vista del suolo, anche per non sottrarre risorse all’alimentazione e alla produzione tipica”
  • “Il Comune ha posto dei vincoli ambientali, e, certo, ne richiederà il rispetto. Siamo, tuttavia, lontani dal rifiuto ideologico delle fonti rinnovabili […] ove conforme alle norme. […] In caso di realizzazione, imporrà le misure compensative, ambientali, paesaggistiche ed economiche, previste dalla normativa”

È bene sottolineare, ancora una volta, che i terreni dove dovrebbe sorgere l’impianto, sono coltivati e confinano con la zona di “valore di valore naturale e ambientale” (art. 42 Pug). Le aree di Montechiarugolo ricadono, come detto dalla dottoressa Negri, all’interno della Rete ecologica di bacino (torrente Parma), e della rete ecologica del reticolo minore, con canali irrigui, che sono l’habitat di piante e animali.

Il 16 marzo 2024 c’è stata un’assemblea pubblica dei cittadini a Basilicanova, frazione di Montechiarugolo.

I cittadini hanno espresso le loro perplessità e timori, nonché il fatto che non sia stata informazione adeguata del progetto in itinere, avendone avuto notizia dai giornali. Essi avevano le idee ben chiare. Degno di lode l’intervento in difesa del territorio che ha messo in evidenza la distanza dei burocrati europei ed italiani dalla realtà agricola italiana: essi legiferano senza averne contezza.

Una riflessione su questa vicenda

L’impennata di impianti fotovoltaici nel mondo occidentale atlantista è di proporzioni enormi.

Intorno a questi impianti e progetti gira tanto denaro.

Pochi si chiedono dove e come siano smaltiti tali pannelli, che non sono ad impatto zero sull’ambiente.

Negli Stati Uniti vi sono, letteralmente, intere distese di pannelli lasciati nei terreni perché non è possibile smaltirli. Nessuno, a quanto risulta, ha fatto uno studio delle conseguenze del deterioramento dei pannelli e di quante e quali sostanze inquinanti rilascino, nel terreno.

Le proposte fatte ai proprietari terrieri italiani sono, solitamente, di affitto trentennali: vengono eliminate le coltivazioni per produrre energia che, solo sulla carta, è pulita.

Le offerte sono molto allettanti: arrivano fino a tremila euro per ettaro.

La Coldiretti si è espressa molto duramente quando si è verificato un caso analogo in Friuli-Venezia Giulia.

È necessario uno studio serio ed indipendente che fornisca dati reali su impatto ambientale, campo elettromagnetico e impatto sulla diminuzione della produzione agricola.

È inoltre anomalo che il Comune di Montechiarugolo declini la propria responsabilità. È vero che le Regioni prendono le decisioni in materia, come consentito loro dalla legge, ma è altrettanto vero che delibere e norme regionali vengono pubblicate nei Bollettino Regionale Ufficiale (BUR). Pertanto, sembra strano che l’ufficio legale o il segretario comunale di qualsivoglia comune non abbia contezza della normativa e delle decisioni regionali e debba attendere di leggere il giornale.

La distopia è servita

In effetti, questo è un altro attacco alla nostra agricoltura che mina la nostra capacità di produrre cibo sano e di qualità, sopprimendo la nostra sovranità alimentare.

Tutto ciò è anche in contrasto con la cosiddetta Restoration Law.

Dunque, il futuro delineato dai globalisti di fede neoliberista, è impedire l’uso di terre ed acque per “restituirle” alla natura, ma, al contempo, usare altro terreno fertile per impianti inquinanti, che rilasciano delle sostanze chimiche nei terreni.

Si dovrebbe procedere a rendere “green” le case, con interventi costosi e cappotti termici che prendono fuoco, ma, al contempo, ai soliti noti è stato dato il permesso di costruire delle ville sulle Dolomiti.

Le città stanno diventando dei recinti controllati digitalmente, ma gli appartenenti alla cosiddetta élite viaggiano in jet costosi ed inquinanti.

Si criminalizza la CO2, che è solo per lo 0,004% di natura antropica, ma si favoriscono le guerre, nefaste per le tante persone uccise, mutilate e sfollate, e anche inquinanti.

Uccidono gli animali degli allevamenti, come accaduto in Irlanda, sempre per la famigerata emissione di CO2, ma continuano a favorire quegli allevamenti in mano alle multinazionali che, come le colture, sono intensive, con utilizzo di prodotti chimici pericolosi ed inquinanti.

Ancora una volta George Orwell ci ha avvisati:

“Se tutti i documenti raccontavano la stessa favola, ecco che la menzogna diventava un fatto storico, quindi vera.”

(courtesy of: PIXABAY)

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