di LUCIA CANEPA
Sono confusa, lo ammetto.
In questi ultimi cinque anni ho lottato, e continuo a farlo, per difendere la libertà di scelta e i diritti umani, ma i conti non mi tornano e iniziano a venirmi dei dubbi se il mio agire abbia un senso.
Ho onestamente creduto che le restrizioni del 2020 e i successivi obblighi vaccinali, per arrivare poi fino al green pass, avessero creato i presupposti perché la mente di tutta quella parte di popolazione che ha resistito e che identifico come il “dissenso” fosse più aperta e di conseguenza gli stessi maggiormente consapevoli.
Quel periodo ha rivoluzionato la mia vita e quella di chi ha detto NO alle folli imposizioni che cercavano di imporci.
Persone che si sono rese conto dell’inganno e sono scese in piazza per ribadire la legittimità delle loro scelte combattendo su molti fronti, per tutelare sé stessi, ma anche, indirettamente, per difendere anche i diritti di coloro che non avevano capito e che li attaccavano come untori.
Oggi mi chiedo chi fossero molti di coloro che avevo al mio fianco in quelle battaglie e, soprattutto, quale fosse la molla che li spingeva a dissentire.
Sui vari gruppi di coordinatori trovo gente con paraocchi spessi come quelli per i cavalli. Hanno paura di qualsiasi cosa, prendono per buone tutte le notizie catastrofiche che circolano e non usano il pensiero critico per valutare le reali possibili emergenze perdendo di vista le vere priorità.
Persone che vorrebbero veder cancellati diritti come l’aborto o il divorzio senza che li sfiori minimamente il dubbio che, in un periodo in cui stanno cercando di sottrarci la libertà di scelta, i diritti acquisiti vanno difesi non messi in discussione. Che trovano la remigrazione una soluzione accettabile, ancorché attuabile… che dopo aver “delegittimato” non andando a votare le valide alternative nate nel 2022 e lasciando, di fatto, che fossero eletti i soliti noti, oggi seguono come pecore il “generale” che promette di cacciare gli invasori e di donarci sicurezza.
Curiosamente, proprio in concomitanza della sua, teorica, ascesa su molti gruppi dei “nostri” è un continuo pubblicare notizie che denunciano crimini che extra comunitari commetterebbero nei confronti degli italiani.
Non dubito che siano veri, ma, quando si cerca si trova e certe scelte le trovo pilotate. Ricordo quando erano arrivati in Italia i primi rumeni, ascoltavo ancora i TG, quindi una vita fa… era un continuo denunciare crimini perpetuati da questo popolo, ma mai si accennava alle discriminazioni e alle azioni criminali che gli italiani facevano nei loro confronti.
Come per l’”emergenza” covid i numeri andrebbero sempre contestualizzati altrimenti si può far credere alla massa qualunque cosa.
Io sono esterrefatta. Ci preoccupiamo, giustamente, dei sistemi di controllo, che paventano di imporci, ma non abbiamo dubbi al pensiero di mettere al governo una persona che si è svegliata giusto in tempo per le elezioni, dicendosi da sempre contraria alle imposizioni vaccinali quando esistono video dello stesso personaggio che provano l’esatto contrario.
Sempre lo stesso schema da Bossi in poi per accaparrarsi voti. Difendere i nativi dall’invasione barbarica scovando notizie per aumentare la paura nella popolazione. Strano che persone disinteressate a votare diventino improvvisamente ben disposte a dare fiducia a qualcuno che, secondo me, se si credesse veramente nei diritti, non si dovrebbe nemmeno prendere in considerazione.
Tanto più che se si guardano i dati reali la narrazione appare ingiustificata.
I crimini sono da anni stabili o, nella maggior parte delle tipologie, in diminuzione, non percentualmente in aumento con l’aumento dei migranti e se si vogliono trovare notizie che dimostrino quanti stranieri subiscono maltrattamenti, o peggio, da italiani se ne possono riempire pagine intere, ma ovviamente nessuno ne parla.
È possibile che l’essere umano, invece che rendersi conto di chi e cosa lo mette realmente in pericolo, se la prenda sempre con chi sta peggio di lui?
È possibile che chi lotta per i diritti pensi sempre solo ai propri e non capisca che se non sono uguali per ogni essere umano sono in pericolo per tutti?
Come può essere che invece di fare fronte comune per trovare il modo di cambiare la società e chi la dirige verso il barattro si trovi un capro espiatorio con cui prendersela e si dia ancora più potere di controllo ai nuovi “salvatori” di turno?
Come si può non capire che la battaglia va combattuta in verticale, verso chi, da sopra, muove i fili?
Certo bisognerebbe lavorare per cercare di consentire a questa gente di integrarsi al meglio. Sicuramente non si deve rinunciare alle proprie tradizioni a favore delle loro. È ovvio che il potere li stia usando per distrarci da quello che loro stanno tramando facendoci percepire che i loro diritti siano più tutelati dei nostri, ma se anche così fosse chi sono i colpevoli di questo?
Ovviamente se si porta la popolazione che ha più competenze a lasciare il paese, mentre chi li sostituisce è più povera e meno istruita, il paese non avanza, possono crearsi situazioni di degrado, ma non è certo colpa di questi ultimi.
Io lotto, ci credo e so che ci sono anche persone valide al mio fianco, ma, sinceramente, penso che maggior parte della popolazione (dissenso compreso) abbia esattamente ciò che si merita.
Come possiamo sperare che chi governa abbia a cuore il suo popolo se siamo i primi che sanno pensare solo ai loro interessi?
Il COVID avrebbe almeno dovuto insegnarci a contestualizzare i fatti e i numeri, a renderci più consapevoli delle manipolazioni e dell’utilizzo distorto che si fa dell’informazione, di quanto le discriminazioni siano dolorose e ingiuste, ma come purtroppo accade nella maggior parte dei casi l’esperienza non insegna…forse sarebbe ora di aprire la mente, davvero, e iniziare una rivoluzione che parta da noi stessi.
Vogliamo il cambiamento della società ma dovremmo comprendere che nulla muta se gli schemi sono sempre gli stessi, perché sia reale dovremmo imparare ad essere “umani“, ma nel senso più vero del termine
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4 comments
Cinzia
Sono d’accordo con Lucia, anch’io pensavo che dopo i fatti del 2020/21 la maggior parte della popolazione sarebbe insorta, magari piano, ma sempre più compatta, uniti per il bene comune considerando tutto quello che ci avevano fatto subire. Insomma una vera rivoluzione!
Ma a quanto pare siamo tanto cambiati dalle generazioni precedenti che mai avrebbero accettato simili soprusi. Ora non credo sia facile distoglierci dalle comodità che abbiamo raggiunto, quello che abbiamo patito è già passato e siamo tutti orientati verso il futuro. Il problema è che se non saniamo il presente, non avremmo futuro.
Madhumaya
Lucia, quello che stai facendo richiede una forza rara. Non è semplice restare fedele ai propri valori quando intorno tutto sembra confuso, ma tu continui a cercare chiarezza, verità e umanità. È un lavoro prezioso, anche quando sembra solitario. Il fatto che tu ti interroghi, che non ti accontenti delle narrazioni facili e che difendi i diritti con coerenza, dimostra una consapevolezza profonda. Continua così: il tuo sguardo critico e il tuo cuore aperto sono già parte del cambiamento che desideri. Anche se a volte sembra di remare controcorrente, il tuo impegno ha valore, e si sente.
Lucia
Ti ringrazio enormemente per le tue parole..sono importanti perché mi danno forza per provare a continuare a portare avanti ciò in cui credo fortemente. Io non voglio vivere in un mondo privo di umanità e libertà di scelta. Non lo voglio per me e, tantomeno,per le generazioni future. Vorrei potessero essere accolte in un luogo migliore di quello che abbiamo trovato noi. Abbiamo un paradiso a disposizione e lo trasformiamo in un inferno solo per acquisire denaro e potere..due delle cose più inutili che esistano per ottenere la felicità. Nel mio piccolo cerco di piantare semini di consapevolezza che aiutino a pensare usando il pensiero critico
Lucia
E si.. purtroppo la maggior parte delle persone non ha memoria del passato e si fa distrarre da chi paventa futuri catastrofici senza occuparsi del presente. Sempre pavidi e preoccupati per noi stessi. I diritti interessano a pochi, se non sono i loro. Purtroppo questo è il modo più pericoloso per preparare reali futuri distopici