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La strage degli alberi: Roma capofila della distruzione del green

di Manuela Fratianni • 23 Luglio 2026 • Commenti di 0 utenti
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In questi giorni di gran caldo, a Roma stanno tagliando alberi: molti di essi sono sani. Polemiche anche da parte di esperti per il periodo scelto e perché gli alberi danno ricetto ad uccelli e altra fauna proprio in questa stagione.

alberi abbattuti

La gestione del verde urbano a Roma sta sollevando molte polemiche. L’ondata di abbattimenti e potature durante i mesi più caldi e il periodo di nidificazione dell’avifauna solleva fortissime critiche da parte di associazioni ambientaliste, ornitologi, agronomi e residenti.

Le motivazioni della protesta e le posizioni sul tema evidenziano diversi aspetti critici:

Il periodo “sbagliato”: temperature e fauna

Gli esperti e gli attivisti contestano in primis la tempistica degli interventi.

Mancanza di ombra durante le ondate di calore

Tagliare pini, platani o tigli durante le bolle di calore estive priva le strade del principale scudo contro le “isole di calore” urbane. Un albero adulto ad alto fusto riduce la temperatura del suolo anche di 2-5 °C e garantisce l’assorbimento di CO₂.

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Tutela della fauna e periodo di nidificazione

Primavera ed estate sono le stagioni riproduttive cruciali per uccelli, pipistrelli e piccoli mammiferi. Molti regolamenti comunali e leggi sulla tutela della biodiversità (come le direttive europee sull’avifauna) vietano espressamente interventi di potatura o abbattimento pesanti in questo periodo per evitare la distruzione diretta di nidi attivi o la morte dei piccoli.

Perché si abbattono anche alberi apparentemente “sani”?

Da parte del Comune e delle ditte d’appalto, la motivazione ufficiale è quasi sempre la sicurezza pubblica e la prevenzione dei crolli.

I test di stabilità (VTA)

Molti alberi che dall’esterno appaiono rigogliosi e con la chioma verde (quindi “sani” alla vista) possono presentare carie interne al tronco, funghi del legno o radici compromise da vecchi cantieri stradali. Le perizie agronomiche basate sulle schede VTA (Visual Tree Assessment) assegnano a questi alberi una classe di rischio di crollo elevata (classe D).

Le contestazioni degli agronomi indipendenti

Molti esperti esterni contestano l’uso massiccio di abbattimenti invece di tecniche di salvataggio (come consolidamenti, potature mirate di alleggerimento o esami diagnostici strumentali più approfonditi come la TAC al tronco o la tomografia).

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Il nodo del “ricambio”: alberi adulti vs. giovani piantine

Il Campidoglio rivendica spesso che per ogni albero abbattuto ne viene piantato almeno uno nuovo (o il doppio). Tuttavia, il bilancio ecologico non è immediato:

Un giovane alberello appena piantato impiega tra i 20 e i 30 anni per raggiungere la capacità di erogare gli stessi servizi ecosistemici (assorbimento di inquinanti, produzione di ombra, microclima e riparo per la fauna) di un singolo albero secolare o ad alto fusto rimosso.

Come muoversi o fare segnalazioni

Se si assiste a tagli in corso che sembrano violare il periodo di nidificazione o mettere a rischio nidi attivi:

  1. Verificare le ordinanze/cartelli: I cantieri devono esporre il cartello con i riferimenti della determina dirigenziale o dell’ordinanza di abbattimento per motivi di somma urgenza.
  2. Contattare le forze dell’ordine: In presenza di nidi distrutti o fauna a rischio, è possibile fare segnalazione ai Carabinieri Forestali (1515) o alla Polizia Locale, che hanno il compito di verificare il rispetto del Regolamento del Verde cittadino e delle norme di tutela della fauna selvatica.

Radio28Tv ha intervistato Jacopa Stinchelli, fondatrice e presidente dell’Associazione CURAA – Cittadini Uniti per Roma, i suoi Alberi e Abitanti: durante l’intervista abbiamo parlato dell’importanza degli alberi, parti essenziali della catena della vita.

Vogliamo dare ancora voce a chi difende con amore e competenza il patrimonio arboreo, per tale motivo, e per quanto evidenziato in questo articolo, pubblichiamo il seguente comunicato stampa:

“I vip in difesa dei pini al Fleming, CURAA ‘basta cantieri a scapito degli alberi, subito accesso agli atti’

In molti hanno risposto all’appello della trasmissione radiofonica La Voce degli Alberi su Talk City, tra questi diversi volti noti e residenti di Roma Nord, tutti in difesa dei quattro pini di Piazza Monteleone da Spoleto, messi in pericolo dal progetto di rifacimento della piazza. Tra loro la conduttrice Brigitta Boccoli, l’attore Gianni Franco, l’ influencer Lorenzo Di Paola e l’imprenditrice Sara Papa.

Secondo loro e molti cittadini che in questi gironi stanno inondando la rete di video appelli al Municipio XV , i 4 maestosi pini possono convivere con il cantiere di rifacimento della piazza e continuare a dare ossigeno e bellezza. 

L’Associazione CURAA – Cittadini Uniti per Roma, i suoi Alberi e Abitanti, a seguito delle segnalazioni dei residenti, denuncia però le criticità riscontrate nei lavori. Durante il sopralluogo di martedì 21 luglio, una grossa radice lesionata dagli scavi è stata documentata in video. Video e immagini geolocalizzati realizzati da soci CURAA e residenti mostrano inoltre cataste di lamiere e materiali pesanti addossati ai tronchi e in prossimità dei loro apparati radicali.

CURAA ha inviato una richiesta urgente di accesso agli atti e chiesto la convocazione di una Commissione Trasparenza presso il Municipio XV, per verificare autorizzazioni, documentazione progettuale, modalità di esecuzione dei lavori e rispetto delle norme.

L’Associazione sollecita il rispetto del Regolamento Capitolino del Verde e del Paesaggio Urbano, con particolare riferimento all’articolo 36 e all’Allegato 11, nonché alla normativa europea e nazionale sulla tutela della biodiversità e dell’avifauna e del piano di ripristino per evitare le temibili isole di calore e l’inquinamento . Non solo la Nature Restoration Law, ma anche la Direttiva Uccelli, l’ articolo 544-bis del Codice penale e l’ art 734 .

” Gli alberi possono convivere con il cantiere e devono essere conservati , anche perché sono pieni di nidi” , dicono negli appelli. CURAA ricorda che solo il tempestivo intervento dei cittadini ha recentemente consentito di tutelare nidiacei e specie protette per impedire il consumarsi di un reato. 

I quattro pini di Piazza Monteleone da Spoleto , adulti e sani, appartenenti alla specie simbolo di Roma Pinus pinea, rappresentano un patrimonio paesaggistico e ambientale insostituibile. CURAA chiede l’apertura di un cantiere di salvaguardia dell’ apparato radicale con dei tecnici abilitati, la rimozione dei materiali addossati agli alberi e una verifica tecnica indipendente delle lesioni, quindi l’ inserimento nel progetto della cura e salvaguardia integrale dei quattro pini.

«Riqualificare una piazza non può significare distruggere il patrimonio arboreo storico della città. La tutela del verde non può essere soltanto dichiarata: deve essere concretamente rispettata nei cantieri e nelle decisioni amministrative», conclude la Presidente CURAA e storica dell’arte Jacopa Stinchelli.

Associazione CURAA – Cittadini Uniti per Roma i suoi Alberi e Abitanti

soci.curaa@libero.it; IG @voxarborum; FB Jacopa Stinchelli, Presidente CURAA cell. 352.0774146

Per concludere, Jacopa Stinchelli aggiunge:

“Vogliamo dedicare la piazza e quei pini superstiti ai ragazzi vittime della strada del Fleming: Gaia, Camilla, Leonardo e altri che sono stati investiti da una piaga e che sono le vittime della strada.

I milioni e miliardi andrebbero investiti per diminuire questi dati spaventosi e non per abbattere migliaia di alberi innocenti dagli insostituibili benefici.”

Sappiamo benissimo che dietro l’abbattimento degli alberi c’è un disegno ben preciso e un’architettura con un marchio: C40, di cui abbiamo scritto nell’articolo C40, clima, agricoltura e dintorni.

Fermare la distruzione è un dovere morale di tutti noi esseri umani, che dovremmo essere custodi amorevoli e attenti della Terra.

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