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Dalla patrimoniale, alla requisizione ed esproprio dei beni: un sinistro pericolo

di Manuela Fratianni • 20 Luglio 2026 • Commento di 1 utenti
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E’ di questi giorni la brillante idea, forse nata dopo un’insolazione estiva, di procedere alla requisizione delle abitazioni…dopo l’accanimento sulla patrimoniale, certi figuri sinistri, acerrimi nemici della proprietà privata altrui, ora spingono per l’esproprio, eventuale, temporaneo, dicono.

Ovviamente, loro indorano la pillola, dicendo che è solo un censimento…

Cui prodest? Perché censire case che i proprietari non affittano per loro insindacabile decisione?

requisizione esproprio

Requisire temporaneamente appartamenti abbandonati da anni e in mano a “grandi proprietari”, come misura per fronteggiare l’emergenza casa che, tra prezzi alle stelle e sempre più case destinate ad affitti brevi, nonostante i recenti limiti introdotti, affligge la città di Firenze da anni.

La proposta arriva dai tre consiglieri comunali fiorentini di Avs-Ecolò, gruppo che appoggia la maggioranza Funaro: Vincenzo Pizzolo, Caterina Arciprete e Giovanni Graziani.

Edilizia residenziale pubblica e requisizione di alloggi privati

È un dato di fatto che negli ultimi tre decenni la costruzione ex novo di grandi complessi di case popolari si sia drasticamente ridotta rispetto agli anni ’70 e ’80.

E’ vero che, a partire dagli anni ‘90, lo Stato ha progressivamente azzerato i finanziamenti strutturali per l’edilizia pubblica (come i fondi ex-Gescal), lasciando i Comuni e le Regioni con risorse estremamente limitate, ma è anche vero che i Comuni si sono seduti troppo comodamente su tale scusa. Riqualificare il patrimonio esistente è essenziale, così come lo è recuperare immobili dismessi, riconvertirli e metterli a disposizione di chi ne ha necessità.

L’economia neo liberal, quella che ha imposto la svendita degli asset italiani, la privatizzazione selvaggia di risorse primarie e la distruzione dell’economia italiana, ha tra i propri capisaldi proprio l’azzeramento dell’impulso pubblico all’attività edilizia. (L’eresia del benessere)

In realtà, gli interventi dei vari Comuni italiani, non solo quello di Firenze, sono sempre discontinui, pur avendo, a volte, buone idee. Prendiamo chi ha un reddito considerato elevato per avere diritto ad un alloggio popolare ma troppo basso per il mercato libero: il Social Housing, ovvero edilizia residenziale sociale, è un buon approccio.

Diamo atto al Comune di Firenze che i progetti di rigenerazione urbana come l’ex area Fiat di Novoli, le ex Murate o i complessi a San Bartolo a Cintola, è una scelta intelligente.

Allora, la domanda è lecita, perché non proseguire su questa linea invece di prendere le case private, che hanno proprietari che le hanno acquistate e pagano le tasse?

Uno dei principali punti critici sollevati dai critici e dai sindacati degli inquilini (come il Sunia) è la lentezza nel ristrutturare gli alloggi ERP vuoti. Spesso centinaia di case popolari sono rimaste non assegnate per anni in attesa di fondi per la manutenzione, mentre le graduatorie per l’emergenza abitativa continuavano a crescere.

La guerra degli Airbnb

L’esplosione degli affitti brevi turistici ha svuotato il centro storico e i quartieri limitrofi dai residenti, facendo impennare i prezzi degli affitti a lungo termine.

Eppure, nonostante Palazzo Vecchio porti avanti da tempo una battaglia durissima contro la proliferazione dei B&B e delle locazioni turistiche brevi (ingaggiando anche duri scontri legali e metodologici con Airbnb), sostenendo che stiano distruggendo il tessuto sociale e residenziale del centro storico, nell’affaire è coinvolto proprio il Comune… Ciò mette in luce un classico caso di “predicare bene e razzolare male” da parte delle istituzioni locali.

requisizione esproprio

Secondo quanto emerso dall’inchiesta giornalistica del quotidiano La Verità, il Comune, attraverso l’ASP Montedomini, un’azienda pubblica di servizi alla persona controllata dal Comune che gestisce un immenso patrimonio immobiliare lasciato in eredità da storici benefattori, avrebbe previsto e autorizzato nei propri bandi di affitto proprio la destinazione a locazione turistica breve (stile Airbnb) per alcuni appartamenti di pregio situati in pieno centro (come in via Guelfa).

L’amministrazione fiorentina finisce per alimentare e legittimare lo stesso mercato delle locazioni brevi che a parole dichiara di voler azzerare per salvare il diritto all’abitare. Questo cortocircuito dimostra quanto la gestione pratica del patrimonio immobiliare pubblico si scontri costantemente con la tentazione di sfruttare i flussi economici del turismo di massa.

E vi pare logico che, per sanare l’emergenza abitativa, si proponga l’esproprio temporaneo? I privati dovrebbero cedere i loro beni, su cui pagano e dovrebbero continuare a pagare le tasse, nel miglior stile URSS?

Requisizione, esproprio e tasse

Eh già: chi si vede requisita la casa, temporaneamente, dicono, deve continuare a pagare le tasse e la manutenzione straordinaria

Il paradosso fiscale

Chiedere a un privato di cedere la disponibilità di un bene continuando a gravarlo di tasse (IMU, spese condominiali straordinarie, imposte sulla proprietà) è un corto circuito logico e una violazione dello Statuto dei Diritti del Contribuente.

Lo spettro del dirigismo statale

Il richiamo a modelli collettivisti (stile URSS) nasce dal fatto che lo Stato o il Comune si sostituirebbero all’individuo nella gestione di un bene legittimamente acquistato e mantenuto, scardinando il principio della certezza del diritto.

Il disincentivo a investire

Misure di questo tipo rischiano di spaventare il mercato, spingendo i proprietari a non ristrutturare o a vendere all’estero, peggiorando nel lungo termine l’offerta immobiliare complessiva.

Chi difende il furto della proprietà privata, afferma che In Italia, i Sindaci e i Prefetti hanno già per legge (in particolare per motivi di ordine pubblico o calamità) il potere di requisire temporaneamente strutture (come alberghi dismessi o stabili vuoti) per dare un tetto a chi è rimasto per strada.

Ma, un conto è requisire un edificio come un vecchio cinema, un ex albergo, un ex opificio, cioè stabili effettivamente abbandonati, altro è derubare un cittadino.

I geniali proponenti di questa legge liberticida, affermano che essa è indirizzata ai grandi proprietari.

Voi ci credete? Credete ancora a chi legifera da tempo per conto di poteri sovranazionali per toglierci tutti i diritti e sovvertire la Legge Naturale?

Dopo avere colpito qualche grande proprietario, che, forse, in cambio di una mazzetta, accetta di fare il martire per il bene pubblico, poi aggrediranno la piccola casetta ereditata dai genitori, il rifugio dove si va nel fine settimana e che si sta ristrutturando con le proprie mani…

Di sicuro chi propone il furto delle case non corre pericoli con le sue

Il paradosso, è che questi paladini della guerra contro la proprietà privata, che sognano di farci vivere in un appartamento con altri quindici estranei, togliendoci privacy e dignità, sono ricchi: hanno più di una casa, hanno ville, automobili di lusso, terreni, pacchetti azionari…ma sono intoccabili, loro.

Nessuno di loro ha mai aiutato una famiglia in difficoltà, un poveretto che dorme in macchina né ospitato alcuno dei loro carissimi clandestini!

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1 comment

  • Avatar di Enrico Alfonso Ricciardi
    Enrico Alfonso Ricciardi

    Fa parte del patrimonio genetico che compone l ” homo comunista “, ritenere la proprietà un furto. È una questione di invidia e di accidia, nello stesso tempo.
    ” perché affaticarsi e risparmiare, quando ci sono gli altri a farlo per noi ? ”
    Questo, in sintesi, è il pensiero degli eredi di Marx, Lenin e Mao Tse Tung.
    Enrico Alfonso Ricciardi Neu-Ulm (D)

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