In merito alle recenti discussioni sulla Riforma della Riscossione (collegata alla Legge di delega Fiscale), c’è un’importante novità tecnica che spesso viene confusa dai media con un “prelievo diretto“.
Il pignoramento telematico automatizzato

La novità introdotta riguarda l’Agenzia delle Entrate-Riscossione (ex Equitalia) e la procedura di pignoramento presso terzi, ma si applica solo a chi ha debiti pregressi e non pagati con lo Stato (cartelle esattoriali scadute, tasse non pagate, multe ecc.).
Prima di questa riforma, l’Agenzia delle Entrate doveva inviare una richiesta alla banca per sapere se ci fossero fondi e poi procedere manualmente con il pignoramento. Ora la procedura è stata digitalizzata e velocizzata:
L’Agenzia, con l’incrocio dei dati, può consultare telematicamente l’Anagrafe dei rapporti finanziari per verificare in tempo reale se sul conto del debitore ci sono soldi.
Se i fondi ci sono, la procedura di blocco della cifra dovuta scatta in modo quasi automatico.
Chi NON rischia il prelievo diretto?
I cittadini che non hanno cartelle esattoriali o debiti notificati e scaduti con il fisco non corrono alcun rischio. Non esiste alcun provvedimento che permette allo Stato di prelevare soldi dai conti dei cittadini onesti per “fare cassa“.
Le tutele per il contribuente
Anche per chi ha debiti, non si tratta di un prelievo selvaggio. Esistono limiti invalicabili per legge:
Il “minimo vitale”
Se sul conto viene accreditato lo stipendio o la pensione, non è possibile pignorare l’intera somma. L’ultimo emolumento non può mai essere toccato, e per le cifre precedentemente accumulate il pignoramento può avvenire solo per la parte che eccede il triplo dell’assegno sociale.
Notifiche preventive
L’atto di pignoramento non arriva mai a sorpresa: è sempre preceduto da cartelle di pagamento e avvisi di intimazione, dando al contribuente il tempo di pagare, fare ricorso o chiedere una rateizzazione.
Nessun prelievo forzoso di massa: si tratta solo di uno strumento digitale più veloce per recuperare i crediti da chi è già stato dichiarato moroso.
ll prelievo automatico e diretto sul conto corrente riguarda esclusivamente la fase del pignoramento, che è l’ultimo anello di una catena lunghissima.
Finché si parla di pagare le tasse correnti (l’IRPEF, l’IMU, l’IVA, ecc.), la scelta di come e quando pagare spetta sempre e solo al cittadino.
Per arrivare al punto in cui l’Agenzia delle Entrate-Riscossione blocca i soldi sul conto, un cittadino deve aver ignorato una serie di passaggi che durano mesi o anni.
- Il mancato pagamento: non versi una tassa o una multa.
- L’avviso di accertamento: l’Agenzia delle Entrate avvisa dell’errore e chiede la regolarizzazione.
- La cartella esattoriale: il debito passa alla Riscossione, che concede altri 60 giorni per pagare o chiedere le rate.
- L’intimazione ad adempiere: è l’ultimo sollecito formale.
Solo ignorando tutti questi passaggi si diventa ufficialmente un debitore moroso. A quel punto, e solo a quel punto, si avvia la procedura di pignoramento e si usa il nuovo sistema telematico per bloccare la cifra sul conto.
Quindi, per il cittadino che paga le proprie scadenze (o che decide di rateizzare i propri debiti prima che diventino esecutivi), il conto corrente resta assolutamente intoccabile e privato.
In questi giorni si è creata un’enorme confusione a causa della sovrapposizione di due notizie diverse, amplificate da titoli acchiappaclick: il potenziamento dei pignoramenti telematici (per i morosi) e il nuovo piano dell’Agenzia delle Entrate per l’addebito diretto delle tasse (per chi paga regolarmente).
Negli ultimi giorni sono rimbalzati in rete titoli allarmanti: “Il Fisco preleverà le tasse direttamente dal conto”. Una frase che ha subito rievocato lo spettro del prelievo forzoso o di uno Stato che “sfila i soldi dalla tasca” dei cittadini a propria discrezione.
La realtà è completamente diversa. Non è in atto nessun esproprio di massa, ma un piano di digitalizzazione che si muove su due binari ben distinti. È fondamentale separarli per capire cosa sta succedendo davvero.
Binario 1: il pagamento delle tasse

La novità emersa dall’atto di indirizzo 2026-2028 tra Ministero dell’Economia e Agenzia delle Entrate riguarda una semplificazione per chi le tasse vuole pagarle.
Come funziona
Il Fisco vuole estendere l’addebito diretto sul conto corrente (il sistema SDD, lo stesso usato per pagare la bolletta della luce o l’abbonamento a Netflix).
Questa modalità sarà totalmente facoltativa. Il cittadino potrà decidere di associare il proprio IBAN alla piattaforma dell’Agenzia per pagare in automatico scadenze future, tasse rateizzate (come quelle di successione o i classici acconti/saldi) o avvisi di compliance (le lettere che segnalano piccole anomalie).
Evitare di compilare manualmente i modelli F24 a ogni singola scadenza, azzera il rischio di dimenticanze, ritardi o errori di cifre. Se si attiva il sistema SDD, l’Agenzia preleva la somma concordata l’ultimo giorno utile. Se non si attiva, si continua a pagare con le consuete modalità.
Binario 2: i pignoramenti automatizzati e prelievo diretto
La parte “aggressiva” della riforma esiste, ma non tocca il cittadino che paga le tasse. Riguarda esclusivamente la riscossione coattiva, cioè il recupero crediti verso chi ha ignorato cartelle esattoriali e solleciti per mesi o anni.
In questo caso, l’Agenzia delle Entrate-Riscossione ha velocizzato le procedure di pignoramento. Grazie a un incrocio telematico dei dati con l’Anagrafe dei rapporti finanziari, l’Amministrazione può vedere in tempo reale se sul conto di un debitore moroso ci sono fondi e bloccare la cifra dovuta. Anche qui vigono tutele ferree, come l’intoccabilità del “minimo vitale” se sul conto si riceve la pensione o lo stipendio.
| Situazione | Cosa succede al tuo conto? | È obbligatorio? |
| Pagamento tasse ordinarie | Puoi autorizzare il Fisco ad addebitare le scadenze (stile bolletta). | No, è facoltativo. |
| Contribuente in regola | Il conto è privato e inviolabile. Lo Stato non può toccare un euro. | Nessun rischio. |
| Evasore / Debitore moroso | Se ignori cartelle e solleciti, scatta il pignoramento telematico veloce. | Sì, è un atto coattivo. |
Nessun algoritmo svuoterà i conti correnti nella notte. Chi sta diffondendo il panico online sta confondendo, spesso volutamente, uno strumento volontario per il contribuente (l’addebito stile bolletta per le tasse future) con lo strumento di recupero crediti mirato ai grandi morosi. Per il cittadino comune cambia solo una cosa: la possibilità di scegliere la modalità che preferisce.
Dettagli tecnici dell’estensione dell’addebito diretto per i modelli F24
I dettagli tecnici dell’estensione dell’addebito diretto per i pagamenti fiscali derivano dall’attuazione pratica della Riforma Fiscale (in particolare l’articolo 17 del D.Lgs. 1/2024 “Semplificazioni”). Con l’Atto di indirizzo 2026-2028 siglato tra il Ministero dell’Economia (MEF) e l’Agenzia delle Entrate, questo impianto tecnico viene potenziato ed esteso.
Non si tratta di una “cancellazione” improvvisa del modello F24, ma della nascita del sistema I24 telematico, concepito come un mandato di domiciliazione bancaria (stile SDD) applicato al fisco.
I pilastri tecnici, i vincoli temporali e le regole di compensazione previsti dall’accordo si articolano in punti precisi.
Il perimetro di applicazione del prelievo diretto
Il sistema è nato per gestire pagamenti ricorrenti, dilazionati o predeterminati.
L’Atto di indirizzo 2026-2028 punta a un ampliamento progressivo.
Cosa copre ora
Le rateizzazioni da dichiarazione dei redditi e le somme dovute per gli avvisi di bonaria espressione (comunicazioni di irregolarità), che possono essere spalmate fino a un massimo di 20 rate trimestrali.
L’estensione 2026-2028
Il piano prevede di agganciare all’addebito diretto automatico anche le somme derivanti dalle lettere di compliance (avvisi per anomalie riscontrate dal Fisco) e gli esiti dei controlli automatizzati o formali, oltre ad allargare lo strumento a nuove imposte ricorrenti.
Le regole e i vincoli tecnici dell’I24
La trasmissione della richiesta di addebito avviene esclusivamente tramite i canali telematici dell’Agenzia delle Entrate (Entratel o Fisconline) e segue regole stringenti.
Il contribuente può programmare e inviare flussi di deleghe di pagamento future (i modelli I24), ma la data di versamento dell’ultima rata programmata non può superare i 5 anni (60 mesi) dalla data di trasmissione del file.
L’IBAN indicato deve corrispondere a un conto (bancario o postale) intestato o cointestato al contribuente stesso. Nel caso di cointestazione, deve essere abilitato a operare a firme disgiunte.
Alla data di scadenza di ogni singola rata, l’Agenzia delle Entrate invia digitalmente la disposizione di pagamento alla banca del contribuente. Quest’ultima esegue l’addebito e riversa le somme nelle casse dello Stato.
Gestione dei crediti e compensazioni
Una delle funzioni più avanzate dal punto di vista tecnico riguarda la possibilità di inserire all’interno del piano di addebito automatico anche le compensazioni con eventuali crediti d’imposta vantati dal contribuente.
Il “blocco” dei crediti
Quando si invia una programmazione di pagamenti che prevede l’uso di crediti in compensazione, quei crediti vengono tecnicamente prenotati e bloccati. Significa che non risultano più spendibili per altri pagamenti, a meno che non si proceda all’annullamento formale della delega.
Verifica della disponibilità
I crediti inseriti nel modello devono risultare effettivamente disponibili sia al momento dell’invio telematico della pianificazione, sia nel giorno esatto della singola scadenza futura. Se il credito viene contestato dal Fisco o si azzera nel frattempo, la compensazione decade.
Finestra di annullamento e revoca del prelievo diretto
Il sistema non è rigido: il contribuente mantiene il controllo sulle deleghe future inviate, ma deve rispettare i tempi tecnici bancari.
È possibile revocare o modificare una singola delega di pagamento programmata (ad esempio si paga tutto in un’unica soluzione o se si cambia IBAN) effettuando la richiesta per via telematica fino a 3 giorni lavorativi prima della data di scadenza dell’addebito.
L’Agenzia delle Entrate non cancella o rimodula in automatico le deleghe se si estingue anticipatamente il debito per altre vie. Resta un onere del contribuente (o del suo intermediario) procedere all’annullamento dei flussi telematici programmati per evitare doppi addebiti.
La “Delega Unica” per i professionisti
Per facilitare la gestione tecnica da parte dei commercialisti, dei consulenti del lavoro e dei CAF, la convenzione 2026-2028 introduce la delega unica generalizzata. I professionisti non dovranno più far firmare al cliente un’autorizzazione per ogni singola operazione o per ogni modello F24 inviato: con un unico atto d’autorizzazione a monte, l’intermediario potrà gestire l’intero cassetto fiscale, inclusa la pianificazione degli addebiti diretti sul conto del cliente.


4 comments
Ornella
Questo articolo sta semplicemente dando dei farabutti a chi non paga procedure in essere con lo stato (minuscola voluta). Dei minus habens praticamente quando ignora che esistono miriadi di procedure di errati addebiti da parte dello stato. Quando si scrive bisogna essere un pochettino più sopra le parti e non dividere in categorie buoni e cattivi (che non sono)..
Manuela Fratianni
Questo è un articolo tecnico che si propone di fare chiarezza rispetto alle voci sia del mainstream che della controinformazione: non vi è nessun giudizio verso nessuno. La chiarezza è essenziale perché inseguire le voci senza fondamento genera uno stato di ansia e porta ad una sorta di assuefazione. Radio28 con la sua redazione si è occupata anche dei suicidi indotti dalla mala gestio tributaria e nell’articolo vi sono due link riferiti a interviste fatte con chi opera nel settore e che aiuta fattivamente chi si trova in sovraindebitamento. Questa redazione è ben più che sopra le parti quando si tratta di giustizia: abbiamo scritto innumerevoli articoli contro la caccia ai novax, scritto le nostre inchieste sulla gestione della pandemenza, ospitato il sindacato OSA, il movimento SIAMO, scritto sulle liste di attesa, denunciato le migliaia di violazioni del diritto, rappresentato il pericolo degli espropri, le mille trappole della diabolica agenda 2030 oltre che la geopolitica…abbiamo ospitato e continueremo ad ospitare ed intervistare i guerrieri vivi, gli autodeterminati, il Gruppo Giuridico Sardo. Radio28 è a favore del popolo perché fa parte di esso. Ma siamo anche a favore della verità e onestà intellettuale; impaurire le persone con notizie gonfiate indebolisce una parte di esse e questo è inaccettabile,
Cinzia
Grande Manuela.
Grazie per le spiegazioni.
Enrico Alfonso Ricciardi
In effetti ero sobbalzato , quando ho letto le prime notizie sui prelievi forzati.
Questo articolo è lodevolissimo, pertanto, in quanto fa chiarezza.
Osservo , invece, che l’Agenzia per le Entrate ( che resta per me un’associazione di estortori di stampo conunista) non è affatto solerte quando si tratta di rimborsare al contribuente. I fatti la procedura è da labirinto minossiano.
Enrico Alfonso Ricciardi Neu-Ulm (D)