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Oggi è il giorno della memoria

di Maurizio Antolini • 27 Gennaio 2026 • Commenti di 0 utenti
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Oggi e’ il giorno della memoria, e bisogna ricordare,

bisogna ricordare il genocidio che si attuo’ fra l’aprile e il luglio del 1994 in Ruanda, palese risultato di politiche coloniali e post coloniali quanto meno irresponsabili, un genocidio diverso che vede il massacro nell’arco di soli cento giorni di un numero spropositato di persone (Tutsi), questi venirono massacrati sistematicamente a colpi di armi da fuoco ma soprattutto con machete e bastoni chiodati, piu’ di 800 mila vittime, tra uomini donne e bambini. Questo piccolo stato dell’Africa colpevole di essere considerata una delle aree piu’ ricche del mondo. In questa zona vi e’ il 30% del cobalto mondiale, e una quantita’ analoga di rame diamanti, oro, petrolio e tanti minerali rari e preziosi.

Ma oggi e’ il giorno della memoria, e bisogna ricordare,

bisogna ricordare i massacri della popolazione cristiana (armeni, siro cattolici, siro ortodossi, assiri, caldei e greci) avvenuti in Turchia tra il 1915 e il 1916, ricordati dagli armeni come il Medz yeghern, “il grande crimine”. Lo sterminio ebbe inizio nel 1915, gli armeni maschi in eta’ da servizio militare erano stati concentrati in “battaglioni di lavoro” dell’esercito turco e poi uccisi, mentre il resto della popolazione era stato deportato verso la regione di Deir ez Zor in Siria con delle marce della morte, che coinvolsero più di un milione di persone: centinaia di migliaia morirono per fame, malattia, sfinimento o furono massacrati lungo la strada, alcuni che avevano i piedi piagati perche’ privi di scarpe quando si lamentarono per il dolore furono ferrati come i cavalli, e gli furono inchiodati i ferri ai piedi. La Turchia pero’ non ha mai accettato la definizione di genocidio, sostenendo che le uccisioni compiute dall’impero Ottomano erano una risposta all’insurrezione degli armeni e alla necessita’ di difendere le sue frontiere, in questo genocidio furono sterminai piu’ di 2,5 milioni di Armeni.

Ma oggi e’ il giorno della memoria, e bisogna ricordare,

bisogna ricordare la deportazione dei Tatari, quando allo scoppio della II Guerra mondiale, da cittadini sovietici quali erano, i tatari furono chiamati a combattere contro i nazisti, ma la Crimea fu invasa dalle truppe di Hitler ed occupata per circa due anni, quando fu liberata, Stalin accuso’ la popolazione tatara, quella rimasta, formata da vecchi, donne e bambini di collaborazionismo con quello stesso nemico che contemporaneamente gli uomini tatari validi stavano combattendo, Nel giro di un paio di giorni circa 200 mila Tatari furono caricati su carri bestiame e tenuti rinchiusi fino a che non arrivarono a destinazione, in parte in Uzbekistan, in parte in Kazakhstan.

Ma oggi e’ il giorno della memoria, e bisogna ricordare,

bisogna ricordare che, tra l’autunno 1932 e la primavera 1933 circa 6 milioni di contadini nell’Urss furono volutamente condannati a morire di fame, i due terzi delle vittime erano ucraini, questa carestia indotta, di proporzioni inaudite, conosciuta come “Holodomor” non fu dovuta ai capricci della natura, ma venne orchestrata da Stalin per punire i ribelli delle campagne che, in tutta l’Urss, si opponevano alla collettivizzazione. Si tratta di uno dei maggiori crimini del 900, un genocidio dimenticato.

Ma oggi e’ il giorno della memoria, e bisogna ricordare,

bisogna ricordare le vittime delle Foibe. Secondo le recenti stime, il numero delle vittime degli italiani sterminati furono circa 20 mila. Alcuni finirono fucilati, altri morirono nei campi di concentramento. Per la maggior parte, pero’, si aprirono le porte dell’inferno, le foibe, a migliaia morirono in quelle fosse: in Istria sono state trovate piu’ di 1.700 foibe, alcune gettate nel baratro dopo una veloce esecuzione, altre dopo essere state torturate con metodi da far invidia ai nazisti piu’ feroci, altre ancora addirittura vive, lasciate a morire duecento metri sottoterra circondate di cadaveri.

Ma oggi e’ il giorno della memoria, e bisogna ricordare,

bisogna ricordare della barbara repressione contro le popolazioni meridionali
Nino Bixio, luogotenente garibaldino, responsabile delle stragi di Bronte,
di Biancavilla e di altri paesi della fascia etnea.

Di Raffaele Cadorna, generale, inviato a Palermo in occasione della rivolta
del 1866. indiscriminata repressione provoco’ diverse migliaia di vittime.

Di Enrico Cialdini, luogotenente a Napoli nel 1861. uno dei maggiori
responsabili degli eccidi consumati durante la repressione del brigantaggio.

Di Giuseppe Govone, generale, che opero’ nella valle del Liri e poi in Sicilia,
introducendo nell’isola uno stato di emergenza e di dittatura delle
autorita’ militari, effettuando massicci rastrellamenti di renitenti, di
sospetti, di evasi dalle carceri e di pregiudicati

Di Alfonso La Marmora, generale, che prese il posto di Cialdini a Napoli e ne
continuo’ la feroce opera di repressione. Defini’ branco di carogne i
soldati borbonici deportati in nord Italia solo perché non intesero passare
nell’esercito sabaudo.

Di Giuseppe Pica, deputato. Insieme al toscano Peruzzi che fu il presentatore della
legge che instauro’ in diverse province meridionali lo stato d’assedio, cosiddetta legge Pica: questa legge comporto’ la strage di migliaia di
persone incolpevoli e una guerra fratricida.

Di Ferdinando Pinelli, generale di brigata, che ordino’ repressioni e violenze
inaudite nel Piceno, Teramano ed Aquilano fucilando tutti coloro che con
parole o con denaro o con altri mezzi eccitassero i villici ad insorgere,
oppure con parole od atti insultassero lo stemma dei Savoia, il ritratto del
re, la bandiera nazionale.

Di Pietro Quintini, colonnello, particolarmente famigerato per la strage di
Scurcola Marsicana (AQ) del 22 gennaio 1861, dove ordino’ il massacro dei
prigionieri.

Di Gaetano Sacchi, generale, comandante della divisione militare di Catanzaro.
Mise a ferro e fuoco l’intera provincia.

Di Silvio Spaventa, quale direttore dell’Interno e di polizia del governo
luogotenenziale a Napoli, fece fucilare, imprigionare e deportare moltissimi
meridionali, talvolta solo perche’ tiepidi nei confronti del nuovo stato
unitario. Fu definito una canaglia dallo stesso Alfonso La Marmora.

Ma oggi e’ il giorno della memoria, e bisogna ricordare,

bisogna ricordare che pochi paesi hanno un’eredita’ piu’ razzista, coloniale e macchiata di sangue che il Belgio, e pochi personaggi storici sono stati piu’ criminali di Leopoldo II, che detenne il Congo come una sua proprieta’ terriera e fu responsabile della morte di piu’ di 15 milioni di congolesi.
Leopoldo II del Belgio subappalto’ a bande di mercenari, altrettanto criminali lo sfruttamento delle risorse naturali di quel paese.
Agli abitanti del Congo, ridotti interamente in schiavitu‘, veniva imposto il raccoglimento di una quota giornaliera di gomma naturale, il caucciu’, che doveva esser rispettata giornalmente. Per chi non riusciva a rispettare la quota era previsto il taglio della mano. Significativa e terrificante e’ la foto di un padre, Nsala, che contempla il piede e la mano tagliati alla figlia, Boali, di cinque anni, la bambina venne mutilata e uccisa, insieme alla madre, durante la giornata di lavoro Boali non aveva raggiunto la quota del raccolto della gomma, terminate le disumane punizioni, i mercenari si presentarono da Nsala con mano e piede della figlia ormai morta e psicologicamente assassinarono anche lui, esiste la foto scattata da Alice Seeley Harris, missionaria inglese, che ebbe merito di far conoscere al mondo e alla storia le atrocita’ che venivano commesse in Congo.

Ma oggi e’ il giorno della memoria, e bisogna ricordare,

Si bisogna ricordare, bisognerebbe ricordare, ma cosa?!

Cosa dobbiamo ricordare commemorare, se non la nostra ipocrisia e la nostra totale assenza oltre che di memoria anche di onesta’ morale, sono piu’ di sessant’anni che ogni anno ci propinano questa fiera dell’ipocrisia, come se solo gli ebrei abbiano dovuto subire ingiustizie, e morti.
Io non sono qui a sindacare sui fatti avvenuti nè tantomeno su quelli forniti dai revisionisti, ma solo per urlare,
basta, basta basta basta, sono stanco di essere preso in giro, sono stanco di sentirmi dare del fascista solo perche’ critico la politica d’israele nei confronti dei civili palestinesi, sono stanco di veder passare da eroi paladini della giustizia gli stessi che poi provocano dolori e sofferenze al popolo palestinese, sono stanco di sentirmi ricattato moralmente da questi vigliacchi che usano nei confronti degli altri, gli stessi metodi che hanno subito da quelli che loro chiamavano carnefici.
Ma soprattutto sono stanco della loro propaganda filo americana giudaico sionista, vergognosa come vergognosi sono chi li affiancano, persone e popoli come appunto gli americani, privi di memoria, bugiardi e falsi, arroganti e tronfi nella loro superbia, i quali per primi dovrebbero conoscere il significato della parola genocidio, visto lo sterminio programmato e portato a termine nei confronti dei nativi.

La memoria storica e’ come una pianta, e come questa va innaffiata, e l’acqua, deve essere pulita trasparente, come la verita’, e non inquinata dalle menzogne e dall’ipocrisia.

Ricordate anche questo!

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