
Scegliere un cane, o essere scelti da lui, è un atto di profonda connessione, un patto fraterno che trascende le parole. I cani, esseri sociali e speciali per natura, necessitano di custodi che li accompagnino lungo il cammino della vita, fino al momento in cui attraversano il ponte degli animali.

Nel 2017, mentre scorrevo i post su Facebook, una pubblicità catturò la mia attenzione: “Adotta un cane”. Una voce interiore mi esortò a cliccare. Si trattava di un canile in Puglia, convenzionato con l’EMPA, dove scoprii una cucciola di 4 mesi, dal pelo color champagne, metà labrador e metà pastore apuano. L’avevano chiamata Fabiola, ma io scelsi di chiamarla Yuma. Anche se il suo viaggio verso il canile di Torino era già programmato, non potevo cambiare i turni, ma feci in modo che entrasse nella mia vita. Grazie a Irene, un’educatrice che la tenne in stallo a casa sua, e al supporto di Antonella e Giusy dell’associazione Ginosa Dog’s Angel, attesi con ansia l’arrivo della mia Yuma.
Andai a prenderla con il mio amico Antonio fino a Pinerolo, e quando finalmente arrivò a casa, Yuma aveva 5 mesi. Fu un’emozione travolgente. Nei giorni seguenti, cominciò a mostrare il suo carattere. La simpatica distruzione di un divano non mi fece mai pensare di abbandonarla, ma piuttosto di affrontare il problema. Informandomi e incontrando Massimo, un educatore cinofilo, iniziammo il nostro percorso. Scoprimmo che soffriva di crisi da abbandono. Decisi di acquistare un kennel, come consigliato da Massimo, per aiutarla a sentirsi al sicuro. Inizialmente, piangeva disperata quando la mettevo dentro, soprattutto di notte, ma il mio amore per lei era troppo grande e la notte la portai a letto con me per farle sentire la mia presenza; da quel momento non la misi mai più dentro di notte.
Dopo tre mesi di paziente lavoro, Yuma smise di distruggere oggetti e iniziò a manifestare il suo vero carattere. La nostra connessione si intensificava giorno dopo giorno, alimentata da momenti di gioia, amore e complicità, durante i quali imparai a conoscere Yuma: i suoi gusti, le sue paure, le sue ansie e le sue gioie. Scoprii che amava giocare con i bastoni che le lanciavo, e spesso non li riportava perché preferiva rosicchiarli, correre tra boschi, sentieri e, soprattutto, ricevere carezze ed essere abbracciata. Le lunghe passeggiate divennero sacre, attimi in cui entrambi ci sentivamo in sintonia con il mondo.
Al mattino, quando mi vedeva, la prima cosa che faceva era “ciao ciao con la coda”. La nostra connessione era così profonda che solo con uno sguardo riusciva a dirmi tutto, insegnandomi cos’è l’amore incondizionato. E così trascorsero otto anni di puro amore incondizionato. Purtroppo, un tumore qualche giorno fa me la portata via. Grazie però alle cure naturali, riuscì a donarle due mesi in più di vita. Questi anni insieme rimarranno per sempre impressi nel mio cuore, un legame che ha superato incredibili confini di unione.
Ogni cane ha la sua personalità, e Yuma non faceva eccezione. La sua energia e la sua anima vivace si manifestavano in ogni momento: dalle corse nel parco alle lunghe passeggiate, fino ai momenti di coccole sul divano. La sua presenza ha spazzato via il trauma di quando mi portarono via un cane quando ero piccolo.
Le prime settimane con Yuma furono una sfida, ma anche un’opportunità per costruire quel legame così profondo. Ogni piccolo progresso, come il fatto che smettesse di distruggere oggetti, era una vittoria. Quella trasformazione, da cucciola ansiosa a diventare un’amica fidata, rappresenta il potere dell’amore e della pazienza. Le ore di addestramento con Massimo divennero momenti di connessione infinita tra me e Yuma.
La malattia di Yuma è stato un colpo devastante per me, e mi dedicai completamente a lei. Mi ritrovai a dover affrontare non solo la perdita imminente, ma anche l’impressione di non aver fatto abbastanza per lei. Tuttavia, durante questi due mesi extra, abbiamo creato ricordi indelebili. Ogni giorno era un regalo, ogni momento insieme un tesoro. Le passeggiate divennero più lente e dolci, i giochi più delicati. E attraverso tutto ciò, il legame si intensificò, rafforzato dalla consapevolezza che ogni istante contava, perché sapevo che il tempo era potenzialmente limitato, rendendo ogni attimo ancora più prezioso.
Martedì 28 maggio 2025, mentre correvamo verso il pronto soccorso, Yuma si lasciò andare in macchina prima dell’arrivo.
Ti ho sentito, ho percepito il tuo ultimo sospiro, e mi sono spezzato. Ti sono grato per il tempo trascorso insieme e per ciò che mi hai insegnato e donato; sei andata a stare meglio, proteggendomi da un’altra dimensione.
La nostra storia non era solo quella di un cane e di un custode, ma di due anime che si erano trovate in un mondo caotico. Yuma non era solo un animale domestico: era un’amica, un’insegnante, una guida spirituale e un amore incondizionato.

Oggi è il tuo compleanno; avresti compiuto otto anni. Buon compleanno, amore mio! Anche se la tua presenza fisica non c’è più e mi è rimasta un’urna con le tue ceneri, il legame spirituale che abbiamo continuerà a vivere nel mio cuore, nella mia anima e intorno a me. La tua presenza è stata un viaggio di scoperta reciproca, incomprensibile per molti; la tua essenza mi ha insegnato l’importanza della pazienza, della comprensione e del prendersi cura di qualcuno. Sei stata una vera e propria fonte di supporto emotivo, una luce nei momenti difficili, quando affrontavo forte stress o ansia. Sapevi come confortarmi: ti avvicinavi, poggiavi la testa sulle mie ginocchia e mi guardavi con quegli occhi pieni di comprensione e di amore, scivolando attraverso le frequenze dell’universo. Era come se avessi il potere di assorbire le mie preoccupazioni, trasformando il dolore in serenità.
In questi ultimi giorni ci guardavamo negli occhi, e entrambi avevamo la consapevolezza che forse… in quegli istanti, abbiamo compreso il valore della vita e dell’amore incondizionato. Hai lasciato un vuoto incolmabile, insostituibile, ma anche una ricchezza di ricordi e insegnamenti. La tua assenza è dolorosa, ma cerco conforto nel pensiero del nostro legame straordinario che nessuno potrà mai portarci via. Ogni volta che guardo una tua foto, ricordo ogni momento speciale e sento il calore della tua presenza vicino a me, e dentro di me.
Grazie, amore mio. Buon compleanno.

Desidero anche ringraziare chi è stato intorno a me e a te in questi ultimi attimi di te: Elisabetta, Gianluigi, Mariateresa, Matteo e la Manu, la dr.ssa Veterinaria Patrizia Perricone, Angelo, Roberto, Luca, Michelle, Stefano e Damiano, Tony, Maurizio, Patrizia, Johnny, il dottor Dario Polisano, Leonardo e Manuela per non averci lasciati un attimo, curandoti e supportandoci. Ringrazio le due dottoresse veterinarie in turno al P.S. il 28 maggio 2025, Monica M.e Francesca C., che hanno tentato il tutto e per tutto comunque nel rianimarti, per darmi un sollievo, con le quali mi scuso ancora per la mia agitazione. Ringrazio la delicatezza e la sensibilità avuta e dimostrata da Antonio il proprietario dell’allevamento dove ho portato a cremare il tuo corpicino. Ringrazio mio papà che in questi anni, quando sono stato impossibilitato per orari di lavoro a portarla a fare i suoi bisogni era presente sempre nell’andare a casa mia da Yuma, ringrazio Antonio e Paola che sono stati i primi a conoscerti e ringrazio a chi é passato dalle nostre vite in questi anni e ti ha donato un gesto d’amore e ringrazio Dio per avermi dato l onore di viverti.
Il tuo custode, Gaetano
1 giugno 2025


