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Trani – Costa Matinelle: ovvero un esempio di sadico scempio

di Manuela Fratianni • 10 Marzo 2025 • Commenti di 2 utenti
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In questi anni stiamo assistendo alla distruzione sistematica e sadica del nostro territorio, del nostro patrimonio naturale, agricolo e marittimo, in nome di cosa?

Questa domanda trova la sua risposta analizzando i vari episodi che, di volta in volta, vengono alla luce: il taglio indiscriminato di alberi che assicurano un corretto scambio di ossigeno e anidride carbonica, nonché una temperatura ed umidità più costante, distruzione di coltivazioni per fare posto ad ecomostri che, ironicamente, vengono indicati essere utili per la cosiddetta transizione green.

L’Italia è già green, o lo era, prima di queste azioni scellerate.

L’Italia è altresì la rotta di specie di uccelli e pesci che transitano nei nostri cieli e nei nostri mari, a meno che l’uomo, nella sua avidità e miopia non ci metta le sue mani incapaci.

Ammetto di essere indignata nello scoprire l’ennesimo scempio.

Questa volta il teatro della distruzione del patrimonio naturale si trova a Trani, nella costa sud Matinelle.

In un comunicato stampa dell’associazione Cittadinanza Attiva Oikos Trani, si legge:

“C’è qualcosa che non torna nella progettazione dei lavori di riqualificazione e rigenerazione territoriale nell’ambito costiero della costa Sud-Matinelle. Tutta la progettazione insiste su un prezioso tratto fragile, dalle elevate valenze naturalistiche, geomorfologiche ed ambientali”.

trani 2

Cosa sta accadendo a Trani?

Se dovessimo riassumere in una parola, direi distruzione.

Distruzione di un habitat, aggiungendo anche che tutto ciò avviene senza avere ascoltato i pareri contrari provenienti da fonti autorevoli.

Ma lasciamo, virtualmente, la parola a Cittadinanza Attiva Oikos Trani che, in una pec, spiega bene il nuovo ennesimo scempio all’italiana:

“Soprintendenza Archeologia, Belle Arti

e Paesaggio per le province di Foggia e Bat

PEC: sabap-fg@pec.cultura.gov.it

Regione Puglia sez. Demanio e Patrimonio

Servizio Costiero e portuale

PEC: serviziodemaniopatrimonio.bari@pec.rupar.puglia.it

Regione Puglia

Dipartimento Ambiente e Territorio

PEC: dipartimento.ambiente.territorio@regione,puglia.it

Regione Puglia

Servizio Ecologia

PEC: servizio.ecologia@pec.rupar.puglia.it

Regione Puglia Sezione Regionale di Vigilanza

PEC: sezione.vigilanzaambientale@pec.rupar.puglia.it

Regione Puglia

Sezione Tutela e Risorse Forestali

Dott. Domenico Campanile

Mail: d.campanile@regione.puglia.it

Mail: servizio.risorsenaturali@regione.puglia.it

Nucleo Vigilanza Ambientale Foggia-BAT

Responsabile E.Q. Comm. Superiore

Antonio Campaniello

PEC: a.campaniello@regione.puglia.it

Autorità di Bacino Puglia

PEC: protocollo@pec.distrettoappenninomeridionale.it

Ufficio Locale Marittimo di Trani

Luogotenente Luca Capasso

PEC: cp-barletta@pec.mit.it

PEC: lctrani@mit.gov.it

Commissione Nazionale Italiana per l’UNESCO

Roma

Mail: segretariato.cniu@unesco.it

OGGETTO: TRANI E LO SCEMPIO DEI MURETTI A SECCO DEL VECCHIO SENTIERO COSTIERO DELLE MATINELLE

A Trani procedono spediti i lavori di costruzione del nuovo sentiero costiero in zona Matinelle, con la completa demolizione dei muretti a secco esistenti da tempo immemore.

Questo avviene nonostante il loro buono stato di conservazione, ma, soprattutto, nonostante il parere contrario della stessa Soprintendenza, dell’Autorità di Bacino, della Regione Puglia e del progetto definitivo dello stesso Comune di Trani, che ne contemplavano la conservazione.

Il fine era evidentemente di valorizzare (anche) la presenza dei muretti a secco come beni caratterizzanti la zona e quali elementi della rete ecologica minore dell’agro-paesaggio.

La Soprintendenza ha finanche effettuato un sopralluogo e verificato lo stato dei luoghi, ma con sorpresa ha confermato la prosecuzione della “strage dei muretti a secco”, che percorrono il vecchio sentiero costiero.

Ci troviamo di fronte al primo stralcio di un progetto finanziato con PNRR che non prevedeva opere edilizie, ma la messa in sicurezza e rigenerazione del vecchio sentiero costiero che significa, attraverso un approccio “SOSTENIBILE” volto mantenere e proteggere il territorio quanto più possibile integro, salvando l’esistente, e poi procedere agli interventi necessari. Non demolire, sbancare, aggiungere cemento e rifare, imitando le opere eliminate.

Nell’indifferenza di tutti, il primo stralcio funzionale è stato sostituito, come per magia, con la costruzione di un nuovo e moderno sentiero.

Si, siamo capaci di distruggere tutto, di disattendere le prescrizioni rilasciate dagli Enti preposti e la finalità del PNRR che prevede espressamente che le amministrazioni debbano garantire concretamente che ogni misura non arrechi un danno significativo agli obiettivi ambientali.

I muretti a secco, sono patrimonio immateriale dell’Unesco e sono definiti “una relazione armoniosa fra l’uomo e la natura” e chi ci amministra ha deciso di distruggerli in nome di una rigenerazione e riqualificazione non autorizzata.

Attese le ragioni e le criticità evidenziate, considerata la natura degli interventi in atto su un’area ad alta pericolosità geomorfolgica (PG3) e la sua conseguente irreversibilità, con grave danno al territorio, alterato e non rigenerato, con effetti incalcolabili per l’interesse pubblico, visto che, ad oggi, vane si sono rivelate le precedenti richieste, reiteriamo ai destinatari in indirizzo d’intervenire urgentemente – ciascuno secondo le proprie competenze – al fine di evitare il prodursi di ulteriori danni e responsabilità, in merito alla tutela dei quali ci si riserva di adire la competente autorità giudiziaria, nonché portare la questione all’attenzione di Enti sovraordinati, onde conseguire in ogni sede l’invocata tutela di legge.

Cordiali saluti.

Trani, 2 marzo 2025

Associazione Cittadinanza Attiva OIKOS Trani APS”

Trani

Oikos da tempo si è mossa per fermare un progetto che intende distruggere un elemento importante non solo a livello paesaggistico, ma che è anche luogo eletto da tempo dalla fauna per nidificare e, come sottolineato dalla stessa associazione, quanto stanno distruggendo fa parte del patrimonio immateriale della UNESCO, dunque appartiene a tutti noi.

La domanda che ci dobbiamo porre in presenza di questi atti distruttivi è: chi ne beneficia?

Non si può tacere quando avvengono casi così lesivi dell’ambiente.

trani 3

Trovo davvero ironico, amara ironia, in verità, che si voglia limitare la libertà di circolazione nelle città ma che si costruiscano colate di cemento per favorire un turismo di massa che stravolgerebbe un ecosistema particolare e fragile e si proceda anche tramite espropri.

Ancora più assurdo se si pensa che a luglio 2023 è stata approvata a livello europeo la Restoration Law, che prevede la distruzione delle coltivazioni agricole e migliorie apportate nella percentuale del 30% per restituirla alla natura e a Trani si fanno opere in contrasto con l’ambiente armonioso già esistente.

Le alternative ci sono

Come ricordano i membri dell’associazione, è possibile intervenire in modo diverso, in modo più rispettoso per l’ecosistema.

Manca davvero la consapevolezza: è possibile rendere accessibili dei luoghi che sono da sempre rifugio di specie di animali ma questo deve avvenire senza che orde di persone invadano il loro habitat, stravolgendo le loro abitudini e disturbando …

Troppi atti di distruzione sono in atto in questo periodo per poter pensare che siano casi isolati e senza importanza… se li guardiamo nel loro insieme si intravede un disegno gretto e miope.

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2 comments

  • Avatar di Pasquale Catanese
    Pasquale Catanese

    Vai a dormire con unaontagna e ti svegli con una voragine
    Sta no violentando la natura ogni giorno che passa

  • Avatar di Cinzia

    Penso che certe persone meritino l’estinzione.
    Grazie Manuela e
    Complimenti a Voi di Radio 28 TV
    per il vostro lavoro.
    Grazie Leonardo.

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