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Turchia – Italia e la vendita della Piaggio: una scelta geopolitica interessante

di Manuela Fratianni • 5 Gennaio 2025 • Commento di 1 utenti
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La scelta della Turchia

La Piaggio Aerospace, in amministrazione straordinaria per crisi finanziaria dal 2018, è stata venduta al colosso turco Baykar. La scelta della società turca è stata fatta, affermano i liquidatori, soprattutto perché questa sarebbe la più adatta per il rilancio del gruppo e per la tutela dei lavoratori e creditori.

L’autorizzazione è stata data dal governo Meloni il 27 dicembre.

L’azienda era gestita dal 2014 dal fondo sovrano Mubadala, degli Emirati Arabi.

Grazie alla sapiente gestione dei commissari straordinari, Carmelo Cosentino, Vincenzo Nicastro e Gianpaolo Davide Rossetti, l’azienda ha costruito un buon portafoglio ordini, nonostante la crisi.

La società turca si è impegnata a mantenere e potenziare le attività produttive, garantendo il rilancio dell’azienda. Questo suggerisce una volontà di preservare l’occupazione.

Tuttavia, molto dipenderà da diversi fattori, come la riorganizzazione interna che Baykar deciderà di attuare, le nuove strategie produttive e le eventuali sinergie con le proprie attività.

La Baykar è guidata da Selcuk Bairaktar, genero di Erdogan, presidente della Turchia.

Selcul Bairaktar, tramite la Baykar, ha reso la Turchia leader nell’industria dei droni militari, esportati in 33 paesi.

Questa operazione, tra Italia e Turchia ha, dunque, una forte valenza geopolitica.

Turchia

La Turchia: potenza economica emergente

L’economia turca è fortemente legata alle esportazioni, in particolare verso l’Europa.

I settori chiave sono il tessile, l’automobilistico, il turismo, l’agricoltura e l’edilizia.

La Turchia ha registrato un tasso di crescita del PIL superiore alla media mondiale per molti anni, grazie ad investimenti in infrastrutture, un settore privato dinamico e una popolazione giovane e numerosa. Inoltre, si trova in una posizione geografica privilegiata, al crocevia tra Europa e Asia, e rappresenta un importante hub commerciale e di trasporto.

Inflazione, instabilità politica, debito pubblico e dipendenza dalle importazioni sono i punti deboli su cui sta lavorando alacremente il presidente Erdogan, con importanti riforme economiche e coltivando relazioni internazionali.

Un altro punto fondamentale su cui si è concentrato il governo di Erdogan è la politica energetica.

La Turchia, come molti altri paesi europei, ha storicamente avuto una certa dipendenza dalle forniture di gas naturale dalla Russia. Tuttavia, negli ultimi anni, il governo turco ha cercato di diversificare le proprie fonti di energia per ridurre questa dipendenza e aumentare la propria sicurezza energetica.

Diversificazione delle fonti energetiche

Diversificando le proprie fonti di energia, la Turchia mira a:

  • Ridurre i rischi: Una maggiore diversificazione riduce la vulnerabilità dell’economia turca alle fluttuazioni dei prezzi e alle interruzioni delle forniture.
  • Aumentare il potere contrattuale: Una maggiore diversificazione consente alla Turchia di negoziare condizioni migliori con i fornitori di gas.
  • Promuovere lo sviluppo di nuove tecnologie: Gli investimenti in fonti di energia rinnovabile e in altre tecnologie energetiche innovative possono stimolare la crescita economica e creare nuovi posti di lavoro. Il gasdotto TurkStream Il gasdotto TurkStream rappresenta un punto di svolta nelle relazioni energetiche tra Russia e Turchia, nonché un elemento chiave nella strategia energetica turca. Ecco i suoi principali aspetti:
  • Collegamento diretto: questo gasdotto sottomarino collega direttamente la Russia alla Turchia, evitando l’Ucraina e altri paesi dell’Europa orientale.
  • Diversificazione delle fonti: per la Turchia, TurkStream offre una fonte di approvvigionamento energetico alternativa e più diretta, contribuendo a diversificare il proprio mix energetico e a ridurre la dipendenza da un unico fornitore.
  • Hub energetico: la Turchia ambisce a diventare un hub energetico regionale, e TurkStream è un passo fondamentale in questa direzione. Il gas russo può infatti essere ridistribuito da qui verso altri paesi europei, rafforzando il ruolo della Turchia nel mercato energetico globale.
  • Relazioni geopolitiche: TurkStream ha profonde implicazioni geopolitiche, influenzando le relazioni tra Russia, Turchia e Unione Europea. In questa prospettiva, proprio la Turchia si trova ad avere un potere geopolitico, e, di riflesso, economico, la cui portata sarà presto visibile a tutti.

Erdogan ha ben compreso l’importanza della diversificazione per raggiungere un vantaggio economico di grande portata, che apre prospettive importanti, che, unite a quelle geopolitiche, porterà la Turchia ad avere un peso contrattuale molto forte.

Da un lato, cerca di sfruttare le opportunità offerte da TurkStream e da altre fonti di gas naturale, dall’altro investe in energie rinnovabili per diversificare il proprio mix energetico e ridurre la dipendenza dai combustibili fossili.

La situazione dei lavoratori della Piaggio

Alla luce di quanto visto in questa analisi sintetica, la Turchia avrà dei costi di produzione sempre più competitivi rispetto all’Europa, che non può più usufruire del gas russo, stante la mancata proroga voluta da Volodymyr Zelensky del contratto che regolava il transito in territorio ucraino.

Pertanto, la produzione in Italia sarà più costosa e questo fattore, unito al costo del lavoro molto elevato, potrebbe portare la produzione della Piaggio Aerospace in Turchia.

Parliamo di 841 lavoratori, dai dati pubblicati dall’azienda riferiti all’anno 2023.

La crisi occupazionale in Italia è sempre più grave: perdita di competitività per oneri, tasse e adempimenti burocratici eccessivi, il grave colpo inferto dalla pandemenza, il mercato globale che fa una vera e propria concorrenza sleale al mercato italiano. Inoltre, le dismissioni operate dagli anni novanta, con la complicità di parte della politica infedele italiana, benedetta dalla finanza sovranazionale, hanno creato le basi per la “crisi perfetta”.

turchia adolfourso
Adolfo Urso

Tornando alla Piaggio Aerospace, il Ministro Adolfo Urso ha sottolineato il valore strategico dell’operazione per un’azienda considerata una risorsa fondamentale per l’Italia.

Se è così, allora perché non si è proceduto ad organizzare una cordata italiana?

Inoltre, come detto, l’azienda ha un buon portafoglio ordini.

Forse la vendita è servita per gettare le basi di una sorta di alleanza geopolitica ed economica con la Turchia. Se così è, allora il Governo avrebbe potuto utilizzare lo strumento del Golden Power, ponendo delle condizioni ben precise relativamente al mantenimento dell’occupazione.

In conclusione, la vendita di una azienda definita dallo stesso governo italiano “strategica”, non è di certo un caso: avendo un buon portafoglio ordini, la sua cessione ad un colosso come Baykar denota una strategia geopolitica, economica e militare e sembra che miri a portare l’Italia al centro della diplomazia dei paesi del su del Mediterraneo e dell’Asia, sfruttando l’importante leva turca.

Se questa operazione sarà gestita correttamente, presto potremmo vedere un cambiamento tangibile per l’Italia sulla scena internazionale.

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