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I Nuovi Demiurghi: La Tecnocrazia Occulta che Rimodella il Mondo

di Carmen Tortora • 20 Ottobre 2024 • Commenti di 0 utenti
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Era da un po’ che pensavo di scrivere questo articolo. Sai come succede, quelle idee che restano sospese nell’aria, come in attesa del momento perfetto per concretizzarsi. Poi, un amico ha condiviso un video sul mio canale, e all’improvviso quella scintilla si è riaccesa, come se un ricordo sepolto fosse tornato in superficie. Ecco, il momento era finalmente arrivato. È interessante come certe coincidenze si manifestino quando tutto sembra tranquillo, quasi come se dietro le quinte ci fosse una mano invisibile a orchestrare il nostro destino.

A proposito di destini, mi è tornato in mente Elon Musk e quel tweet che aveva fissato in cima al suo profilo su X per un bel po’. “X come coscienza collettiva dell’umanità”, diceva. Semplice, no? Ma se ci pensi, c’è qualcosa di più, qualcosa di metafisico che trapela da quelle parole. Perché? Perché quelle frasi, apparentemente innocue, sembrano alludere a un potere più grande, a un’influenza nascosta che plasma silenziosamente l’agenda dell’élite globale. Esoterismo. Non è un termine che si sente spesso, ma una volta che inizi a guardare il mondo con questa lente, tutto assume una nuova forma.

L’idea di una “coscienza collettiva” viene spesso trattata superficialmente, come un concetto sociologico. Ma scavando più a fondo, scopri che c’è altro. Coloro che davvero tirano i fili del potere mondiale sembrano aver attinto a un sapere antico, una conoscenza esoterica che alimenta il loro complesso di divinità. E mentre il mondo scivola sempre più sotto il controllo della tecnocrazia, un altro concetto esoterico emerge dalle ombre: quello del Demiurgo.

Per chi non ne avesse mai sentito parlare, il Demiurgo è una figura chiave nello gnosticismo, le cui radici affondano nella filosofia platonica. Per i primi cristiani, quelli che più tardi sarebbero stati etichettati come eretici, il creatore del mondo materiale non era una figura benevola. No, per loro, i mali e le imperfezioni del nostro mondo erano il risultato di un creatore malevolo. Questo Demiurgo, pur essendo subordinato a un potere superiore, governava il mondo materiale. E qui il parallelo con l’élite moderna diventa chiaro.

Proprio come il Demiurgo, l’élite tecnologica di oggi cerca di dominare il mondo materiale, modellandolo a propria immagine. Ci stanno spingendo verso una realtà plasmata dalle loro ambizioni, in cui l’umanità viene riformata secondo i loro desideri, esattamente come accadeva nel mito gnostico della creazione. E come il Demiurgo, il loro potere sembra inarrestabile.

Uno degli strumenti preferiti dell’élite è la biotecnologia. Innovazioni che non solo cambiano la società, ma rimodellano le fondamenta stesse dell’essere umano. È quasi come se stessero cercando di creare l’uomo a loro immagine, proprio come Dio fece in Genesi 1:27. Ma c’è un dettaglio qui, un sottotesto che spesso viene ignorato e che potrebbe rivelare molto sulle convinzioni esoteriche che guidano l’élite. Se torniamo al versetto precedente, Genesi 1:26, notiamo una frase interessante: “Facciamo l’uomo a nostra immagine, a nostra somiglianza…”. Quel plurale, “nostra”, è significativo. Non trovi strano che un testo che parla di un Dio unico utilizzi il plurale?

Questo piccolo dettaglio ha alimentato dibattiti secolari tra teologi e studiosi. Molti credono che quel plurale alluda a una pluralità di divinità, un concetto nascosto tra le pieghe del monoteismo. Anche la parola “elohim”, solitamente tradotta come “Dio”, è intrigante. Sebbene venga interpretata al singolare, la sua forma è plurale, lasciando spazio a interpretazioni che parlano dell’esistenza di più divinità. Maimonide, uno dei più influenti studiosi della Torah, teorizzava che “elohim” si riferisse a esseri divini di rango inferiore nella gerarchia angelica. Se seguiamo questa linea di pensiero, la creazione dell’uomo non sembra più opera di una singola entità, ma di una moltitudine di poteri celesti.

E questo non è un concetto isolato. In Genesi 3:22, Dio dice: “L’uomo è diventato come uno di noi, conoscendo il bene e il male”. Di nuovo, quel plurale. A chi stava parlando Dio? Forse al serpente, che aveva appena tentato Adamo ed Eva a mangiare dall’Albero della Conoscenza. Il serpente, un simbolo antico e complesso, è una figura chiave nella tradizione gnostica, dove assume il nome di Yaldabaoth, l’entità serpentina che gli gnostici identificano come il Demiurgo, il creatore malevolo dell’universo materiale.

Yaldabaoth compare in numerosi testi gnostici, come la Pistis Sophia e l’Apocrifo di Giovanni, dove viene descritto come il creatore del mondo materiale. È spesso associato a figure come Saklas e Samael. Samael, nel Talmud, è il giudice delle anime degli uomini, spesso chiamato “l’accusatore”, o ha-Satan, da cui deriva il concetto di Satana. Ma la sua funzione non è quella di un nemico, bensì di un agente del volere divino, incaricato di mettere alla prova l’umanità.

Nello gnosticismo, Samael e Yaldabaoth sono intercambiabili, alimentando la convinzione che Satana stesso sia il creatore dell’universo materiale, il Demiurgo. Questo concetto si riflette anche nei testi che equiparano Yaldabaoth al dio romano Saturno, una figura ribelle, esiliata dai cieli, come raccontato nell’Ipostasi degli Arconti e nel Vangelo di Giuda.

Ciò che rende l’uso plurale della parola “elohim” così cruciale nel pensiero esoterico che plasma l’élite dominante è la sua implicazione: l’uomo, in qualche modo, può aspirare a diventare un dio. Questa convinzione è al centro delle ambizioni di chi manovra le leve del potere globale, e non sorprende che un esempio chiave di questa mentalità sia la società segreta Skull and Bones. Il loro riferimento ossessivo a Genesi 3:22 non è una coincidenza: persino il loro nome alternativo, Ordine 322, fa esplicito riferimento a quel versetto in cui Dio riconosce che l’uomo, dopo aver mangiato dall’Albero della Conoscenza, è diventato “come uno di noi”.

Fin dalla sua fondazione nel 1832, Skull and Bones ha sempre coltivato un simbolismo esoterico, profondamente legato alla conoscenza proibita e al potere nascosto. Ma i suoi membri non sono solo giovani universitari privilegiati: sono i futuri leader che plasmeranno il mondo. E non è un caso se tra i fondatori della società troviamo Alphonso Taft, padre di William Howard Taft, futuro presidente e giudice supremo degli Stati Uniti. E che dire delle elezioni presidenziali del 2004, quando entrambi i candidati, George W. Bush e John Kerry, erano ex membri di Skull and Bones? Una coincidenza? Forse. Ma non dimentichiamo che fu proprio Tim Russert, conduttore di Meet the Press, a sollevare la questione, portando alla luce questa inquietante coincidenza. Stranamente, quattro anni dopo, nel 2008, Russert morì improvvisamente. Coincidenze?

Ciò che una volta veniva gelosamente protetto e nascosto, oggi è più visibile che mai. L’élite tecnocratica non si nasconde più dietro simboli criptici o riti segreti: il loro obiettivo di dominare l’umanità è ormai chiaro, manifestato apertamente attraverso l’avanzamento della biotecnologia e il controllo sull’evoluzione umana. Uno dei principali portavoce di questa visione è Yuval Noah Harari, autore israeliano e relatore regolare del World Economic Forum (WEF). Nei suoi libri come Sapiens (2011) e Homo Deus (2016), Harari dipinge un futuro in cui l’evoluzione umana non sarà più il risultato del naturale processo biologico, ma sarà manipolata dalla tecnologia, creando una classe di esseri superiori.

Harari ha affermato che non saranno i robot killer a segnare la fine dell’Homo sapiens, ma la tecnologia stessa. Biotecnologia e intelligenza artificiale saranno gli artefici di una trasformazione profonda e irreversibile dell’umanità. Come ha detto lui stesso: “L’Homo sapiens come lo conosciamo probabilmente scomparirà entro un secolo, trasformato e potenziato in qualcosa di diverso”. Ma Harari non è solo in questa visione. Il WEF, con le sue ramificazioni globali, è una delle forze trainanti dietro la creazione di un nuovo ordine mondiale.

L’élite tecnocratica è ovunque. Non solo al WEF, ma in altre organizzazioni potenti che influenzano i governi e indeboliscono l’autonomia delle nazioni. Stiamo assistendo alla nascita di un sogno distopico: un’umanità governata da una manciata di tecnocrati, elevati a divinità moderne. Questo futuro, una volta confinato alla fantascienza, sta rapidamente prendendo forma sotto i nostri occhi.

E mentre Klaus Schwab, Yuval Harari e Bill Gates sono spesso dipinti come i principali architetti di questa visione distopica, Elon Musk viene visto da molti come un ribelle, un antieroe che si oppone a questa agenda. Ma siamo sicuri che Musk sia davvero così diverso dai suoi presunti avversari? In superficie, Musk potrebbe sembrare un outsider, ma se osserviamo da vicino, la sua visione di X come “coscienza collettiva dell’umanità” rivela inquietanti connessioni con lo stesso esoterismo che permea il pensiero dell’élite tecnocratica.

L’idea di una “coscienza collettiva digitalizzata”, promossa da Musk, risuona con un concetto antico e misterioso: i Registri Akashici, proposti da Helena Blavatsky, fondatrice della Società Teosofica. Blavatsky, spesso considerata la matriarca del movimento New Age, credeva che i Registri Akashici fossero una sorta di archivio cosmico che racchiudeva ogni pensiero, emozione e azione di ogni essere vivente attraverso il tempo. Un concetto esoterico che rifletteva l’idea di un piano superiore di esistenza, dove tutto è registrato.

Non è difficile vedere i paralleli tra questo concetto esoterico e l’ambizione di Musk di collegare digitalmente la mente umana attraverso tecnologie come Neuralink. Anche se il famoso tweet di Musk potrebbe sembrare innocente, una visione più ampia delle sue attività rivela che condivide, in realtà, la stessa ossessione per il controllo e la trasformazione dell’umanità che caratterizza gli altri tecnocrati elitari. Neuralink, ad esempio, viene pubblicizzato come una rivoluzionaria soluzione medica, ma il suo vero potenziale si estende molto oltre. Se questa tecnologia diventasse onnipresente, potrebbe teoricamente servire come il mezzo attraverso il quale una versione digitale dei Registri Akashici potrebbe prendere forma. Immagina un mondo in cui ogni pensiero, ogni ricordo e ogni azione siano registrati. Un concetto che ricorda molto da vicino quello dei Registri Akashici di Blavatsky.

Ma Neuralink è solo una parte del quadro. Musk ha anche puntato su SpaceX per realizzare il suo sogno di trasformare l’umanità in una specie interplanetaria, con Marte come fulcro di questa visione. Ma Musk non è certo il primo a sognare Marte. Jack Parsons, fondatore del Jet Propulsion Laboratory e pioniere della scienza missilistica, nutriva un profondo interesse per il pianeta rosso. Parsons, noto per i suoi contributi pionieristici alla NASA, era altrettanto affascinato dall’occultismo. La sua misteriosa e tragica morte nel 1952 ha lasciato un alone di mistero e ha alimentato teorie su connessioni profonde tra scienza, esoterismo e potere.

La misteriosa e tragica fine di Jack Parsons segna la conclusione di una vita che sembra uscita da un romanzo occulto, avvolta nel mistero e intrisa di esoterismo. Parsons, oggi ricordato come uno degli scienziati missilistici più influenti della storia, non era spinto solo dal desiderio di esplorare lo spazio. Dietro il suo genio scientifico si nascondeva un interesse profondo per l’occulto, un mondo di conoscenze segrete che lo affascinava tanto quanto i razzi che costruiva. Si dice che prima di molti dei suoi lanci di prova, Parsons eseguisse rituali invocando la divinità greca Pan, in un curioso connubio tra scienza e magia.

Il suo interesse per l’occulto lo avrebbe portato a stringere relazioni con due figure enigmatiche del suo tempo: L. Ron Hubbard, il controverso fondatore di Scientology, e l’infame occultista Aleister Crowley, autore della filosofia esoterica conosciuta come Thelema. Parsons non era un semplice ammiratore; divenne un membro di alto rango dell’Ordo Templi Orientis, un ordine para-massonico guidato da Crowley stesso. Nel 1946, Parsons e Hubbard si immersero in uno dei rituali più audaci e discussi del mondo esoterico: il Babalon Working, un tentativo di invocare la divinità thelemica Babalon, ispirato al romanzo “Moonchild” di Crowley. Ma quel rituale, che avrebbe dovuto aprire le porte a poteri cosmici, segnò invece l’inizio della caduta di Parsons.

Dopo il rituale, Parsons si trovò tradito da Hubbard, che gli sottrasse non solo la moglie, ma anche i suoi risparmi. Da lì, la discesa fu rapida: Parsons perse la sua posizione nell’Ordo Templi Orientis e, con essa, la sua carriera promettente nel campo dell’aeronautica. Fu costretto a lasciare sia il Jet Propulsion Laboratory che la sua compagnia Aerojet a causa dei suoi legami con l’OTO, e durante l’era di McCarthy, le sue affiliazioni occultiste e vagamente marxiste lo resero un bersaglio politico. Isolato e privo di risorse, Parsons cercò rifugio come consulente per il programma missilistico israeliano, ma la sua vita si concluse tragicamente nel 1952, quando morì in una misteriosa esplosione nel suo laboratorio casalingo. La domanda se sia stato un incidente o un omicidio resta aperta, alimentando speculazioni che persistono fino a oggi.

Nonostante la sua prematura scomparsa a soli 37 anni, l’influenza di Parsons è sopravvissuta. Tra i suoi contemporanei, anche l’ex scienziato missilistico nazista Werner von Braun, trasferito negli Stati Uniti con l’Operazione Paperclip, fu fortemente influenzato dal lavoro di Parsons. Ma von Braun non era solo un ingegnere missilistico. Durante i suoi anni al servizio del programma spaziale della NASA, scrisse un romanzo intitolato Project Mars: A Technical Tale, ambientato in un futuro in cui l’umanità colonizza Marte. Nel romanzo, gli esploratori terrestri si imbattono in una civiltà marziana governata da un consiglio di dieci, il cui leader porta il titolo di “Elon”.

Il fatto che von Braun, un personaggio con una storia così controversa, avesse immaginato un futuro in cui un “Elon” guida l’umanità su Marte, non può che sollevare sopracciglia. Pubblicato solo nel 2006, dopo essere stato rifiutato per decenni a causa del passato nazista dell’autore, il libro sembra quasi profetizzare il futuro che Elon Musk sta cercando di costruire con la sua compagnia SpaceX. Se Musk riuscisse a colonizzare Marte, l’umanità farebbe il grande passo da un pianeta all’altro, proiettando Musk in una dimensione quasi divina, non dissimile dalle visioni esoteriche di Parsons e Crowley.

Ma questa catena di eventi non si limita alla fantascienza. Essa affonda le sue radici in antiche narrazioni mitologiche come il Libro di Enki, un testo mesopotamico che parla di divinità extraterrestri, gli Anunnaki, che avrebbero accelerato lo sviluppo della civiltà umana. Secondo Zecharia Sitchin, queste divinità non erano altro che una specie di esseri umanoidi avanzati provenienti da un altro pianeta, un concetto che riecheggia nelle attuali teorie sugli interventi extraterrestri. Così come Parsons e von Braun immaginavano un’umanità espandersi tra le stelle, Elon Musk potrebbe essere l’uomo destinato a realizzare queste antiche profezie esoteriche, portando l’umanità su Marte e rivendicando, forse, il suo posto tra le divinità moderne.

Non sarebbe il primo caso in cui influenze esoteriche si intrecciano con eventi storici di grande portata. Werner von Braun non fu certo l’unico nazista a essere profondamente influenzato da concetti esoterici come quelli degli Anunnaki. Il nazismo stesso, con tutte le sue terribili conseguenze, affonda le radici in una matrice esoterica nascosta, che permeava l’élite dell’epoca. La storia del nazionalsocialismo, lungi dall’essere solo una questione politica, è profondamente intrecciata con l’influenza di correnti occulte che risalivano al movimento nazionalista europeo di fine Ottocento, spesso fomentato dalla Massoneria e dai suoi simbolismi segreti.

Prendiamo, ad esempio, le figure centrali del Risorgimento italiano: non erano solo patrioti. Giuseppe Mazzini e Giuseppe Garibaldi, eroi dell’unificazione italiana, erano entrambi massoni e profondamente coinvolti in ordini esoterici. Garibaldi, in particolare, fondò il Rito di Memphis-Mizraim, un rito massonico le cui pratiche segrete e misteri avrebbero avuto un impatto molto più ampio di quanto ci si potesse immaginare. Con il tempo, questo rito passò nelle mani di occultisti tedeschi come Carl Kellner e Theodor Reuss, quest’ultimo Gran Ierofante e fondatore dell’Ordo Templi Orientis (OTO). Sebbene oggi il nome più associato all’OTO sia quello di Aleister Crowley, fu proprio Reuss a fondare l’ordine e a cederlo a Crowley, che ne avrebbe poi usurpato il controllo.

Ma l’OTO non fu l’unico frutto del Rito di Memphis-Mizraim. Un altro ramo esoterico di questa tradizione segreta si manifestò attraverso la Thule Society, fondata dal massone Rudolph von Sebottendorf, anch’egli legato al Rito. La Thule Society si rivelò una forza cruciale nella creazione del Partito Nazionalsocialista Tedesco dei Lavoratori (NSDAP), il partito nazista. Tra i suoi membri figuravano personaggi chiave del nazismo come Adolf Hitler, Heinrich Himmler e Rudolf Heß. Mentre Hitler si concentrava sugli obiettivi politici del movimento, Himmler e Heß mantennero vivo il loro interesse per l’occulto fino alla fine.

L’ossessione di Heß per l’esoterismo era così forte da spingerlo a tentare una missione diplomatica segreta in Gran Bretagna nel 1941, basandosi su letture astrologiche. Himmler, invece, fondò una divisione delle SS dedicata all’esplorazione dell’occulto, l’Ahnenerbe, il cui scopo era indagare le origini occulte della razza ariana e recuperare antiche conoscenze perdute. Persino il famigerato simbolo delle SS, quelle doppie rune, trae origine dalle rune Armanen, canalizzate dall’occultista tedesco Guido von List.

Ma se c’è una figura che merita di essere menzionata per il suo ruolo nell’introduzione di simboli ariani nell’ideologia nazista, è Jörg Lanz von Liebenfels, un occultista che, molto prima della Thule Society, aveva già adottato la svastica come simbolo araldico e vessillografico per il suo Ordine dei Nuovi Templari, fondato nel 1900. Fu lui a reintrodurre la svastica nell’immaginario occulto germanico, quasi un quarto di secolo prima che venisse adottata dal nazismo.

Anche se molti membri del partito nazista cercarono di prendere le distanze da figure come Guido von List e Jörg Lanz von Liebenfels, il loro contributo allo sviluppo dell’ariosofia fu cruciale per l’ascesa del movimento völkisch in Germania. L’Ordine dei Nuovi Templari non era altro che un tentativo di instillare nel tessuto culturale tedesco il desiderio di uno stato fascista. Le radici dell’ariosofia affondavano profondamente nell’influenza della Teosofia, la filosofia esoterica di Helena Blavatsky. Quell’ordine segreto si rivelò un precursore della più nota Società Thule, che a sua volta servì da modello per comprendere come gli ordini esoterici potessero influenzare le nazioni e installare élite dominanti sotto la loro influenza occulta.

Ma con la fine della Seconda Guerra Mondiale e il collasso dei regimi totalitari, basati esplicitamente su fanatismi esoterici, l’approccio dell’élite cambiò. Il palese estremismo che aveva alimentato il fascismo si trasformò in una forma di potere più nascosta e sofisticata. Gli ordini esoterici non scomparvero: si evolsero. L’élite smise di coltivare movimenti populisti radicali e si rivolse a organizzazioni più sottili, tra cui ONG e think tank come il Gruppo Bilderberg, il Club di Roma e il World Economic Forum. Questi nuovi strumenti erano più raffinati, meno appariscenti, ma condividevano lo stesso obiettivo: promuovere l’agenda di una classe dirigente d’élite.

Anche se oggi il potere viene esercitato attraverso la tecnocrazia, anziché tramite le antiche filosofie esoteriche, il fine ultimo non è cambiato. Le élite tecnocratiche, eredi di quel progetto originato dagli ordini occulti, non hanno bisogno di evocare simboli mistici per raggiungere i propri obiettivi. Oggi si servono di tecnologie avanzate, algoritmi e processi scientifici per modellare la realtà secondo i loro desideri. Eppure, sotto la superficie, l’essenza rimane la stessa: creare un mondo plasmato a loro immagine.

È proprio qui che emerge un parallelo inquietante con le antiche credenze esoteriche, in particolare con il concetto gnostico del Demiurgo. Secondo la tradizione gnostica, il Demiurgo, conosciuto anche come Yaldabaoth, creò un mondo imperfetto, pieno di sofferenza e conflitti. Un regno materiale che non potrà mai essere perfetto, perché modellato dalla materia e non dall’energia divina. Allo stesso modo, l’élite tecnocratica, nel suo tentativo di rimodellare il mondo, non può sfuggire a queste imperfezioni. Anzi, sembra che stiano costruendo una realtà sempre più intrappolata nella sofferenza e nei limiti intrinseci della materia stessa.

Mentre i testi gnostici, che rivelavano queste verità, venivano etichettati come eresia e messi al bando dalla Chiesa, la realtà che stiamo vivendo oggi non può essere nascosta né ignorata. L’élite tecnocratica avanza inesorabilmente verso il dominio globale, e i loro obiettivi sono chiaramente visibili a chiunque voglia vedere. La loro ambizione di plasmare il mondo secondo la loro visione somiglia sempre di più al potere che il Demiurgo esercita nel mito gnostico. Tuttavia, a differenza delle visioni apocalittiche dei testi antichi, la nostra realtà attuale non è più un’ipotesi esoterica. È una realtà tangibile, che si sviluppa sotto i nostri occhi, giorno dopo giorno, anche se pochi ne colgono veramente la portata.

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