
L’umanità è una mandria di esseri che devono essere governati con la frode, l’inganno, e con lo spettacolo.
(Edmund Burke)
Uno sguardo indietro
Sono passati quattro anni dalla psico–pandemenza ed emergono ogni giorno sempre più nuovi elementi che confermano il genocidio deciso dall’alto della popolazione mondiale tramite una pseudo emergenza sanitaria. Il motivo di ciò risiede nella sete di potere che hanno lorsignori e nelle teorie completamente errate, nonché plagiate, di Malthus, che essi brandiscono per convincerci che siamo troppi su questo pianeta.
Coloro che ritengono di appartenere alle élite sovranazionali hanno da sempre manipolato le menti delle persone, fidando nel fatto che difficilmente la massa ha dubbi sulla narrativa cosiddetta ufficiale.
Sono diversi secoli che hanno acquisito e perfezionato le conoscenze psicologiche e i modi per piegare e confondere gli individui, fino a spingerli nel recinto della massa.
Freud, a proposito della massa, affermava:
“Una massa primaria è costituita da un certo numero di individui che hanno messo un unico medesimo oggetto al posto del loro Ideale dell’Io e che pertanto si sono identificati gli uni con gli altri nel loro Io”.
Un esperimento ben riuscito

Nel 1938, un programma radiofonico scatenò il panico tra la popolazione statunitense.
Il programma si chiamava “The war of the worlds”, uno sceneggiato trasmesso dalla CBS e interpretato da Orson Welles.
“Alle ore venti in punto del 30 ottobre 1938, dopo le prime note del programma musicale, irruppe la voce dell’annunciatore:
«Signore e signori, vogliate scusarci per l’interruzione del nostro programma di musica da ballo, ma ci è appena pervenuto uno speciale bollettino della Intercontinental Radio News. Alle 7:40, ora centrale, il professor Farrell dell’Osservatorio di Mount Jennings, Chicago, Illinois, ha rilevato diverse esplosioni di gas incandescente che si sono succedute ad intervalli regolari sul pianeta Marte. Le indagini spettroscopiche hanno stabilito che il gas in questione è idrogeno e si sta muovendo verso la Terra ad enorme velocità. […]»
Dopo questo annuncio iniziale riprende la musica, che verrà però presto interrotta, varie volte, da altri comunicati, via via più concitati e allarmanti. Per conferire credibilità al misterioso fenomeno, viene inscenata l’intervista ad un astronomo. Lo studio di New York dà quindi lettura di un bollettino speciale secondo cui, alle 20:50 circa, un oggetto fiammeggiante di grandi dimensioni, ritenuto un meteorite, è precipitato in una fattoria nei pressi di Grovers Mill, nel New Jersey[…]
«Un momento! Sta accadendo qualcosa! Signori e signore, è terrificante! L’estremità dell’oggetto comincia a muoversi! La sommità ha cominciato a ruotare come se fosse avvitata! La cosa deve essere vuota all’interno!»
A quel punto si odono delle voci concitate (“Si muove!”, “Guardate, si svita, si svita, dannazione!” “, “State indietro, là! State indietro! Lo ripeto!” “Può darsi che ci siano degli uomini che vogliono scendere!” “È rovente, sarebbero ridotti in cenere!” “State indietro, laggiù! Tenete indietro quegli idioti!”), e, all’improvviso,si distingue il rumore di un grosso pezzo di metallo che cade.
[…]
Dopo qualche secondo di interruzione, la storia riprende descrivendo la devastante avanzata degli alieni.
[…]
La trasmissione poi proseguiva seguendo la trama del romanzo di Welles, fino all’epilogo in cui i Marziani venivano sconfitti.” (Wikipedia)
La reazione di molti ascoltatori fu di panico. In seguito Welles affermò prima che era uno scherzo, poi che non si aspettava una reazione del genere per uno sceneggiato radiofonico.
In realtà fu un esperimento che mostrò come reagiscono le persone abituate a ragionare come massa: una persona che vive all’interno di una sorta di ordine costituito non ritiene possibile che una entità autorevole possa mentire.
Quando quattro anni fa si cominciò a parlare di una malattia terribile, che uccideva anche solo respirando, che, però, non attecchiva se si stava seduti in un bar o ristorante, che si fermava di fronte all’improbabile barriera di una mascherina, mi venne in mente proprio Orson Welles…
Certo, da allora hanno raffinato le tecniche.
Le dieci regole della manipolazione mediatica

Noam Chomsky, esperto linguista, filosofo, docente ed attivista politico, ha esposto i modi utilizzati per manipolare le persone:
1. La strategia della distrazione
L’elemento primordiale del controllo sociale è la strategia della distrazione che consiste nel deviare l’attenzione del pubblico dai problemi importanti e dei cambiamenti decisi dalle élite politiche ed economiche, attraverso la “tecnica del diluvio o inondazioni” di continue distrazioni e di informazioni insignificanti. La strategia della distrazione è anche indispensabile per impedire alle persone d’interessarsi alle conoscenze essenziali, nell’area della scienza, l’economia, la psicologia, la neurobiologia e la cibernetica. Mantenere l’attenzione del pubblico deviata dai veri problemi sociali, imprigionata da temi senza vera importanza. Mantenere il pubblico occupato, senza nessun tempo per pensare, di ritorno alla fattoria, come gli altri animali.
2. Creare problemi e poi offrire le soluzioni
Questo metodo è anche chiamato “problema- reazione- soluzione“.
Si crea un problema, una “situazione” prevista per causare una certa reazione da parte del pubblico, con lo scopo che sia questo il mandante delle misure che si desiderano far accettare. Ad esempio: lasciare che si dilaghi o si intensifichi la violenza urbana, o organizzare attentati sanguinosi, con lo scopo che il pubblico richieda le leggi sulla sicurezza e le politiche a discapito della libertà. O anche: creare una crisi economica per far accettare come un male necessario la retrocessione dei diritti sociali e lo smantellamento dei servizi pubblici.
3. La strategia della gradualità
Per far accettare una misura inaccettabile, basta applicarla gradualmente, a contagocce, per anni consecutivi. È in questo modo che condizioni socioeconomiche radicalmente nuove (neoliberismo) furono imposte durante i decenni degli anni ‘80 e ‘90: Stato minimo, privatizzazioni, precarietà, flessibilità, disoccupazione in massa, salari che non garantivano più redditi dignitosi, tanti cambiamenti che avrebbero provocato una rivoluzione se fossero state applicate in una sola volta.
4. La strategia del differire
Un altro modo per far accettare una decisione impopolare è quella di presentarla come “dolorosa e necessaria”, ottenendo l’accettazione pubblica, nel momento, per un’applicazione futura. È più facile accettare un sacrificio futuro che un sacrificio immediato. Prima, perché lo sforzo non è quello impiegato immediatamente. Secondo, perché il pubblico, la massa, ha sempre la tendenza a sperare ingenuamente che “tutto andrà meglio domani” e che il sacrificio richiesto potrebbe essere evitato. Questo dà più tempo al pubblico per abituarsi all’idea del cambiamento e di accettarlo rassegnato quando arriva il momento.
5. Rivolgersi al pubblico come ai bambini
La maggior parte della pubblicità diretta al gran pubblico, usa discorsi, argomenti, personaggi e una intonazione particolarmente infantile, come se lo spettatore fosse una creatura di pochi anni o un deficiente mentale. Quando più si cerca di ingannare lo spettatore più si tende ad usare un tono infantile. Perché? Se qualcuno si rivolge ad una persona come se avesse 12 anni o meno, allora, in base alla suggestionabilità, questa tenderà, con certa probabilità, ad una risposta o reazione anche sprovvista di senso critico come quella di una persona di 12 anni o meno.
6. Usare l’aspetto emotivo molto più della riflessione
Sfruttare l’emozione è una tecnica classica per provocare un corto circuito su un’analisi razionale e, infine, il senso critico dell’individuo. Inoltre, l’uso del registro emotivo permette di aprire la porta d’accesso all’inconscio per impiantare o iniettare idee, desideri, paure e timori, compulsioni, o indurre comportamenti…
7. Mantenere il pubblico nell’ignoranza e nella mediocrità
Far sì che il pubblico sia incapace di comprendere le tecnologie ed i metodi usati per il suo controllo e la sua schiavitù.
“La qualità dell’educazione data alle classi sociali inferiori deve essere la più povera e mediocre possibile, in modo che la distanza dell’ignoranza che pianifica tra le classi inferiori e le classi superiori sia e rimanga impossibile da colmare dalle classi inferiori”.
8. Stimolare il pubblico ad essere compiacente con la mediocrità
Spingere il pubblico a ritenere che è di moda essere stupidi, volgari e ignoranti…
9. Rafforzare l’auto-colpevolezza
Far credere all’individuo che è soltanto lui il colpevole della sua disgrazia, per causa della sua insufficiente intelligenza, delle sue capacità o dei suoi sforzi. Così, invece di ribellarsi contro il sistema economico, l’individuo si auto-svaluta e s’incolpa, cosa che crea a sua volta uno stato depressivo, uno dei cui effetti è l’inibizione della sua azione.
E senza azione non c’è rivoluzione!
10. Conoscere agli individui meglio di quanto loro stessi si conoscano
Negli ultimi cinquanta anni, i rapidi progressi della scienza hanno generato un divario crescente tra le conoscenze del pubblico e quelle possedute e utilizzate dalle élite dominanti. Grazie alla biologia, la neurobiologia, e la psicologia applicata, il “sistema” ha goduto di una conoscenza avanzata dell’essere umano, sia nella sua forma fisica che psichica. Il sistema è riuscito a conoscere meglio l’individuo comune di quanto egli stesso si conosca. Questo significa che, nella maggior parte dei casi, il sistema esercita un controllo maggiore ed un gran potere sugli individui, maggiore di quello che lo stesso individuo esercita su sé stesso.
Questo è già più che sufficiente per comprendere come il “sistema” sia riuscito a rendere docili le persone, rassegnate e depresse, manipolabili e sottomesse.

Vi sono molti altri mezzi che utilizza il “sistema”, tecniche psicologiche e statistiche, quasi tutte elaborate da esperti strateghi militari… perché questa è una guerra.
Il divario da colmare in tema di conoscenze è ampio ma non impossibile: solo con la conoscenza può esserci la libertà.
(Credits: Pixabay)


1 comment
Pier Luca Scardovi
Brava Manuela ,questo articolo dovrebbe fare sature gli occhi alle pecore; interessante il discorso violenza urbana , infatti siamo arrivati a limiti insopportabili tanto da essere d’accordo ad avere telecamere ad ogni angolo che in realtà verranno usate non contro la criminalità ma contro di noi ,se non saremo vaccinati,omologati castrati ,rinfinicchiti.ci prenderanno temperatura corporea,orientamento politico ,orientamento sessuale ,leggeranno dal nostro viso se proviamo odio. Disperazione,frustrazione o se siamo delle amebe quindi pronti da rinchiudere nel contenitore.